lunedì 19 agosto 2013

MI RITIRO PER DELIRARE



Quella che segue è una scelta dei migliori tweet pubblicati a mia firma su Twitter durante il mese di luglio 2013. Li ho divisi per argomenti in modo da rendere più agevole la lettura, e ho disposto le categorie in ordine alfabetico. Per leggere una selezione di ciò che ho scritto durante il mese di  gennaio, cliccate  qua.  Per febbraio, il link è questo.  Per marzo, et voilà.  Per aprile, ecco.  Per maggio, bisogna andare qui.  Giugno invece è questo. Sono quasi sicuro che, se lo fate, vi divertirete. Nel momento in cui scrivo, i mie followers sono 1830. Il contatto è @morenozagor



AFORISMI

Mi ritiro per delirare.

Certe cose sono più belle sporche che pulite.

Tutto è una cazzata da qualche punto di vista.

Cerca di fuggire solo chi si sente prigioniero.

Prima di dare la colpa a qualcuno, pensa a quando qualcuno l'ha data a te.

“Pensare” è una parola grossa.

La rassegnazione talvolta è una malattia, talvolta una cura.

Il gioco di società più appassionante è la seduzione.

Accontentarsi è l'anticamera della rassegnazione.

L'importante è che non dipenda da noi.

Se uno non mette paletti, si diverte di più.

I dubbi sono sempre più grossi perché li nutrono tutti.

Chi è davvero colto non si dà arie di esserlo.

L'esperienza serve solo per dare saggi consigli agli altri.

La mistica della sofferenza ci fa vergognare di stare bene.

Se non mi chiedono consiglio, saprei darne. Se me li chiedono, non so che dire.

L'ironia c'è sempre chi non la coglie, e questo è prevedibile, ma costoro sono molti più del previsto.

Non ci sono guerre sante né crociate giuste.

Diffido di chi sventola le bandiere, ma di più di chi brucia quelle degli altri.

Certe virtù sono intollerabili.

Non esistono cose semplici.

Per perdere, bisogna sentirsi in gara.

Non esiste il male necessario. Esiste il male. Che sia necessario non lo migliora.

C'è anche chi se lo merita, il tradimento.

Se uno non si riconosce nelle posizioni in lizza, la scelta migliore è sottrarsi all'obbligo di dover scegliere.

Le brutte persone trombano più delle belle.

Uno dei piaceri della vita è riconoscere il genio altrui e goderne.

Condannare è più facile che assolvere.

Siamo tutti sulla stessa Arca.

Il politicamente corretto è il politicamente banale.

M'immagino d'immenso.

Saremmo tutti migliori se riuscissimo a vederci dall'esterno.

Se la miseria fosse davvero porca, almeno un pregio ce l'avrebbe.

Il più delle volte chi tollera in realtà si rassegna.

Il guaio non sono quelli che ti odiano, ma quelli che ti perseguitano

La rassegna stampa fa rassegnare.

Gli sfottò altrui sono sempre vergognosi, i propri invece solo legittime forme di contestazione verbale.

Non si deve valutare qualcosa per quel che avrebbe potuto essere ma per quel che è. Tutto può essere migliore.

Fammi una domanda e datti una risposta.

Di solito chi ha un sorriso ebete stampato in faccia ha qualcosa da nascondere.

Abbiamo tutti la valigia pronta, il dubbio è solo se l'abbiamo fatta noi.

I dolcificanti da premere il bottone di una scatoletta per far cadere una pasticchina bianca nel caffè fanno iniziare male la giornata.

Il partito meno democratico e più pericoloso è il partito preso.

Tutto è di parte.




AMICIZIA

È faticoso essere amici di persone permalose. Ovviamente non parlo di nessuno che conosco io, eh. Buoni.

Diffidare degli amici che ti danno sempre ragione.

Ho conservato tutte le lettere che amiche e amici mi scrivevano tanti anni fa. Chissà se loro conservano le mie. Propongo uno scambio.

Le cattive compagnie demoliscono in pochi mesi anni di buoni esempi.




AMORE

Il cuore è la regione più sismica che c'è.

Nessuno sa veramente dire perché ama.

L’amore è come la scarpetta di Cenerentola. Si prova a tanti piedi ma solo a uno calza a perfezione.

Se non ci si lecca dappertutto, non è amore.

Letto al contrario, “ex” si pronuncia "se".

L'amore è una manifestazione della sindrome di Stoccolma.

Vuoi salire a vedere la mia collezione di farfalle nello stomaco?

Il segreto per far durare le relazioni è non creare stress.

La moglie, il Dalai, l'ama.

Il fatto che ti ami non vuol dire che ti capisca.

I troppo romantici rompono i coglioni.

Dormire insieme è un modo di fare l'amore.

Facile scambiare per amori gli umori.




ANIMALI

Care zanzare, guardate che il grasso è più buono del sangue. Ve lo giuro.

Mamma lumaca alla figlia lumachina: "Promettimi che farai la bava".

Ma tutto questo cantare di uccelli, tutti che fischiano, trillano, gracchiano, si rispondono... non è che stanno parlando male di noi?

Sogghigno vedendo una zanzara al di là della zanzariera che percepisce il richiamo del mio torso nudo e cerca invano un varco per entrare.

Il miracolo contronatura di un gatto che si fida ciecamente di te, dormendoti accanto.

A Pamplona sto dalla parte dei tori.

Mi reincarnerei volentieri nel mio gatto.

Il capriolo e la capriola fanno le capriole.

Un lama a una lama: l'amo.

Ci sarà ancora qualche cane che si chiama Fido?

"I fenicotteri sono rosa perché mangiano gamberetti”. E io mi abbronzo mangiando cioccolato.

Noi diciamo che il cane sia il miglior amico dell'uomo. Ma il parere del cane, è stato chiesto?





CINEMA

Io, con Dino, Risi.

Si può dire che i film di Bollywood sono peggio della corazzata Kotiomki?

Convinco i figli a guardare "Papillon", uno dei miei cult. Si annoiano come condannati all'ergastolo. "È lento", dicono. E hanno ragione.

Divertente la somiglianza fra Daria Bignardi e Sasha Grey e fra Raf e Rocco Siffredi.

"Papillon" è un film d'evasione.





CRITICHE

"Non voglio fare il polemico, ma" significa "voglio fare il polemico e".

Il minimo che si può aspettare chi critica gli altri è che dal livello e dal tenore della sua critica sia giudicato anche lui.

Prima di criticare qualcosa bisognerebbe accertarsi che la nostra critica sia esente da critiche.

Se una cosa non ti piace, dedicati ad altro invece di criticare quelli a cui piace




DENARO

Va bene la sacrosanta lotta all'evasione, ma anche i più accesi statalisti devono ammettere che le tasse sono troppo alte per tutti.

Chi giudica alta la pressione fiscale viene etichettato "di destra". Difatti quelli "di sinistra" son tutti contenti del prezzo della super.

Ma tutto questo debito pubblico, non potrebbero farlo pagare a chi l'ha fatto invece che a me?

Siamo tutti nella stessa banca.

La differenza fra pagare le tasse e pagare il pizzo è che i mafiosi, almeno, la protezione la danno.

Bisognerebbe riuscire a pagare le tasse senza avere l'impressione di pagare il pizzo.

Il problema non è solo che ci tassano, è che dopo buttano via i soldi.

Pare non si riesca a capire che non vanno tagliati i servizi e la cultura ma gli sprechi.

Pagherò le tasse solo a patto che mi dicano, esattamente, in quale opera pubblica inutile, costosa e incompiuta getteranno via i miei soldi.

Ho appena saputo quanto devo pagare di tasse. L'impressione è che stiano chiedendo solo a me di ripianare il debito pubblico.



DIO

Ammesso che accadano, non sono i santi a fare i miracoli, ma Dio.

Dopo l’incidente al treno, se si ragionasse secondo logica, a Santiago de Compostela per motivi d fede non ci si dovrebbe andare più.

Come si concilia l'idea di un Dio buono e l'esistenza delle zanzare? Con il fatto che è buono e ha creato gli uomini per nutrire le sue creature predilette, le zanzare.

I Testimoni di Geova rifiutano le trasfusioni di sangue. E il trapianto di cervello?

