lunedì 9 marzo 2026

M’ARZO

 
 
 
Il 22 febbraio 2025 ho pubblicato su questo blog un articolo intitolato “Scusate il ritardo”, che cominciava con queste parole: “Mi rendo conto che mi sono fatto attendere (anche se sicuramente avrete trovato il modo di ingannare il tempo)”. Il ritardo a cui facevo allusione era quello del tradizionale resoconto annuale di inizio gennaio su ciò che ho pubblicato nei dodici mesi precedenti. Resoconto di cui, probabilmente, importa qualcosa soltanto a pochi, ma che importa a me perché serve a fare un bilancio e a lasciare un appunto a futura memoria, sempre pronto per la consultazione. E poi, se anche ci fossero soltanto due interessati (io e un altro), perché deludere quell’unico che mi presta attenzione?  Vero, Filippo Pieri? (Filippo è l’autore, oltre che di libri molto divertenti, anche della vignetta che vedete in apertura, su in alto).

Comunque, questa volta non devo scusarmi del ritardo, perché sapete tutti che sono andato in pensione e dunque ho trascorso in letargo gli ultimi mesi. Ma oggi m’arzo. La battuta è vecchia ma mi fa sempre ridere. M’arzo, mi stiracchio, mi accorgo che fuori dalla finestra c’è qualche albero in fiore. Sento anche l’eco di cannonate lontane, appena possibile mi informerò. Prima, però, temendo che le notizie dal mondo esterno possano convincermi a rimettermi a letto, eccomi a riferire sulla mia attività (quella sulla carta stampata) nel corso del 2025.

Comincio, come al solito, dalle classfiche di Saverio Ceri pubblicate nella sua rubrica "Diamo i numeri" sul blog Dim
e Web (ma che, lo dico per farmene un vanto, è stata a lungo ospitata qui su "Freddo cane"). Quante pagine ho pubblicato nel 2025, come sceneggiatore, in casa Bonelli? Ahimé, una vera débacle. Dalle 1085 tavole uscite nel 2024, l'anno scorso sono sceso a sole 504. Dalla seconda posizione, alla nona a parimerito con Luigi Mignacco. Ecco qua di seguito la classifica completa degli autori di testi così come compare nella tabella di Saverio.
 

Per fortuna Zagor è primo nella classifica dei disegnatori (vinta da Raffaele Della Monica, con Stefano Di Vitto al secondo posto) e in quella dei copertinisti (Alessandro Piccinelli batte anche quest'anno Claudio Villa). Inoltre, qualche soddisfazione viene dal gruppo di collane di cui sono stato l'editor fino al mese di ottobre, ovvero quelle zagoriane, come dimostra la tabella dei personaggi. Come potete vedere, lo Spirito con la Scure è terzo per numero di tavole (2324) e per numero di albi (il podio è invariato).
 

Riguardo la situazione in generale, Ceri scrive: "Nel 2025 sono state pubblicate 16.305,33 tavole inedite sugli albi bonelliani, quasi 1650 in meno dello scorso anno, pari a un calo del 9,17% rispetto al 2024. Si conferma così il trend negativo che, al momento, ha ridotto di circa un terzo la produzione fumettistica della casa editrice rispetto all’annata record del 2019. È il risultato più negativo degli ultimi 28 anni. Nel calo generale delle tavole pubblicate, anche i tre personaggi principali registrano una flessione, seppur più contenuta: –5,76% rispetto al 2024, dovuta soprattutto a Dylan Dog e Zagor, come vedremo più avanti. Nel complesso, però, la produzione dei cosiddetti “tre tenori”, pur col peggior dato degli ultimi sette anni, si rafforza sul totale delle tavole inedite dell’annata. Quest’anno, infatti, la somma delle pagine con nuovi episodi di Tex, Dylan Dog e Zagor rappresenta il 55,20% di quelle pubblicate dalla SBE. Una percentuale in costante crescita dal 2017, quando le storie dedicate ai tre personaggi principali costituivano appena il 31,12% del totale. Il personaggio più pubblicato in libreria, per l'undicesima volta consecutiva, e di gran lunga, è Tex, con 4428 tavole, seguono i soliti Dylan Dog e Zagor rispettivamente a 1617 e a 1461 pagine. I tre principali eroi bonelliani anche in questo caso superano abbondantemente il 50% delle tavole complessive pensate per la libreria".