Immagino che se proponessi l'abolizione di alcuni santi discutibili in cambio del mio ritorno in chiesa, non accetterebbero, vero?

O l'Inferno è deserto o lo è il Paradiso.

Misteri su cui la scienza dovrebbe indagare. Perché la Sindone ha i buchi dei chiodi nei polsi e Padre Pio le stigmate nel palmo delle mani?

Vorrei tornare ad andare in chiesa, ma mi scoraggiano le trasmissioni di Radio Maria.

Crederò ai miracoli solo se qualche santo farà il miracolo di farmici credere.

Ma davvero a Dio importa dei miei atti impuri? E se sì, perché?

Bergoglio firma il decreto per far santo Papa Giovanni. Bene, ma allora va rivista la santità di Padre Pio, che da lui fu osteggiato?

Non solo Dio pretende che io creda in Lui, ma si propone anche come altamente improbabile.

Sia a Dio che agli alieni piace giocare a nascondino. E se fossero la stessa persona?

La forma di vita preferita da Dio sono, con ogni evidenza, i batteri.




DOMANDE

Ma i generi di prima necessità sono i mariti delle figlie che accorrono quando un rubinetto perde o c'è un corto circuito in casa?

Ma per filmare il diavolo della Tasmania bisogna fare una messa nera?

Ma gli amici del ginecologo di Belen non gli chiedono mai nulla?

Ma a nelle prigioni di Stoccolma tutti i carcerati si innamorano dei loro secondini?

Ma fare il gastroenterologo non è stomachevole?

Ma quando i partiti parlano della famosa base, è perché alle loro riunioni parlano fra loro rappando su una musichetta registrata?

Ma se dico che sono arzillo sottintendo anche che sono un vecchietto?

Ma la passeggiata nello spazio degli astronauti si può definire Star Trekking?

Ma chi sarà stato il primo a cui è venuta in mente la circoncisione?

Ma Dio non gioca a dadi perché Einstein non vuole?

Ma si è poi scoperto perché i trentatré trentini entrarono in Trento?

Ma ad Assisi non si alzano mai in piedi?

Ma Mork poi è tornato su Ork?

Ma Achille Campanile faceva ridere perché era un po' suonato?

Ma se la Fata Turchina fa l'amore con il Principe Azzurro, nasce una bimba chiamata Celeste?

Ma dopo quanti tweet ci danno in premio un peluche?

Ma a chiedere qualcosa "per piacere", non si rischia di passare per edonisti?

Ma se mi faccio un profilo su Twitter e metto una foto frontale va bene lo stesso?

Ma ad Alassio saranno in tanti a chiamarsi Alessio?

Ma quelli che indossano le canottiere sotto le T-shirt lo fanno apposta o non se ne sono accorti?

Ma gli abitanti di Ibiza sono i bizzosi?

Ma gli abitanti di Vigevano come fanno a sapere quali regolamenti sono ancora in vigore e quali no?

Ma quelli che si sedettero dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati, poi, che fine hanno fatto?

Ma gli affari della carta igienica Regina vanno a rotoli?

Ma gli abitanti di Gela si chiamano gelati o gelosi?

Ma perché quelli che fanno collezione di farfalle non abitano al piano terra?

Ma alla giornata mondiale della gioventù controllano i documenti per non far entrare gli over 30?

Ma dove doveva andare il programmatore che ha impostato la sostituzione sistematica del "sa" con "Sto arrivando!"?

Ma le cosplayer stanno diventando mediamente un po' chiatte o sono più rotonde le eroine dei cartoni animati giapponesi?

Ma in Arabia ai ladri di biciclette tagliano i piedi?

Ma Gabry Ponte canta "Ifix Tcen Tcen"?

Ma Stoccarda è consigliata alle donne freddolose?

Ma il giovane Holden non invecchia mai?

Ma quelli che vanno a Rio per il Papa un pensierino alle ragazze di Ipanema ce lo faranno?

Ma coi punti della patente, che si vince?

Ma di lavoro, esattamente, che fa Pecoraro Scanio?

Ma i peli pubici sono la barba dei gestori di pub?

Ma le sette più grandi si possono definire le otto?

Misteri su cui la scienza dovrebbe indagare. Perché il lardo di Colonnata è più buono se lo mangi proprio a Colonnata e meno altrove?

Ma don Abbondio, a catechismo, esortava i figli dei suoi parrocchiani a fare i bravi?

Ma la banda della Magliana fa ancora concerti?

Ma se il prodotto interno è lordo, perché non lo puliscono?

Ma il milite ignoto è quello che trombava la moglie del colonnello mentre lui era di servizio?

Ma come fa essere fortunato uno del cancro?

Ma perché il futuro comincia per "fu" e non per "sarà"?

Ma le persone noiose non annoiano anche se stesse?

Ma chi soffre di amnesie come fa a ricordarsi di prendere le medicine?

Ma il laureato in medicina che sceglie di fare il proctologo, che problemi ha?




DONNE

Ma davvero fate quelle facce che fanno nei film quando vi regalano un anellino?

Lady Gaga nuda sulla copertina di una rivista è stata costretta da chi vuol sfruttare il suo corpo o è un atto di sacrosanta libertà?

Mi dà uggia che l'alternativa sia fra Cenerentola e la sposa del Principe.

So per esperienza che al fine di sedurre una donna ai maschi della vergine conviene millantare di essere scorpioni.

Misteri su cui la scienza dovrebbe indagare. Perché alle donne piacciono i ceffi?

Nessun uomo conoscerà mai nessuna donna, fino in fondo. E viceversa.

Le donne si dividono in due categorie: quelle che non la danno, e quelle che la danno agli altri.

Falla ridere e sei già a metà dell'opera.

Inutile essere bella, se non sorridi.

Se fossi una donna, mi piacerebbe svegliarmi fra due uomini.

Mi accorgo di guardare troppo intensamente una ragazza e distolgo lo sguardo. Così vedo che i maschi lì attorno la stanno fissando tutti.

Lo smalto sulle unghie dei piedi è ipnotico.

La Monroe non aveva bisogno di averle grosse per essere Marilyn.

Il sorriso è il cosmetico più efficace a cui una donna possa far ricorso.

Quando i miei compagni di classe facevano circolare in foglio tra i maschi per dare un voto alle femmine, io davo dieci a tutte.

La mia donna ideale deve saper allargare le cinque dita del piede come quelle della mano.

"Le donne pensano più al cibo che al sesso”. E poi si lamentano che devono dimagrire.

Peccato che noi italiani a una donna non possiamo dire "hermosa"





ENIGMISTICA

Palindromo. Annarita tiranna.

Certi messaggi sono massaggi. Soprattutto quelli che chiedono: "m'assaggi?".

Lèggere oggi pagine leggère di gialli, laggiù, con Giulia.

Mi accorgo adesso che l'anagramma di "seni e coseni" è "e in sé, osceni".

Cambio di vocale. Il grugnito è un suono suino.




FAMIGLIA

Il bambino in pancia tira calci alla mamma ancor prima di nascere. Non è proprio di buon auspicio.

I bambini sono innocui solo se assunti in piccole dosi.

Letteralmente, siamo tutti frutto di una cazzata di nostro padre.

I parenti meglio se stanno fra parentesi.

I nostri figli ci fanno scontare i guai che noi abbiamo creato ai nostri genitori.

Vedere SOS Tata fa passare la voglia di sposarsi, oltre che di avere figli.

Il mondo concorre con te a educare i tuoi figli, e spesso lo fa, appunto, in concorrenza.

I figli non saranno mai come tu desideri che siano.

"Famiglia felice" è un ossimoro.



FELICITA’


Forse se mi incazzassi di più sarei più felice.

Se cercassimo meno la felicità, saremmo meno infelici.

Chi ti rende felice ha il potere di farti più male.

La serenità è il metadone della felicità.




GENTE

Gente che si scaglia contro le multinazionali e poi fuma le Marlboro.

"Bisogna rieducare la gente ad andare al cinema". Ma anche a leggere, andare a teatro, andare in montagna, scrivere lettere...

Si sa che la gente dà buoni consigli se non può dare cattivo esempio. Io do tutti e due, essendo molto portato in entrambi i campi.

I vicini di ombrellone ce l'hanno con gli evasori fiscali. Poi comprano merce contraffatta dal venditore abusivo.

La moda è giudicare e lapidare senza approfondire.

Chiunque lavori in un negozio vi può dire quanto sia elevato il taccheggio. A farlo, molti che poi se la prendono con i politici ladri.

C'è gente a cui litigare proprio piace.

Ho sentito un disoccupato dare la colpa della crisi mondiale alle veline di Striscia la Notizia.

Farsi venire travasi di bile per le stupidaggini altrui, è una stupidaggine.

Pur non avendo gli elementi per giudicare, la gente crede più alla colpevolezza che all'innocenza di un imputato, prima della sentenza.




GIORNALI

Nel leggere il giornale io salto i retroscena politici, le pagine economiche, lo sport, il gossip, le pubblicità, l’oroscopo, i programmi TV, i necrologi, gli annunci  e le lettere dei lettori.

Leggendo gli editoriali dei quotidiani sembra che se facessimo un governo di giornalisti saprebbero loro come fare.

I giornalisti che non la pensano come noi sono sempre pennivendoli.




GIUSTIZIA

Le forze dell'ordine dovrebbero innanzitutto difenderci da ladri, violenti e assassini che girano per strada. Il resto, scusate, viene dopo.

La gente smette perfino di denunciare spaccio, furti e vandalismi non perché li tollera, ma perché sa che nessuno farà nulla per aiutarla.

Se non fosse che i giudici godono di ottima stampa, i loro ritardi nel civile sarebbero scandalosi.

Pare che il furto di biciclette sia ormai da considerarsi normale come il furto dell'ombrello che per me è da taglio delle mani pure quello.

Probabilmente Giordano Bruno sarebbe stato condannato anche in terzo grado.

I fanatici della legalità ignorano di solito il più basilare dei fondamenti giuridici che è la presunzione di innocenza.

La Cassazione, con tutto il rispetto, non dovrebbe avere un ufficio stampa.

La corte dei conti giudica insindacabili le spese dei consiglieri regionali. È soddisfazione veder confermata la mia sfiducia nei tribunali.

La giustizia arrivata in ritardo è una ingiustizia.

Se un magistrato fa politica nessuno potrà credere che sia libero da pregiudizi ideologici, come dovrebbe essere.

Secondo gli investigatori Emanuela Orlandi è morta. Vista la lentezza delle indagini, in ogni caso oggi lo sarebbe lo stesso, di vecchiaia.

Continuo a riporre nella magistratura la stessa fiducia di sempre. Scarsa.

Non è mai sugli articoli della stampa che deve basarsi il giudizio di un tribunale.

L'importante è che siano puniti i veri colpevoli, non quelli che la piazza ritiene tali.

E' strano come il fatto di difendere il diritto alla difesa (per tutti) porti a essere attaccati come se si fosse complici dei colpevoli.

L'essere forcaioli dovrebbe ritenersi un reato punibile con la forca.

Nessuno sputa sentenze più dei giudici.

L'evidenza delle responsabilità di cui sembra alla gente, spesso è solo perché filtrano le voci dell'accusa e non le ragioni della difesa.

Il giorno che un giudice mi arrestasse, mi piacerebbe che mi credeste innocente almeno fino alla sentenza e, se possibile, anche dopo.




ITALIA

Ma dato che mandiamo in Olanda la nostra spazzatura, perché non appaltiamo agli olandesi anche gli incarichi di governo?

Gli italiani vivono in perenne stato di guerra civile non dichiarata, ma combattuta quotidianamente.

Ormai calcolo le coincidenze pensando che, con Trenitalia, trenta minuti di margine potrebbero non bastare.

Se le città fossero brutte come i palazzi fatiscenti e le strade piene di erbacce che vedi arrivandoci in treno, ci sarebbe da non scendere.

Gli italiani sono tutti d'accordo solo su una cosa: nel dire che non siamo d'accordo su nulla.

Siamo un paese così governato da incapaci che i militari non prendono il potere perché ne sono incapaci.

Le rivolte popolari in Italia sono impopolari.

L'Italia ha scritto una lettera di protesta per le intercettazioni USA ma non l'ha inoltrata. Gli USA l'hanno intercettata da soli.

L'Italia è un'espressione geografica, di quelle però con tante incognite.

Meglio spiati dagli USA che da Equitalia.

Io perdonerei le spie USA a patto che ci raccontino le cose più piccanti che hanno origliato.

Gli italiani ce l'hanno soprattutto con gli altri italiani.




LIBRI E FUMETTI

Sto calcolando quanti libri potrei mettere nello spazio occupato dal televisore che non guardo mai.

Se scrivessi qualcosa alla E. L. James, essendo uomo e italiano probabilmente passerei per maniaco.

Per come la vedo io, una storia è un racconto in cui si capisce quel che succede.

Dove si fa domanda per diventare topo di biblioteca?

I nostalgici dei fumetti del tempo che fu non si rendono conto di come siano diversi oggi i linguaggi dei TG, degli spot, dei telefilm.

Quando in casa non c'è più posto per i libri, il trucco è farne uscire uno per ogni nuovo che entra.

Una cosa positiva dell'avere le pareti occupate dalle librerie è che si risparmia sulla frequenza delle imbiancature.

Da bambino portavo a casa i numeri uno dei nuovi fumetti dicendo ai miei: "mi ha seguito fino a qui, lo posso tenere?"

I libri erotici non si leggono in due.

Quando entro nelle case degli altri, mi guardo attorno e non vedo libri, è come se mi accorgessi che nel bagno c'è il cesso alla turca.

In "Orgoglio e pregiudizio", la casta Lizzy in realtà vuol Darcy.

Il problema dei ragazzi che non vanno in edicola è quello dei genitori che non portano più fumetti in casa. Una volta si cominciava così.

Le bancarelle di libri usati sono per me come le candele per le falene

Ciò che distingue la letteratura dalla realtà non è che le storie reali non hanno un lieto fine, ma che proprio non ce l'hanno, una fine.

È inutile che al supermercato vada in cerca dei prodotti in offerta se poi davanti agli scaffali dei libri e dei CD riempio il carrello.

Ci vorrebbe una legge che obbligasse a non far uscire dalla bocca una parola se prima non se ne sono lette almeno due.

Salgari non avrebbe mai vinto il Premio Strega.

Io mi sento cittadino solo della mia biblioteca.

Se metà del tempo che i TG dedicano al gossip lo dedicassero a parlare dei libri appena usciti o di quel c'è a teatro, saremmo meno capre.

Ho la pila dei libri da leggere, ma ci sono sempre degli ultimi arrivati che sgomitano e passano avanti.

Non riesco a buttare via i libri. Anche se li ho doppioni, anche se sono insulsi, anche se sono sciupati. È una patologia che peggiora.

Meno male c'è lo Strega così saprò che libri evitare di leggere.



MAL DI VIVERE

Il primo sintomo del mal di vivere è il vivere male.

Il mal di vivere è mio e me lo gestisco io.

Mi spiegate come si fa a scollegare per qualche ora il cervello? Devo aver perso il manuale di istruzioni.

Non esistono luoghi dove fuggire da se stessi.

Non volo perché ho il cuore pesante.



MATRIMONIO

Si divorzia per i sintomi senza aver cercato di curare le cause.

Il divorzio è il miglior esempio di partenza intelligente.

Ci vorrebbe SOS Tata anche per riaggiustare i matrimoni.

Prima di dire sì la sposa dovrebbe essere messa a conoscenza di ciò che ha fatto e detto lo sposo durante la festa di addio al celibato.

Sulle scatole degli anelli nuziali dovrebbero mettere le scritte minatorie come sui pacchetti di sigarette.

La prova più difficile di convivenza è la scelta dei film da vedere insieme.




ME STESSO

Non riesco a spiegarmi. A me stesso.

Poche cose mi appassionano meno della Formula Uno e dell'elezione del segretario di un partito.

Vivo nel terrore di essere razzista: pare che lo sia a nostra insaputa.

Il senso di appartenenza proprio non mi appartiene.

Le mie storie mi assolveranno.

Sono bravissimo a costruire meravigliosi castelli di sabbia, ma non la casa della mia vita, dove abitare.

Fate una colletta, mettete insieme tre milioni di euro, datemeli e non sentirete più parlare di me. Giuro di scomparire.