 


A proposito delle mie 504 tavole, "Diamo i numeri" segnala che mi collocano comunque nella top ten bonelliana per la trentesima volta, e sono trentatré gli anni consecutivi in cui sono comunque in classifica. Ma, ed ecco la notizia che da una parte mi lusinga e dall'altra mi rattrista, scrive Saverio: "Nella graduatoria storica bonelliana (ovvero dal gennaio 1941 a oggi), si registrano due importanti sorpassi in Top Ten: Moreno Burattini supera Alfredo Castelli, divenendo così il quinto sceneggiatore più pubblicato nella storia della casa editrice e Pasquale Ruju scavalca Gianfranco Manfredi al nono posto".  La tristezza deriva ovviamente dal fatto che il superamento di Castelli è dovuto al fatto che Alfredo non è più tra noi. Ci si può chiedere adesso: se Moreno Burattini è al quinto posto fra gli sceneggiatori più pubblicati di tutti i tempi in casa Bonelli, chi c'è ai primi quattro? Naturalmente lo dovete chiedere a Saverio Ceri. Posso solo dire che ho una piccola possibilità di superare, negli anni a venire, il quarto concorrente.

A che cosa si deve il calo da quota mille a quota cinquecento dalla classifica del 2024 a quella del 2025? Semplicemente alla programmazione (peraltro fatta da me). Cioè, più o meno sceneggio sempre settecento/ottocento tavole ogni anno, poi in edicola ne arrivano talvolta di meno, talvolta di più.  Nella foto qui sotto, sono con Alessandro Piccinelli, Giampiero Casertano e un giovane sceneggiatore dalla Capa Rezza che ha esordito in casa Bonelli.
 
 

 
Proseguono le mie quattro serie umoristiche portate avanti con il disegnatore James Hogg e che consistono in "Scienza Ridens" (su "Focus Enigmistica"), "Stelle a Strisce" (su "Crucintarsi & Co."), "Le grandi domande" (su "Facili Cruciverba") e "La Bibbia secondo Burattini & Hogg" (sul "Vernacoliere"). Da questa ultima serie ho tratto persino uno spettacolo di cabaret che ho replicato quattro o cinque volte e che, chissà, potrei portare in scena di nuovo.
 

 
Qui giunti, per tradizione vi aggiorno sull'attività dei due blog da me gestiti, questo e
"Utili sputi di riflessione". Per "Freddo Cane", il 2025 è stato un annus horribilis con appena 8 articoli pubblicati, record negativo dall'apertura (2010) a oggi. Come mai? Chi lo sa. Ho scritto altro, del resto nessuno mi paga per aggiornare il blog e temo di soffrire di una sorta di disillusione da età anagrafica, argomento che se affrontassi mi farebbe sentire e sembrare più vecchio di altri dieci anni. Appunto per sfuggire alla nostalgia mi ripropongo di affacciarmi un po' di più in questo spazio. Un po' meglio è andata per "Utili sputi", un blog lettario inaugurato nel 2015 dove schedo i libri che vado leggendo.  Nel 2025 ho pubblicato 66 recensioni, contro le 65 dell'anno precedente. Ciò non significa che abbia letto 66 libri in dodici mesi. In realtà ne ho letti di più, semplicemente non trovo il tempo o la voglia di recensire tutti (facendo un rapido conto, credo di aver una trentina di titoli da schedare).
 
 

 
 
 
Ma esaminiamo in dettaglio che cosa ho pubblicato tra il gennaio e il dicembre dello scorso anno. L'elenco dei fumetti bonelliani è il seguente. 
 
Zagor Le Origini volume 8
La Lega delle sei nazioni (aprile 2025) 
disegni di Darko Perovic 
 
Sinistra profeziaIl killer misterioso (aprile 2025)
disegni di Alessandro Chiarolla 

Zagor Più 17 
I Racconti di Darkwood 
Hellburgh (maggio 2025)
disegni di Alessandro Chiarolla  

Zenith 769-771
Sasquatch 
Spettro Nero – Zenith 769 Zagor 718 (maggio 2025)
Sasquatch – Zenith 770 Zagor 719 (giugno 2025)
La creatura dei boschi – Zenith 771 Zagor 720 (luglio 2025)
disegni di Arturo Lozzi 
 
Zenith 771 bis
La Cacciatrice (luglio 2o25)
disegni di Mauro Laurenti

Speciale Zagor n° 41 
Amici per la pelle (ottobre 2025)
disegni di Stefano Voltolini
 
Zagor Più 19
I Racconti di Darkwood 
Il mondo dell’incubo (novembre 2025)
disegni di Marco Villa
 
Segnalo le ristampe bonelliane di tre brevi storie degli anni Novanta illustrate da Gallieno Ferri, dedicate a Icaro La Pleme, "Guitar" Jim e Trampy (raccolte all'interno dello Speciale Zagor 41), e quella della storia lunga "Plenilunio" disegnata da Joevito Nuccio (contenuta nel volume "La nere ali della notte", destinato alla distribuzione libraria, nella collana "Zagor contro il Vampiro").
 