Il mio mestiere è chiuso in me.

Mi sembra ieri che giocavo io con le formine sulla sabbia.

L'uomo è un animale sociale, io sono solo un animale intelligente.

Scriverei anche se nessuno mi leggesse.

Quando vedo qualcuno vestito in modo strano penso sempre che quello strano sono io.

Sono un aereo che fa rifornimento in volo senza atterrare mai.

Ho smesso di tenere un diario da quando ho capito che tutto ciò che scrivevo avrebbe potuto essere usato contro di me.

Gallia est omnis divisa in partes tres. Il mio cervello pure. Libri, fumetti e la terza non si può dire.

Ricordo i temi scolastici delle elementari che chiedevano di raccontare una gita. Finivano tutti che si tornava a casa "stanchi ma felici".

Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade, ma mi tocca.

Vorrei essere un supereroe Marvel. Mi mancano solo i superpoteri, i super problemi invece già ce li ho.

Vorrei una vita senza "boh" e senza "mah".

Vorrei battere bandiera panamense.

Mi piacerebbe, ogni tanto, avere il tempo di godermi la noia.

In pensione studierò per la seconda laurea, in filosofia. Così se per demenza senile farò discorsi strani sembrerà che stia preparando un esame.

Sono nato pochi mesi dopo che Marilyn Monroe era morta. Non è stato un buono scambio, temo.

Prendo posizione decidendo innanzitutto se vale la pena di prendere posizione.

Secondo me, il mio angelo custode va in terapia dall'angelo custode del mio psicanalista.

A me, il "poi si vedrà" suona minaccioso.

Personalmente mi farei più Pocahontas che Jessica Rabbit.

Io appartengo alla categoria di quelli che si chiedono quale sia la propria categoria di appartenenza.

Quando mi dicono "fatti coraggio", è il momento che mi deprimo.

Nessuno mi capisce. Neppure io.

Ammetto di avere un solo difetto: non so ammettere i miei difetti.

Non credo agli oroscopi perché sono razionale, come tutti quelli della Vergine.

Non sono in vendita e non mi regalo, mi si può avere soltanto in prestito.

Se rileggo certe cose che scrivevo venti o trenta anni fa, non sono d'accordo con me stesso.

Ho provato a salire da grande sul'altalena dove passavo i pomeriggi da bambino e mi è venuto il mal di mare.

Mi tradisco da solo.

Penso troppo, ma sto cercando di perdere il vizio.

A me piace l'amorale della favola.

Il mio angelo custode deve aver disertato passando al nemico.

Nomi che attizzano: Valentina, Melissa, Martina, Susanna, Eva, Natasha, Ilaria, Ylenia, Cinzia, Emma, Virginia, Lavinia, Elettra, Clio.




MONDO


Anche i ristoranti etnici servono a farci sentire parte del mondo.

Un altro giorno su questo pianeta, che ha una intollerabile forza di gravità.

Prima o poi lo farò, il giro del mondo in ottanta giorni.

Ai tempi della Guerra Fredda il mondo era più decifrabile.

Il mondo si divide in due categorie: quelli che scrivono "qual é" e quelli che scrivono "qual'è".




MORALISMO

In un mondo di sepolcri imbiancati, i peccatori sono sempre gli altri.

Mi autocensuro perché sono più ragionevole dei miei censori.

Meglio fra i pubblicani che fra i farisei.

Dopo cinquemila anni di faticoso cammino verso la civiltà, sarebbe ora di cancellare la parola "peccato" dal dizionario

"Non sono un moralista, ma" significa "sono un moralista e".

Ci sono voluti secoli perché le donne fossero libere di spogliarsi, se lo desiderano. E oggi sempre più il moralismo ci riporta indietro.

Ho smesso di guardare Miss Italia da quanto hanno vietato le inquadrature del lato B.

L'emancipazione consiste pure nel fatto che se una donna vuol spogliarsi lo possa fare nonostante le moraliste pronte a darle della zoccola.






MORTE

Almeno, lo scorso anno aspettavamo la fine del mondo. Quest'anno non c'è neppure quella speranza.

Ma sul suicidio assistito quanto si paga di ticket? No, perché se è troppo caro mi arrangio da solo.

Il suicidio è uno degli argomenti più affascinanti e inquietanti al tempo stesso.

Non sono sicuro di fare una bella figura agli occhi di chi dovesse leggere i miei diari dopo la mia morte.

Certo che a pensare di dover morire, quanta fatica per niente.

Crederò ai fantasmi solo divenendone uno.

Speriamo almeno che nell'eternità ci tocchi accanto uno simpatico.

Il vantaggio dei medici è che possono suicidarsi in modo pulito e indolore.

In fondo, morire è levarsi il pensiero di doverlo fare.

Ma l'eternità, non sarà noiosa?

La prima causa di morte è la vita.




MUSICA

Si può preferire un tipo di musica a un altro, ma non pretendere che quella preferita dagli altri non sia musica.

Poche cose attirano il disprezzo altrui come i diversi gusti musicali, e non so spiegarmi il perché, dato che la musica dovrebbe unire.

Il guaio di difendere i gusti musicali di tutti, come faccio io, è che poi mi tocca stare zitto quando sento il rap.

C'è più verità in "Buonasera dottore" che in mille canzoni sull'amore eterno.

Sento Finardi che vuol fare quindici bambini e passare la vita a cambiare pannolini. Per forza poi canta “Extraterrestre portami via”.

Ma perché i Cugini di Campagna si vestono in quel modo e non da contadini?




POLITICA 

Saranno più inutili i senatori a vita, i consiglieri provinciali o i parlamentari europei?

L'importante per un politico non è dire qualcosa di sinistra o di destra, ma di buon senso.

La politica inquina la vita a tal punto che persino mangiare slow food etichetta la gente.

"Sei di destra o di sinistra?". Sono sulla superficie di una sfera in continua espansione.

Chi si chiede sempre ossessivamente se una cosa è di destra o di sinistra erige barricate e vive male.

Imporrei per legge che ogni volta che si approva una legge nuova se ne abroghino due vecchie e inutili.

Ciò che intendo io per "fascismo" e "comunismo" è diverso da quel che pensano di loro stessi i fascisti e i comunisti.

Non è la prepotente passione politica a darmi fastidio, quanto il fatto che ciò comporti di solito feroce odio e disprezzo verso gli altri.

La politica consiste nel decidere chi degli amici si mette in RAI e che opera inutile si può appaltare all'azienda del finanziatore occulto.

I partiti creano barriere ideologiche fra le persone di buon senso e consegnano posti di comando a gente incapace ma d'apparato.

La politica è il cimitero delle idee.

La politica è la passione degli italiani. Nel senso di passione di Cristo.

Bisognerebbe essere contro la dittatura e non contro i singoli dittatori a seconda del caso.

Non so il nome del sindaco del comune dove risiedo. È grave?

I partiti sono un cancro in metastasi. Dappertutto si viene identificati e si trova lavoro in base all'appartenenza e allo schieramento

Un sindaco si giudica dal numero di buche nell'asfalto delle sue strade.

Per impedire che un governo possa essere criticato basta scegliere tutti ministri tra gli appartenenti a una qualche minoranza protetta: di colore, gay, arabi, ebrei, handicappati.

I nostri governanti sono apprendisti stregoni. E noi apprendisti elettori.

Dare del "cerebroleso" a qualcuno non è politicamente scorretto a seconda dello schieramento politico a cui si appartiene.

Dubito fortemente che una mia qualunque firma in calce a un appello o una petizione sia mai servita a cambiare qualcosa.

I sindaci non dovrebbero essere dei politici, ma degli amministratori delegati.




SALUTE

Il modo migliore per smettere di fumare è non cominciare.

Vedere quanti ragazzi fumano (praticamente tutti) fa capire che, incredibilmente, abbiamo perso la guerra contro le sigarette.

Certo che io che non fumo sono penalizzato perché non mi godo le canne che vi fate tutti.




SCUOLA

Il vantaggio di chi andava a scuola negli anni Venti era che non aveva la Seconda Guerra Mondiale da studiare.

Al divieto di fumare nelle scuole aggiungerei qualche lezione fatta bene sui micidiali danni del fumo, vizio assurdo da ogni punto di vista.




SESSO

L'afa è il più efficace degli anticoncezionali.

Faccio coming out. Non posso più tacere. A me il porno POV non piace.

Il sesso tantrico è come l'araba fenice: che ci sia ciascun lo dice, cosa sia nessun lo sa.

I trombamici sono la dimostrazione che i legami perfetti esistono.

L'amore è eterno finché è duro.

Di più strano di un uomo che non pratica il cunnilinguus c'è solo una donna che non lo apprezza.

A chiamare certe parti del corpo "scroto" e "vulva" passa la voglia di fare l'amore.

Si sottovaluta sempre il numero di persone che hanno rapporti sessuali fra loro nel novero dei conoscenti o attorno a noi a nostra insaputa.

Ai fini erotici non contano le dimensioni delle tette ma la tipologia del capezzolo.

Brutta espressione "perdere la verginità". Si tratta di un guadagno, non di una perdita.

"Gli uomini pensano solo a quello". Magari. Avremmo un problema solo.

Il porno di oggi non avrà mai il fascino proibito delle stupidaggini anni Settana.

La topa è utopica.

Non ho mai conosciuto una donna che avesse un minimo problema a raggiungere l'orgasmo. Dev'essere una leggenda urbana, che ne esistano.

L'arte del cunnilinguus dovrebbe essere una materia scolastica.

"Gli esseri umani contrariamente agli animali fanno sesso tutto l'anno”. Allora molti che conosco non sono umani.

Sono certo che è venuta quando se ne convincono anche i vicini.

"In 60% delle donne preferisce un pene a forma di matita a uno a forma di fungo”. Oddio, io ce l'ho a banana, sarò malato?

Secondo me, molti potenti sono impotenti.

"Il 23% delle donne è stato sorpreso a masturbarsi”. Il restante 77% è stato attento a non farsi scoprire.

"40 milioni di americani sono visitatori abituali di siti porno”, però si scandalizzano per Monica Lewinsky.




SOGNI

Il mio sogno nel cassetto è ritrovare la chiave del cassetto dei sogni.

Non importa che i miei sogni siano d'oro, basta che luccichino.

Mi sveglio con l'impressione di aver fatto dei bei sogni e la delusione di non conservarne il ricordo.




SOLITUDINE

Non è la solitudine il peggiore dei mali. A volte è persino in migliore dei beni.

La solitudine, presa a piccole dosi, è un toccasana.




STATO

Lo Stato è quella cosa che serve a creare ostacoli a chi cerca di tenere aperta una attività.

Non c'è nessun peggior padrone dello Stato.

Ma un giudice che indaga sullo Stato che non paga i debiti con le aziende, ci sarà?

Allo Stato che non paga i debiti andrebbe pignorato tutto il mobilio di Palazzo Chigi.

Invece che abolire le province, lasciamole e aboliamo lo Stato.

Il primo taglio potrebbe essere licenziare i dipendenti pubblici che timbrano e poi escono a fare colazione o la spesa.





T’AMO SULLA SABBIA

Ma Umberto Tozzi ha scritto "Ti amo" sulla sabbia?

Ho scritto "t'amo" sulla sabbia ed Equitalia mi ha chiesto 50 euro a parola.

Ho cancellato "t'amo" sulla sabbia. Chissà chi l'aveva scritto.

Mi sono messo a giocare con il dito facendolo scorrere a caso sulla sabbia, un arabo ha letto non so che, e si è incazzato.

Che poi il problema non che la gente scrive "ti amo" sulla sabbia, ma che incide "ti odio" nella pietra.

Ho scritto "s'agapò" sulla sabbia, per far vedere che ho fatto il classico.

Ho scritto "ti amo" sulla rabbia, e mi è passata.

Ho scritto "t'ano" sulla sabbia, perché mi sono sbagliato.

Ma d'inverno scriveremo "t'amo" sulla neve?

Ho digitato "t'amo" sulla sabbia.

I ragazzi digitali scrivono "tmo" sulla sabbia.

I professori di lettere correggono "t'ammo" sulla sabbia.

I pescatori perdono l'amo sulla sabbia.




UMORISMO

Certo che Federico da Montefeltro, già che pagava, poteva anche farsi ritrarre un po' più bellino.

Vuoi salire a vedere la mia collezione di ventilatori?

Sono l'autore di molte introduzioni. Mai, però, quante Rocco Siffredi.

I secondini, in servizio, non possono bersi i quartini.

I terzini che vendono le partite finiscono nelle mani dei secondini.

Fica aberta toda noite. A Lisbona significa che una farmacia resta aperta tutta la notte. Non fatevi illusioni.

Si prevedono disordini. Non guardate me che sono della vergine.

Noè si chiamava così perché quando seppe di dover far salire sull'arca anche i tarli, disse "no, eh".

Il caffè che costa più di un euro dev'essere fatto, oltre che una miscela sudamericana, anche con l'acqua minerale importata dalle Ande.

L'automobile di Schettino si riconosce perché ha i copertoni attorno alle portiere come i pescherecci.

Ma, esattamente, che vuole da me questa tizia, Equita Lia, che mi cerca di continuo e io manco conosco? Non sarà mica una stalker?

La parola "curriculum" non finisce con "culum" per caso.

Certo che chiamarsi Fratelli Bandiera e morire per la Patria è come chiamarsi Cantalamessa ed essere un prete.

Idea geniale per un giallo. Abele viene ucciso, Dio indaga e scopre che è stato Caino... Accidenti, no, è già stato fatto.

Idea geniale per un giallo. Un misterioso assassino uccide Padre Livio. La Madonna appare ai veggenti di Medjugorie e svela chi è stato.

Idea geniale per un giallo. Scompare una ragazza. Le indagini scoprono sono stati quelli di "Chi l'ha visto" per farci mille puntate.

Idea geniale per un giallo. Un misterioso assassino uccide il Dalai Lama, ma lui si reincarna e svela chi è stato.

Se parlo di storia antica comincio a dare i Sumeri.

Due morti fanno conoscenza nell'aldilà: "Diamoci del fu".

Enea aspettava il suo Turno.

La Coppia Reale è irreale.

Di allenare i deltoidi ne ho piene le spalle.

I progettisti dei sedili di seconda classe sui treni andrebbero legati alle loro creazioni finché morte non sopraggiunga.

Quando andavo alle lezioni di Scuola Guida, scrivevo su un bloc notes le cose più importanti. Così, ho preso la patente: appunti.

“Mariah Carey cade e si fa male alla spalla”. MarAHIA.

"Scusi... per andare a far metano?" "Farmetano... Farmetano... mi dispiace, ma un paese con questo nome, qua attorno, non c'è". (Vera).

Male che vada, uno con i preservativi ci può fare i gavettoni a ferragosto.

Piero Fassino è il nuovo Presidente dell'ANCI. È proprio vero che i comuni sono ridotti all'osso.

Per navigare in Grecia bisogna conoscere l'Egeografia.



VACANZE

Ti riposi una giornata al mare e poi torni stressato più di prima per la coda del rientro.

Se ti annoi, le vacanze sembrano durare di più.

Magari la crisi potrebbe far riscoprire la bellezza di una vacanza in certi paesini di montagna dove tutto costa molto meno che al mare.

La vacanza ideale è dovunque ci si possa distendere comodi e freschi a leggere un libro senza gente attorno che ti chiacchiera




VERITA’

Mai indignarsi prima di aver avuto conferma che la notizia è vera.

Tutti i posti a sedere, sia dalla parte della ragione che da quella del torto, erano occupati. Così sono rimasto in piedi.

Non conta la realtà ma la percezione che ne abbiamo. Del resto, della realtà non sappiamo niente se non quel che ci appare.

Le smentite non potranno mai far cambiare idea a chi è stato contento della notizia.

Non sempre negando l'evidenza si nega la verità.

Io ho qualcosa da nascondere persino a me stesso.

C'è almeno un caso in cui la falsità è preferibile alla verità. Meglio falsi magri che veri grassi.

Dire "non dico mai bugie" è una bugia.

La verità spesso è la cosa più difficile da credere.



VITA

La vita è una strada tortuosa piena di incroci senza cartelli stradali.

Le vite degli altri sono un mistero insondabile.

La vita non è un cammino, è un camino.