Ci sono poi gli articoli che ho scritto, alcuni quali introduzioni a libri di vario genere, altri per riviste, più le interviste e i testi dedicati al Web. Segnalerò solo i lavori di maggior peso, il primo dei quali è un saggio intitolato "Progetto pilota: il Pilot di Sergio Bonelli", contenuto nel volume "La lunga storia del fumetto italiano" a cura di Claudio Gallo, Nicola Spagnoli e Andrea Tenca (edito dall'Accademia Roveretana degli Agiati). Ci sono poi le corpose introduzioni ai volumi "Le nere ali della notte" (Bonelli editore), "La tribù scomparsa" (edizione per le Poste Italiane) e "Fuorilegge" (Scarabeo).

 
 
Ancora, io e pochi altri eletti possediamo la versione cartacea, ma tutti possono avere gratis il .pdf. del ponderoso numero 22 di "TW Magazine" (rivista di tematiche legate a Tex Willer e dintorni) speciale dedicato a Mauro Boselli. Si tratta di una ricca monografia, completa pure di una lunga intervista a Giorgio Bonelli. C'è anche un mio articolo, intitolato "Ottocentoventisei pagine più in alto". Si può scaricare senza spese dal forum di Tex  nella sezione Downloads, oppure collegandosi direttamente all'indirizzo
https://texwiller.ch/index.php?/files/file/25-tex-willer-magazine-22/




Infine, due parole su Eva Canesi, un mio personaggio femminile creato per essere inserito come protagonista di racconti erotici inediti all’interno di alcuni ponderosi pocket delle Edizioni If, da lui curati, che hanno ristampato episodi di testate sexy degli anni Settanta della scuderia di Giorgio Cavedon (le Ediperiodici, per individuare un marchio fra i tanti). La principale caratteristica di Eva Canesi è quella di non essere una eroina a fumetti, ma di novelle in prosa. Si tratta di una istitutrice assunta, nei primissimi anni del Novecento, nella villa di una ricca famiglia di Poggibonsi, vicino a Siena, per migliorare il rendimento scolastico del rampollo, il liceale Enrico. Ogni riferimento alla Maestrina dalla Penna Rossa di “Cuore” non è puramente casuale, location a parte, ovviamente. La giovane insegnante, come sa chi ha letto i tre racconti che la riguardano, non è protagonista soltanto di vivaci e sorridenti avventure erotiche bisessuali ma, almeno nelle mie intenzioni, trova il modo di rendere edotti i lettori, oltre che Enrico, dell’eros presente nella letteratura latina e persino in Pascoli. Chissà che un giorno le novelle non possano finire raccolte in un libro. E con ciò, abbiamo finito.  Ah, no... dimenticavo. Ho ricevuto anche un Premio alla Carriera. Grazie a "Cronaca di Topolinia".
 
 

 
 
 
 


mercoledì 17 dicembre 2025

BURATTINI VA IN PENSIONE



Ho atteso che la notizia raggiungesse tutti e che ognuno avesse agio di commentarla come voleva, prima di parlarne anch’io su questo blog. Per chi si fosse distratto, l’immagine qui sopra (un divertente scherzo dell’amico Filippo Pieri) vale come riassunto di quanto accaduto. In ogni caso, ecco la mia ricapitolazione. A pagina 4 dell’albo n° 775 della Collana Zenith (Zagor n° 724), intitolato “I due stregoni”, del novembre 2025, è stato pubblicato il seguente articolo a mia firma.

 
«Esattamente quattordici anni fa, sull’albo “Alligator Bayou” (Zagor n° 556), datato novembre 2011, il sottoscritto inaugurava la prima puntata di questa rubrica che, con il nome “I tamburi di Darkwood”, prendeva il posto della precedente “Postaaa!” gestita da Sergio Bonelli a partire dal 1987 (per la precisione, dal n° 263 del giugno di quell’anno). Il motivo del mio subentro e del cambio di titolo fu, purtroppo, quello della scomparsa, avvenuta poco più di un mese prima, del creatore ed editore dello Spirito con la Scure, appunto quel Sergio a cui so di dovere non soltanto la mia lunga carriera professionale ma anche la realizzazione di tanti sogni coltivati fin da bambino. A lui va soprattutto il mio ringraziamento, per avermi scelto fra i suoi collaboratori, affidandomi prima la sceneggiatura (a partire dal 1991) di molte delle storie del suo personaggio di maggior successo, e il mio più amato, e poi la cura redazionale del parco testate legato alla figura dell’eroe di Darkwood, incarico di cui porto la responsabilità da ben diciotto anni, e dunque dal 2007. Avrete già capito che se mi rivolgo a chi mi legge in un modo così particolare è perché c’è di mezzo un motivo altrettanto particolare. E’ probabile, anzi, che già lo conosciate dopo l’annuncio dato da me personalmente durante la recente edizione di Lucca Comics & Games, la più importante kermesse fumettistica italiana, durante la quale varie sono state le iniziative legate a Zagor e tanti i lettori che ho incontrato. Ciò a cui è stato dato ufficialità è il passaggio di consegne da parte mia sia della titolarità di questa rubrica, sia della supervisione complessiva dei futuri albi dello Spirito con la Scure, a un nuovo curatore. Il motivo è semplicemente quello di un ritiro, assolutamente volontario ma anche suggerito dalle evidenze anagrafiche (il tempo passa per tutti) dalle fatiche del lavoro redazionale, allo scopo di dedicarmi totalmente alla scrittura, di fumetti e di altro. Ciò significa che smetterò di sedere pressoché quotidianamente alla mia scrivania negli uffici della Casa editrice in via Buonarroti, dove sono stato chiamato a dare il mio contributo nel lontano 2001, facendo del mio meglio perché tutti gli albi del Re di Darkwood giungessero in tempo in tipografia e puntuali in edicola, il più possibile rispettosi dello standard qualitativo richiesto dalla tradizione bonelliana, ma non smetterò di sceneggiare le storie che mi verranno richieste, finché lo saranno. Del resto la mia è una vita passata a scrivere e sicuramente fra cento anni morirò lasciando su un foglio una frase a metà. Cedo la cura di un personaggio in buona salute e caratterizzato da una invidiabile e inintaccabile vitalità, a dispetto dei sessantacinque anni che festeggeremo il prossimo giugno. So di aver dato il massimo perché la leggenda di Za-Gor-Te-Nay continuasse ad appassionare i nostri lettori, in Italia e in tanti Paesi del mondo. Spero di incontrare ciascuno di voi da qualche parte perché comunque rimarrò nei paraggi, e sono certo di affidare il mio posto in redazione al migliore dei curatori possibile, il mio fraterno amico Antonio Serra, a cui faccio tutti gli auguri del caso. Grazie a lui, che dal prossimo mese firmerò questa rubrica, a Davide Bonelli, a Michele Masiero, a Simone Airoldi e a tutti i colleghi (di ieri e di oggi) di via Buonarroti, con cui ho condiviso grandi soddisfazioni… E grazie, in particolare, ad Alessandro Piccinelli, autore dell’eloquente disegno che vedete qua sotto. Infine, grazie soprattutto a voi che mi avete seguito per tanti anni e che mi auguro continuerete a leggermi, dovunque mi capiterà di scrivere.»
 
Disegno di Alessandro Piccinelli

 

Nel testo, come avete potuto vedere, faccio riferimento a un incontro con il pubblico che ha avuto luogo il 30 ottobre in occasione dell’edizione 2025 di Lucca Comics & Games, durante il quale ho annunciato appunto il mio “ritiro” dalla cura del parco testate legate a Zagor e dal lavoro  redazionale. In quella stessa occasione sono stati mostrati due video: uno di autopresentazione e di saluto di Antonio Serra, nuovo editor, e uno realizzato da Alex Dante che faceva scorrere le immagini della mia, diciamo così, carriera. L’intero panel (così sembra si chiami oggi questo tipo di conferenze) è visibile sul sito Bonelli e per assistervi vi basterà cliccare su questo link. 

Mi pare che ne sia uscita fuori una cosa simpatica e divertente: grazia a Luca Del Savio che mi ha supportato e ai tanti amici lettori che prima e dopo l’evento mi hanno manifestato affetto -  persino gratitudine. Qualcuno si è addirittura commosso.
 
 
Lucca 2025: Antonio Serra si presenta in un video (con me, Luca Del Savio
 
 
A proposito di commozione e di colleghi, il video di Alex Dante mostrato a Lucca era stato confezionato in giugno per venire proiettato durante un piccolo rinfresco allestto in via Buonarroti a Milano, annunciato dal cartello che potete vedere qua sotto. Grazie all'Intelligenza Artificiale (non istruita da me) per avermi pettinato e rinfoltito i capelli.
 
 