La vita è come una partita a Risiko: non raggiungerai mai il tuo obiettivo, se quello di qualcun altro è di distruggerti.

La vita che ci danno da indossare alla nascita la prendono a caso da uno scaffale e non è mai della misura giusta.

Il barone di Münchausen finì nelle sabbie mobili e si tirò fuori afferrandosi da solo per il codino: metafora di ciò che dobbiamo far tutti.

Il fatto che uno cerchi di dare un senso alla vita non significa che la vita un senso ce l'abbia o abbia proprio quello.

Lo scopo della vita è mandare tutti affanculo.

Lo scopo della vita è riuscire a scrivere "sa" e non "Sto arrivando!".

Lo scopo della vita è fermarsi ogni tanto a riprendere fiato.

Lo scopo della vita è darle un senso, che di suo non avrebbe.

Lo scopo della vita è assaggiarne il più possibile.

Lo scopo della vita è leggere "Tre uomini in barca (per tacer del cane)".

Lo scopo della vita è commuoversi vedendo le lucciole in una notte di luglio.

Lo scopo della vita è dimenticare di essere vivi.

Lo scopo della vita è trovare chi ti palpa i piedi con amore.

Lo scopo della vita è trovare le fessure giuste in cui infilarsi.

Lo scopo della vita è morire soddisfatti di come si è vissuto.

Lo scopo della vita è lottare contro i chili superflui.

Lo scopo della vita è fare castelli di sabbia.

Lo scopo della vita è nascere bruco e morire farfalla.

Lo scopo della vita è migliorare di pochino il mondo.

Lo scopo della vita è rimboccarsi le coperte e buonanotte.

Lo scopo della vita è farla franca.

Lo scopo della vita è stringere i denti in attesa che finisca.

Lo scopo della vita è riuscire a convincersi che vivere valga la pena.

Lo scopo della vita è evitare di suicidarsi.

Lo scopo della vita è sognare la fuga.

Lo scopo della vita è sognare la figa.

Lo scopo della vita è restare il più possibile nudi e puri come si è nati.

Lo scopo della vita è tenere gli occhi fissi sulle tette.

Lo scopo della vita è non essere inutili.

Lo scopo della vita è riuscire a essere ciò che si è, e non ciò che gli altri vogliono che siamo.

Lo scopo della vita è lasciare un buon ricordo.

Lo scopo della vita è riuscire a perdonare i propri genitori.

Lo scopo della vita è nascondersi.

Lo scopo della vita è rispettare la media di 111 rapporti sessuali all'anno.

Lo scopo della vita è correre a zig zag per non farsi colpire.

Lo scopo della vita è trovare il bar giusto.

Lo scopo della vita è riuscire a smettere di trovare scuse.

venerdì 16 agosto 2013

TRE ANNI NELLA PALUDE



E' tradizione che durante il mese di agosto uno dei post di questo blog sia dedicato a festeggiarne l'anniversario. Se è vero che il primo post di prova venne pubblicato nel maggio del 2010, è altrettanto vero che nel giugno successivo comparve un solo pezzo, intitolato “Caccia il cinghiale” e soltanto nel mese di luglio questo mio spazio on line cominciò a venire utilizzato in maniera continuativa. Già nel 2011, di questi tempi, ho pubblicato un primo bilancio della mia attività di blogger, in un articolo dal titolo “Un anno nella palude”. Lo scorso anno, ecco il pezzo sul secondo compleanno

Il mio impegno con chi avesse avuto la pazienza di seguirmi era quello di offrire almeno centoventi post all'anno, dieci articoli al mese. Finora ne ho scritti 392, mentre sulla lunghezza di 36 mesi avrebbero dovuti essere 360. Dunque sono in vantaggio rispetto alle promesse. Però è vero che in questo 2013 i post sono stati meno frequenti che in passato, e soltanto in febbraio sono arrivato a pubblicarne dieci. In giugno, addirittura, soltanto cinque. Qual è il motivo del diradamento? Forse mi sono stancato di scrivere? Non voglio più colloquiare con i lettori? Ho esaurito gli argomenti? Niente di tutto questo. Il fatto è che quando ho iniziato "Freddo cane in questa palude", questo spazio in rete era l'unico che gestissi personalmente, la sola tribuna da cui potessi parlare. In seguito sono arrivati la pagina Facebook e Twitter. I palcoscenici su cui mi esibisco, insomma, sono diventati tre. E il pubblico della "piattaforma" è aumentato di parecchio, anche se sono calati gli ascolti del solo blog. 




Non saprei se i blog stiano perdendo quote di frequentatori in generale o se il calo riguarda soltanto me, però è ovvio che se pubblico la metà degli articoli avrò fatalmente una diminuzione delle visite. In maggio, prima delle vacanze, le visite sono state ventimila. Tante o poche non so, meno comunque dello stesso periodo dello scorso anno. In compenso, sono 1550 i "mi piace" su Facebook e oltre 1800 i followers su Twitter. Quali i miei buoni propositi per il futuro? Continuare a parlare di me e del mio lavoro sui social network, e tornare a garantire dieci post al mese qui sul blog. Le cose da dire sono tante, e mai come in questo periodo sono pieno di impegni, progetti, idee ed entusiasmo. 

Qui di seguito, proseguendo la tradizione, vi segnalo i post a mio avviso più significativi L'elenco che segue è, insomma, l'hit parade delle cose migliori che mi è capitato di scrivere. Alcuni articoli valgono, a mio parere, una rilettura. O, se non li avete mai visti prima, una scoperta. C’è di tutto: umorismo, polemiche, poesia, letteratura, vita vissuta, commozione e cazzeggio. 
Grazie di avermi seguito fino a qui.


5 luglio 2013
Sfizi da collezione
http://morenoburattini.blogspot.it/2013/07/sfizi-da-collezione.html
Invidiatemi!

1 giugno 2013
Magliette
http://morenoburattini.blogspot.it/2013/06/magliette.html
Sfilata di moda con un unico modello

11 maggio 2013
Potrebbe piovere più forte
http://morenoburattini.blogspot.it/2013/05/potrebbe-piovere-piu-forte.html
Saggezza e umorismo in 140 caratteri

30 aprile 2023
I robot di Asimov
http://morenoburattini.blogspot.it/2013/04/i-robot-di-asimov.html
Io, Robot e tutti gli altri

20 marzo 2013
C'era una volta Biancaneve
http://morenoburattini.blogspot.it/2013/03/cera-una-volta-biancaneve.html
La grande stagione della favola erotica

11 febbraio 2013
Tre tavole da studiare
http://morenoburattini.blogspot.it/2013/02/tre-tavole-da-studiare.html
Disamina di una sceneggiatura di Giancarlo Berardi

9 gennaio 2013
Uomini un po' più soli
http://morenoburattini.blogspot.it/2013/01/uomini-un-po-piu-soli.html
In ricordo di Valerio Negrini

31 dicembre 2012
L'anno che sta arrivando
Bilanci e programmi

19 novembre 2012
Incontri impossibili
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/11/incontri-impossibili-1.html
Battute a fumetti


3 ottobre 2012
Sogni di carta
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/10/sogni-di-carta.html
I sogni son desideri...


17 settembre 2012
Il gran rifiuto
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/09/il-gran-rifiuto.html

Le mie vignette umoristiche

14 agosto 2012
Il gioco dell'amore e del coso
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/08/il-gioco-dellamore-e-del-coso.html
Serio e faceto in equilibrata alternanza


21 luglio 2012
Le vittime e i carnefici
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/07/le-vittime-e-i-carnefici.html
Dopo la strage di Denver

19 giugno 2012
Una rivista da quattro soldi
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/06/una-rivista-da-quattro-soldi.html
Vent’anni dal primo Dime Press.

11 maggio 2012
Il Western ha la pelle dura
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/05/il-western-ha-la-pelle-dura.html
Viva il West, dovunque e comunque.

10 aprile 2012
Buoni propositi
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/04/buoni-propositi.html
Speriamo di mantenerli. Ci provo.

21 marzo 2012
Il dizionario degli insulti
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/03/il-dizionario-degli-insulti.html
Sono un vero esperto.

19 febbraio 2012
Nuove disgrazie
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/02/nuove-disgrazie.html
Le disgrazie degli altri fanno sempre ridere.

21 gennaio 2012
Fammi ascoltare ancora Yesterday
http://morenoburattini.blogspot.it/2012/01/fammi-ascoltare-ancora-yesterday.html
In ricordo di Giancarlo Bigazzi.

11 dicembre 2011
La gabbia
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/12/la-gabbia.html
La gabbia bonelliana: pro e contro. Soprattutto pro.

11 novembre 2011
Diritto e rovescio
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/11/diritto-e-rovescio.html
Ma perché pubblicano i manga capovolti?

10 ottobre 2011
Il Bunker dei fumetti
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/10/il-bunker-dei-fumetti.html
Intervista a Max Bunker.

26 settembre 2011
Continua a darmi una mano, se puoi
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/09/continua-darmi-una-mano-se-puoi.html
In ricordo di Sergio Bonelli.

14 agosto 2011
Non sono su Facebook
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/08/non-sono-su-facebook.html
Non ero su Facebook.

20 luglio 2011
Nella vecchia fattoria
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/07/nella-vecchia-fattoria.html
Attenti al Lupo: io ne so qualcosa.

8 giugno 2011
Lo scrigno di Manito
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/06/lo-scrigno-di-manito.html
Cinquecento volte Zagor.

20 maggio 2011
Il signor Emilio
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/05/il-signor-emilio.html
Autodifesa di un seduttore di innocenti.

9 aprile 2011
Il paradiso dei gatti
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/04/il-paradiso-dei-gatti.html
La musica del paradiso sono le fusa di gatto

26 marzo 2011
Sono stato a San Vittore
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/03/sono-stato-sav-vittore.html
Un’esperienza che lascia il segno.

26 febbraio 2011
Finché morte non vi separi
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/02/finche-morte-non-vi-separi.html
L’amore è eterno finché dura.

9 gennaio 2011
La fatica di scrivere
http://morenoburattini.blogspot.it/2011/01/la-fatica-di-scrivere.html
Sembra facile, ma non lo è.

23 dicembre 2010
Quattro amici e un club
http://morenoburattini.blogspot.it/2010/12/quattro-amici-e-un-club.html
Amarcord di un vecchio fanzinaro.

14 novembre 2010
L’odore di fragole rosse
http://morenoburattini.blogspot.it/2010/11/lodore-di-fragole-rosse.html
Sesso e poesia. Probabilmente la stessa cosa.

19 ottobre 2010
Sindrome da Sindone
http://morenoburattini.blogspot.it/2010/10/sindrome-da-sindone.html
Stendiamo un velo pietoso.

17 settembre 2010
Effetto Barnum
http://morenoburattini.blogspot.it/2010/09/effetto-barnum.html
Di oroscopi e fenomeni da baraccone.

14 agosto 2010  
Psicopatologia muliebre
http://morenoburattini.blogspot.it/2010/08/psicopatologia-muliebre.html
Fenomenologia della mulier fumettorum odiatrix.

31 luglio 2010  
Gioventù bruciata
http://morenoburattini.blogspot.it/2010/07/gioventu-bruciata.html
Un aneddoto tutto da ridere. Per non piangere.
























martedì 13 agosto 2013

UN ASSO E ALTRE BUONE CARTE





Come tradizione, ecco le mie recensioni  di alcuni dei volumi a fumetti e saggi sui fumetti che ho letto di recente: sono le mie letture (almeno quelle di cui ho trovato il tempo di scriverne) dei mesi da gennaio a giugno del 2013, il primo semestre dell'anno. Le precedenti recensioni, librarie e fumettistiche insieme, sono state raccolte sotto il titolo "Letti di foglie", "Tanti e allettanti" e "Letti di rose".





ASSO
di Roberto Recchioni
Nicola Pesce Editore 
2012, 132 pagine, cartonato, 15 euro 

Dopo averlo letto una volta, l'ho riletto un'altra volta. Prima di scriverne, adesso, ho fatto la terza lettura. Tutte e tre le esperienze sono state emozionati. In alcuni punti, esaltanti. Tuttavia, è chiaro che non si tratta di un libro da poter mettere in mano a chiunque, certi che tutti lo apprezzeranno. Ma è proprio questo il suo principale pregio: essere sopra le righe. Oltre il comune senso delle convenzioni. La prima cosa che colpisce, e si tratta di un aspetto particolarmente significativo, è il fatto che "Asso" non solo è scritto ma anche illustrato da Recchioni, noto soprattutto per essere uno sceneggiatore. In realtà, Rrobe (questi il nome con cui si firma quando disegna) è molto bravo (in certi casi, bravissimo) anche a dare forma e colore alle sue idee, sperimentando tecniche e soluzioni degne dei migliori autori completi.Il paragone che prima viene in mente è con lo Zanardi di Andrea Pazienza. Il fatto che il suo talento grafico sia stato messo a servizio della propria opera più autobiografica, rende "Asso" una vera e propria seduta psicoterapeutica in pubblico, uno sfogo liberatorio assoluto di desideri e pulsioni esternati senza filtri, se non quelli della sublimazione, l'innalzamento cioè verso l'universale di qualcosa di privato e di contingente. Attenzione, però: benché sia chiaro che Asso sia l'alter ego dell'autore, non coincide con lui: "quanto narrato in questo volume è opera di fantasia. Roberto Recchioni invece esiste davvero", si avverte in apertura. Detto ciò, si comincia con l'ottovolante di esaltazione e di cupa disperazione, di alternanza fra pulsioni di vita e desiderio di morte. Chi conosce l'autore sa quanto sia autobiografica la storia di Dylan Dog "Mater Morbi", di recente ristampata in volume, e dunque quanto sia drammatico il quotidiano confrontarsi con la malattia, suo ma di tantissimi altri. "Perché a me?", si chiede Asso disteso, con la flebo nel braccio, in un letto di ospedale; "e perché non a te?", gli risponde un Dio senza volto e crudele togliendo ogni speranza a voi che entrate. Ma l'autobiografismo prosegue nei ricordi d'infanzia, quelli relativi al padre assente che non c'era mai, sostituito con Darth Vader che poteva proteggerlo e soffocare i "bambini cattivi" che tormentano tutti da piccoli, ed ecco dunque la realtà confondersi con la fantasia, in un liberatorio delirio in cui è possibile abbracciare il lato oscuro della forza ed esorcizzare i problemi di salute, il lavoro che non si trova, la situazione sentimentale che terremota il cuore, la paranoia di intere giornate trascorse senza punti di riferimento, senza ancore a cui assicurarsi, senza abbracci. La via d'uscita dal tunnel diventa allora il fumetto: il fatto liberatorio di poter affidare alla carta le proprie grida, le proprie fantasie, comprese quelle più perverse che fanno parte dell'immaginario erotico di tutti ma che in pochi riescono a confessare, preferendo le nevrosi alla liberazione delle proprie istanze inconsce, quelle che turbinano nel mare in tempesta dell'Es. Facendolo fare ad Asso, una controfigura immaginaria, diventa persino possibile abusare di partner disposte ad assecondare ogni sopruso sessuale. Emergendo da questa nebulosa di dolore e di angoscia, di desideri repressi e di volontà di potenza e di sopraffazione, di autoaffermazione negata e di tutto quanto farebbe la felicità di Freud (ma "la psicanalisi è per i froci", ringhia il protagonista a un certo punto, da vero bullo), ciò che viene fuori è un calderone di immagini e di vicende scollegate fra loro e apparentemente senza senso, come sono senza senso, spesso, i sogni e i deliri che rivelano, invece, tutto di noi. Se vi sentite pronti a calarvi negli incubi e dei desideri altrui, che potrebbero sembrarvi inquietantemente simili ai vostri, fatevi schiaffeggiare da Rrobe, e vi sentirete liberati come dopo una seduta di bioenergetica.