Pochi giorni dopo l'evento lucchese, il sito “Fumettologica” mi ha dedicato un articolo intitolato “L’uomo che ha guidato Zagor per 18 anni”, e una intervista curata da Andrea Fiamma. Potete leggere tutte le sue domande e tutte le mie risposte cliccando sul seguente link. 
Di seguito estrapolo i passaggi che mi sembrano più interessanti nel contesto di questo résumé.
La mia collaborazione con la Sergio Bonelli Editore è iniziata nel 1990 come autore di sceneggiature, che scrivevo da casa, in Toscana. Nel 2001 mi è stato proposto di lavorare in redazione, a Milano, con un orario che mi permettesse però di continuare a sceneggiare fumetti in quanto, evidentemente, si riteneva utile il mio contributo sia come redattore che come autore. Un appassionato del fumetto bonelliano come me non poteva desiderare di più. Inizialmente ho fatto da assistente a Mauro Boselli (impegnatissimo sui tre fronti di Dampyr, Tex e Zagor), poi, dopo aver imparato il mestiere da lui, dal 2007 mi è stata affidata la cura del parco testate dello Spirito con la Scure. Dopo diciotto anni in cui mi sono assunto, e mi è stata data, la responsabilità di consegnare in tempo utile per la stampa tutti gli albi Zenith e i numerosi supplementi e di farli uscire puntualmente in edicola rispettando per quanto possibile lo standard qualitativo bonelliano, ho cominciato a sentire il peso del lavoro redazionale (il tempo passa per tutti, gli acciacchi aumentano per chiunque). Mi è sembrata insomma cosa buona e giusta lasciare la mia scrivania in ufficio per dedicarmi serenamente a scrivere fumetti (e altro) da quella di casa. Perciò, avendo maturato (grazie anche a dieci anni di lavoro precedente presso un’altra società) i requisiti per ritirarmi, d’accordo con la Casa editrice, ho concordato le modalità per un progressivo passaggio di consegne, che è divenuto effettivo con l’inizio di novembre. Ho scritto infatti proprio per l’albo Zenith uscito immediatamente dopo Lucca Comics & Games 2025 il mio ultimo redazionale della rubrica “I tamburi di Darkwood”, con il quale ho salutato i lettori e ringraziato la famiglia Bonelli, i direttori e i colleghi tutti, quelli di oggi e quelli di ieri, tra i quali ho trovato grandi amici. 

Mi è stato chiesto dalla direzione di indicare chi, secondo me, avrebbe potuto prendere il mio posto, fra i colleghi della redazione. La successione avrebbe dovuto essere risolta, insomma, scegliendo fra le risorse interne. Il caso ha voluto che nello stesso momento fosse rimasto vacante anche il seggio del curatore di Tex, essendo andato in pensione Mauro Boselli. Perciò, chi ha deciso il cambio di editor per Zagor ha dovuto tener conto anche della nuova gestione texiana. Fra i nomi che ho suggerito, valutando le mansioni in corso e la disponibilità ad accettare il nuovo incarico, ho fatto quello di Antonio Serra, mio grande amico, a lungo mio vicino di scrivania in ufficio, professionista di grande esperienza. 
 
Quando ho cominciato a sceneggiare Zagor, il personaggio sembrava non avere più niente da dire, aver fatto il suo corso e il suo tempo. Sergio Bonelli era scettico e pessimista circa il destino della testata e di questo suo pessimismo raccolsi io stesso testimonianza quando realizzai, con lo staff della fanzine “Collezionare”, la lunga intervista poi apparsa nel 1990 su uno Speciale della rivista dedicato a Zagor. “Il personaggio – disse Sergio – ha fatto il suo tempo. Più di così non può dare, è un eroe esaurito come tanti altri. Per cui anche come editore, se ho voglia di fare qualcosa, trovo un po’ avvilente accanirmi su cose vecchie e preferisco dedicarmi a progetti nuovi”. Credo che Bonelli avesse ragione a non attendersi miracoli e a prospettare solo un lento, anche se onorevole declino per il suo eroe. Non vorrei attribuirmi più meriti di quanto mi spettino, casomai dividerli con Mauro Boselli o darne a lui la parte maggiore, però di lì a poco cominciò il cosiddetto “rinascimento zagoriano” che rilanciò il personaggio. Ma, soprattutto, a distanza di trentacinque anni dall’intervista di cui abbiamo parlato, lo Spirito con la Scure esce ancora con dodici albi l’anno della serie regolare più una decina di speciali, extra e supplementi, e gode di una invidiabile vitalità: nel giugno del 2026 ne festeggeremo il sessantacinquennale. Insomma, il mio obiettivo era non far chiudere Zagor e renderlo in eroe evergreen, e al momento della mia uscita dal campo la mia squadra è in vantaggio.
 
Ha senso parlare di uno “Zagor di Burattini”? Forse sì, alla luce dei fatti, valutando trentamila tavole sceneggiate e centonovanta storie pubblicate. Inizialmente il mio intento era quello di imitare Nolitta, mimetizzare le mie storie quasi che non si dovessero riconoscere rispetto alle sue. Ovviamente non avevo speranza di essere confuso, però sarei stato felice di riuscire almeno ad assomigliargli. Con il tempo, inevitabilmente, la mia personale “calligrafia” è venuta fuori e ho iniziato a diversificarmi, anche perché i tempi cambiano e bisogna adeguarsi a ciò che si legge, si vede, si sente. Tuttavia lo sceneggiatore di Zagor non può non essere in qualche misura nolittiano senza tradire la stessa essenza dell’eroe.  Fare i conti con Guido Nolitta è inevitabile, tuttavia non è necessario identificarsi con lui e prenderlo pedissequamente ad esempio anche quando scriveva in anni lontani per un pubblico di ragazzini molto più disponibili dei lettori di adesso a lasciarsi in incantare. Si tratta di attualizzare la lezione nolittiana adattandola ai tempi senza tradirla. Così,  sono andato creando uno “stile Burattini” che si è evoluto nel tempo. 
 
 


Infine, almeno per il momento, i curatori della rivista “SCLS Magazine”, prozine tutta dedicata a Zagor, mi hanno chiesto un articolo da pubblicare sul n° 31 (novembre 224) destinato a salutare i loro lettori, ma anche a fornire spiegazioni. Volentieri ho scritto un pezzo intitolato “Meglio presto che mai” (sottinteso: in pensione). Sono stati anche pubblicati ricordi, aneddoti,  manifestazioni di stima di alcuni amici come Giampiero Belardinelli, Stefano Bidetti, Massimo Manfredi, Giuseppe Pollicelli e Marco Verni (che ringrazio di cuore). Vi invito a procurarvi la rivista, perché ne vale realmente la pena al di là del mio intervento (il quale occupa del resto soltanto due delle 190 che conta la pubblicazione). 
Potete saperne di più visitando il sito www.sclsmagazine.it
Tuttavia, ecco di seguito un breve estratto del mio saluto, a mo’ di trailer.
 
No, non mi hanno licenziato: sono andato in pensione di mia spontanea volontà, almeno come dipendente della Casa editrice, il che non significa che smetterò di collaborare con gli uffici di via Buonarroti. Qualche tempo fa, fatti due conti, mi sono accorto di aver lavorato tanto quanto basta per maturare il diritto a starmene a casa, dove continuare a scrivere fumetti (e altro) senza sobbarcarmi della fatica che comporta la cura redazionale delle duemila tavole di Zagor da mandare in stampa ogni anno, rispettando i tempi di consegna in tipografia e di uscita in edicola. Il tempo passa per tutti e sono un po’ stanchino. Meglio andare in pensione presto, piuttosto che mai. Del resto ho sulle spalle non soltanto le 168 puntate de “I tamburi di Darkwood” (più tutti gli editoriali dei vari Speciali, Maxi, Più, Bis, Color e Classic) ma anche e soprattutto la curatela dello Spirito  con la Scure dal 2007 a oggi, cioè diciotto anni consecutivi. A questo lungo periodo di grande responsabilità vanno aggiunti altri sei anni (dalla primavera 2001 a tutto il 2006) in cui, precettato da Decio Canzio che vedeva in me un passabile redattore, ho lavorato come assistente di Mauro Boselli, imparando il mestiere da lui. Ma la mia collaborazione con la Casa editrice risale al 1989, quando cominciai a sceneggiare “Pericolo mortale”, la storia, affidata a Gallieno Ferri, del mio esordio zagoriano, destinata a uscire nel maggio del 1991. Da quel momento alla fine del 2025 ho visto arrivare in edicola oltre trentamila tavole a fumetti sotto l’egida bonelliana, corrispondenti a quasi duecento avventure, illustrate da circa sessanta diversi disegnatori. Attualmente sono al quinto posto nella top five, degli sceneggiatori più pubblicati dalla Bonelli in tutta la sua storia. Devo questi dati al mio amico Saverio Ceri, che stila classifiche del genere per “Dime Web” e che non manca mai di infornarmi quando supero un certo giro di boa. D’ora in poi sarà necessario fare riferimento, per quanto riguarda i contatti con la redazione, a chi ha preso il mio posto come curatore, ovvero il buon Antonio Serra (a cui vanno i miei auguri e a cui cedo la supervisione di un personaggio rimasto straordinariamente in forma nonostante l’età). Ma per tutto il resto, finché gli zagoriani mi inviteranno, sarò lieto di unirmi al gruppo. Grazie per avermi accettato fra voi, condividendo esperienze bellissime. E, sia che la riteniate una bella notizia, sia che preferireste che mi dedicassi soltanto a guardare i cantieri, continuerò a sceneggiare Zagor – per mille scalpi!
 
 
Disegno di Joevito Nuccio

 

A proposito di cantieri, ecco qui sopra un disegno realizzato da Joevito Nuccio, che me lo ha portato in regalo a Misterbianco, una località nei pressi di Catania, dove sono stato ospite di una kermesse ludico-fumettistica, "Sicilia Game Expo". Oltre a lui c’erano Walter Venturi, Luigi Siniscalchi e Valentina Romeo, che a loro volta mi hanno fatto omaggio di disegni divertenti, mentre al termine di una sorta di festa a sorpresa, l’amico Marco Grasso mi ha persino fatto trovare una torta. Altri amici, sia quelli del gruppo “Tempio della Nona Arte” (capitanati dal baldo Tindaro Guadagnini) sia quelli che si autodefiniscono “Bonelliani Siculi” (che io identifico soprattutto in Enzo De Maria), mi hanno festeggiato dedicandomi iniziative di vario tipo, tra cui una graditissima targa (potete vedere più in basso la foto) e rinnovandomi affetto e fratellanza. Tanti, anche in questo caso, i lettori che sono venuti a salutarmi. 
 
La torta catanese (Tempio della Nona Arte) con il disegno di Walter Venturi

Adesso però, ecco i buoni propositi per il futuro: questo nuovo articolo postato su “Freddo cane in questa palude” dopo alcuni (troppi) mesi di silenzio, non rimarrà isolato: il blog riprenderà a pubblicare articoli con una certa frequenza e regolarità (vedremo quali). Intanto, mi sembra di avervi dato fin troppo da leggere, grazie per essere arrivati fin qua.
 
 

Disegno di Luigi Siniscalchi

 

 

Targa ricevuta durante Sicilia Game Expo '25 dal Tempio delle Nona Arte

Con Valentina Romeo

Disegno di Valentina Romeo

 

 
Sicilia Game Expo 2025: 
 Joevito Nuccio, Val Romeo, Moreno Burattini, Marco Grasso e Walter Venturi 




Lungomare di Catania, novembre 2025. Il riposo del guerriero.

 



giovedì 4 settembre 2025

ZAGOR IN PERU'

 



Gentile sig. Burattini, 
mi chiamo Filippo, ho 32 anni, insegno italiano e latino al liceo. Di recente sono stato in Perù e prima di partire mi sono ricordato che, una volta, c'era stato anche Zagor. Così ho recuperato, messo in valigia e, durante il lungo volo, riletto con attenzione gli albi Zenith 562-565 scritti da lei e visualizzati da Giuseppe Prisco. Ebbene, una volta sbarcati a Lima, vignette e realtà si sono richiamate, sovrapposte e intrecciate: la vera magia della letteratura disegnata! Le immagini che allego (e spero siano di suo gradimento) ne sono la prova, così come sono la prova che i buoni fumetti (come quelli da lei scritti) hanno, tra gli altri, un meraviglioso pregio: quello di farti sentire a casa anche dall'altra parte del mondo.

Complimenti sinceri, 

Filippo
 
 
Ringrazio Filippo per l'invio delle immsagini che seguono.  La lettera allegata e riportata in qui sopra mi riempie di legittima soddisfazione. Qualcuno forse comincerà a farsi un'idea del lungo e faticoso lavoro di documentazione necessario per realizzare storie come quelle ambientate in Perù o nella Terra del Fuoco, due momenti della "trasferta sudamericanna" - che è una delle cose migliori a cui ho collaborato. Ne ho scritto in questi articoli:
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 


 


 


 

 

mercoledì 11 giugno 2025

LA LEGA DELLE SEI NAZIONI


 
Moreno Burattini
Darko Perovic
LA LEGA DELLE SEI NAZIONI
Sergio Bonelli Editore
2025, cartonato
72 pagine, 21 euro

Con “La Lega delle sei nazioni” la miniserie “Le Origini” giunge al suo ottavo episodio, su dieci previsti. I testi sono miei, i disegni di uno strepitoso Darko Perovic valorizzati dalla colorazione di Daniele Caramanico e Viola Coldagelli (coordinati da Emiliano Mammucari), la copertina porta la firma di Michele Rubini
 
 


Dopo aver ripercorso, nei primi sei volumi, l’arco narrativo che fu di “Zagor Racconta…” (un classico di Nolitta e Ferri del 1969), dal settimo in poi “Le Origini” ricostruiscono alcuni capitoli della vita di Patrick Wilding in cui lo Spirito con la Scure, vestiti i panni del giustiziere (una sorta di peacekeeper armato), affronta le sue prime avventure da eroe solitario, senza avere al suo fianco l’amico Cico, che incontrerà soltanto nel decimo volume. In questo periodo di “rodaggio”, Zagor comincia a consolidare la sua fama e a creare la propria leggenda. 
 
Un capitolo fondamentale è quello che vede nascere dell’amicizia fra lui e Tonka, sakem dei Mohawk, già visto (in un ruolo marginale) nell’episodio “L’eroe di Darkwood” (“Le Origini” n° 6). Gli eventi che portano i due a stringere un indissolubile sodalizio, pur nella diversità dei loro ruoli, sono narrati nel 1993 nello Speciale n°6, "La congiura degli dei", scritto da Mauro Boselli e illustrato da Carlo Raffaele Marcello. Perciò, la sfida per me e Darko Perovic è stata quella di realizzare un remake che raccontasse in 60 tavole, con qualche elemento di novità, quello che Boselli aveva narrato in 128, contando anche sulla potenza evocativa dei colori. Lo spiega bene un articolo apparso sul sito Bonelli,  “L’arte del remake”, come potete leggere cliccando sul titolo. 

 
Qui di seguito trovate un estratto della mia postfazione al volume, con qualche indicazione circa l’episodio successivo.

Dal primo volume della miniserie “Le Origini” fino al sesto, le storie che si sono susseguite hanno ripercorso la trama di “Zagor Racconta”, avventura datata 1969, scritta da Guido Nolitta (alias Sergio Bonelli) e illustrata da Gallieno Ferri. Agli avvenimenti di quella memorabile narrazione retrospettiva sono stati intessuti i fatti del periodo in cui lo Spirito con la Scure si chiamava ancora Patrick Wilding e non aveva vestito i panni del giustiziere, noti grazie ad albi come “Darkwood Anno Zero”, “La leggenda di ‘Wandering Fitzy”, “La giustizia di ‘Wandering Fitzy” (ma anche raccontati al romanzo “Zagor” di Davide Morosinotto). Quasi un gioco a incastro, che però è servito a dipanare secondo un filo logico narrativo gli elementi di un vero e proprio “romanzo di formazione”, seguendo la genesi di un eroe dall’infanzia fino al momento in cui sceglie la missione a cui dedicare la sua vita. Lo stesso arco temporale, appunto, tracciato dai creatori del personaggio nel loro classico evergreen. Con il settimo volume de “Le origini”, però, abbiamo cominciato a uscire dal seminato: venuto meno l’ “ipse dixit” nolittiano, i punti di riferimento per proseguire il racconto sono stati cercati in quanto narrato da altri autori o del tutto immaginati ex novo. 

Che la narrazione abbia ampi spazi per proseguire, non ci sono dubbi: ci sono da raccontare tutti i mesi (o gli anni) in cui Zagor consolida la propria immagine e crea la sua leggenda presso gli abitanti di Darkwood, prima dell’incontro con Cico. Nel corso dei decenni (la saga si misura infatti su questo tipo di ordini temporali) sono stati numerosi gli albi che hanno raccontato alcune avventure del giovane Patrick o dei primi tempi vissuti da solo dal neo Spirito con la Scure, là nella capanna nella palude, in una sorta di interregno o “terra di mezzo”. Scegliendo quali di questi episodi inserire nei volumi della nostra miniserie destinata ad allungarsi proseguendo la numerazione fino alla decima uscita, ci è parso giocoforza inserire come settima puntata, indispensabile punto di passaggio, la narrazione dei fatti che hanno portato Zagor a costruire proprio su un certo isolotto in mezzo all’acquitrino il suo inconfondibile alloggio, e abbiamo attinto a quanto spiegato in una storia pubblicata sull’album di figurine dedicato dalla Panini all’eroe di Darkwood. Adesso, inevitabilmente, giunge il momento in cui raccontare come lo Spirito con la Scure e Tonka, il sakem dei Mohawk, si sono incontrati la prima volta stringendo una amicizia destinata a farsi indissolubile. 

Questi avvenimenti sono stati narrati la prima volta nello Speciale Zagor n°6, intitolato “La congiura degli dei”, datato 1993, sceneggiato da Mauro Boselli e illustrato da Carlo Raffaele Marcello. Quell’apprezzatissimo fuori serie contava 128 tavole, e chi l’ha letto sa quanto fosse denso di avvenimenti, al punto che volendo farne il puntuale remake, addirittura approfondendo certi snodi, sarebbero state necessarie il doppio delle pagine messe a disposizione dal formato de “Le origini”. La sfida per il nuovo sceneggiatore (il sottoscritto) chiamato a render conto di una trama tanto complessa è stata dunque quella di riuscire a farlo nella metà dello spazio, senza danneggiare il racconto originale. Giudicherete voi se l’obiettivo è stato raggiunto, ma sappiate che è a questa difficoltà che si devono alcuni cambiamenti (non sostanziali) dei fatti narrati. Del resto, come già accadeva in “Zagor Racconta”, ciò che si legge ne “La congiura degli dei” è la narrazione in flashback di qualcuno che rievoca i propri ricordi, e non sempre la memoria dice il vero, o le ricostruzioni sono precise, soprattutto se fatte da chi è stato emotivamente molto coinvolto in ciò che sta raccontando, in questo caso Tonka. Il prossimo volume de “Le origini”, invece, proporrà avvenimenti in gran parte inediti, a compensazione di quanto già noto, per quanto rielaborato, è contenuto in questo.