GLI ARCHIVI BONELLI:
GUIDO NOLITTA
a cura di Michele Ginevra 
Rizzoli Lizard
2012, 620 pagine, cartonato, 25 euro 

Si tratta di un voluminoso cartonato, il primo di una (si spera lunga) serie tesa a recuperare le migliori storie dello smisurato catalogo della più grande Casa editrice di fumetti in Italia (una fra le più importanti nel mondo), iniziando con un tomo monotematico dedicato proprio alla figura che gli dà il nome, Sergio Bonelli. Come tutti sanno, quando l'editore vestiva i panni dello sceneggiatore usava un nome-de-plume per non farsi confondere con il padre, Giovanni Luigi Bonelli, e si firmava Guido Nolitta. Michele Ginevra, dunque, ha raccolto in un solo volume tre racconti-simbolo dell'attività nolittiana, scegliendoli tra la sua produzione riferita a tre personaggi altrettanto simbolici: Tex, Zagor e Mister No. A corredo delle storie, una prefazione di Vittorio Zincone, e tre interventi, puntuali e documentati, dello stesso curatore. A completare l'opera, una chicca davvero imperdibile: ben trentotto tavole inedite di Aquila della Notte, sceneggiate da Nolitta e illustrate da Guglielmo Letteri, tagliate da Decio Canzio (per motivi che vengono ben spiegati nel libro) da una lunga storia texiana del 1993, e rimaste per quasi vent'anni nei cassetti dell'editore. Esiste, senza dubbio, una "calligrafia" nolittiana riconoscibile non solo quando lo sceneggiatore è alle prese con i suoi personaggi (quelli che più gli rassomigliano, Zagor ma soprattutto Mister No) ma anche anche quando si cimenta con Tex. Rileggere i tre racconti scelti ("El Muerto", "Il re delle aquile" e "L'uomo della Guyana", illustrati da rispettivamente da Galep, Ferri e Diso) consente di godere di questa calligrafia, e recuperare le emozioni di una narrazione accattivante ed empatica nella quale Nolitta era abilissimo a esibirsi. Personalmente, ho trovato motivo di rivalsa nei confronti di certi sedicenti esegeti della nolittianità, a cominciare da un paio di soggetti scritti di proprio pugno da Sergio Bonelli e riprodotti fotograficamente come allegato documentario: in quello intitolato "Uragano", riguardante Mister No, si legge chiaramente che fra i protagonisti c'è un personaggio convinto che la famosa città di "Z", cercata in Amazzonia da torme di esploratori fra cui il celebre Fawcett, misteriosamente scomparso nel corso della sua ricerca, sia un avamposto di Atlantide. Ma guarda! Proprio la stessa cosa che scopre Zagor recandosi nella foresta amazzonica, in una mia recente storia, contestata da chi pretende di sapere che Nolitta non avrebbe mai affrontato temi legati al mito atlantideo. Allo stesso modo, singolarmente,qualcuno pretende di dire che Sergio Bonelli non facesse uso di flashback e che, dunque, neppure gli sceneggiatori dei suoi personaggi, io per primo, dovremmo farne. Ebbene: i tre racconti contenuti in questo volume sono un inno al flashback. Soprattutto il primo, "El Muerto", è pieno zeppo di rievocazioni del passato, con narrazioni a ritroso a ogni piè sospinto (leggere per credere). E allo stesso modo, ci sono ripetuti flashback anche ne "Il re delle aquile". Ne "L'uomo della Guyana" mancano le nuvolette retrospettive ma il passato viene rievocato a più riprese nei dialoghi. Dunque, chi crede che Nolitta fosse contrario a parlare di Atlantide e all'uso dei flashback, ha motivo di ricredersi. Unica pecca: nell'introduzione, Vittorio Zincone cita una misteriosa testata "Agenzia Alpha" che, forse, è l'Agenzia Alfa di Nathan Never.



PRINCE VALIANT
di Hal Foster
Primo volume (1937-1938)
edizioni ReNoir Nona Arte
2013, 110 pagine, cartonato, euro 24,90 

Grande formato, tutto a colori, carta che cromaticamente dà l'effetto dell'edizione originale sui domenicali americani. Si tratta della nuova traduzione curata da Graziano Romani, che finalmente rende ragione dei testi in inglese in precedenza non italianizzati nel migliore dei modi. Di Romani è anche la traduzione dell'apparato critico iniziale, che offre due saggi molto interessanti: il primo, è la biografia di Harold Rudolf Foster (1892-1982, anni anagrammati) scritta da Brian M. Kane; il secondo, una lunga e rara intervista con lo stesso Foster (autore schivo che quasi mai rilasciò dichiarazioni), di Fred Schreiber. Già queste pagine, riccamente illustrate con foto e disegni, varrebbero il prezzo del volume. Poi però comincia la magia di una saga destinata a durare dagli anni Trenta fino ai giorni nostri (nel 1980 apparve l'ultima vignetta scritta da Foster, ma altri autori, per volontà del creatore, hanno proseguito la serie fino a oggi). Qualcuno potrebbe ritenere che in realtà Foster più che un fumettista sia uno straordinario illustratore, ma sarebbe sbagliato non considerare la sua opera parte della storia del fumetto, perché la mancanza dei balloon e il ricorso sistematico alle didascalie è una precisa scelta stilistica (il disegnatore non voleva che le nuvolette ingombrassero i suoi sfondi o disturbassero le azioni). Le vignette consequenziali di Foster, minuziose nei dettagli, raccontano una storia e caratterizzano personaggi secondo le regole del fumetto, balloon esclusi. Prima del Prince Valiant, l'autore aveva disegnato Tarzan, su testi altrui: ritenendo che le sceneggiature su cui lavorava fossero scadenti, si decise a lavorare su storie proprie, basate su una incredibile e certosina opera di ricerca e documentazione sull'epoca di Re Artù, e sui castelli medievali (argomento su cui Foster ha finito per essere un esperto). Ai nostri occhi di lettori del Ventunesimo secolo, le prime tavole di Prince Valiant possono sembrare datate (oggi racconteremmo le stesse, avvincenti avventure in modo diverso), ma non serve valutare l'opera di Foster nel contesto del suo tempo per apprezzarla: le tavole della saga sono comunque affascinanti e intriganti al massimo grado. Ne veniamo rapiti e non ne usciamo più. Qua e là si colgono vignette che danno un senso di deja vu: ci rendiamo conto che sono servite da modello ad altri fumettisti che hanno scelto Foster come modello. Fu lui a studiare per primo, o tra i primi (un altro fu Alex Raymond), il modo di risolvere i problemi delle ombre, dei movimenti, della resa dell'acqua, e via dicendo. Tanto di capello al maestro dei maestri.




CAPIRE ISRAELE IN 60 GIORNI (E ANCHE MENO)
di Sarah Glidden
Rizzoli Lizard
2011, 220 pagine, brossurato, euro 17.50 

Di "graphic journalism" ci siamo già occupati parlando di Guy Delisle e le sue cronache da Pyongyang e da Gerusalemme. Sarah Glidden, americana di origine ebraica, classe 1980, qui al suo debutto con il suo primo libro (pluripremiato), compie la medesima operazione raccontando, attraverso il medium fumetto che si conferma in grado di veicolare qualsiasi contenuto, un suo viaggio alla scoperta di Israele, voluto e desiderato per cercare di capire il perché dei suoi stessi pregiudizi. L'occasione le è offerta da una iniziativa del governo di Tel Aviv, il progetto Taglit, che offre ai giovani ebrei di tutto il mondo un viaggio gratis, guidato attraverso un percorso di tappe obbligate, perché conoscano la Terra dei loro antichi antenati e la realtà dello stato nato dal sionismo. Dal 1999 al 2007 (anno in cui si svolge il viaggio della Glidden) oltre 120.000 ragazzi di tutto il mondo avevano già approfittato dell'opportunità. Sarah, nata a Boston in una famiglia ebraica non osservante, si considera di sinistra (disprezza per partito preso chiunque simpatizzi per i repubblicani) ed è piena di pregiudizi contro Israele. E' anche fidanzata con un giovane musulmano, il quale teme che lei possa tornare dal suo viaggio con idee antipalestinesi, cosa su cui la ragazza, prima di partire, lo rassicura. Perciò, per tutto il viaggio, ascoltando le spiegazioni che le vengono date a proposito del muro che isola gli israeliani dai palestinesi ("gli attentati sono calati da due alla settimana a quattro all'anno") o sull'occupazione delle alture del Golan ("erano rampe missilistiche da cui la Siria bersagliava i villaggi ebraici situati più in basso"), la ragazza si rifiuta di essere indottrinata, vede dappertutto la propaganda governativa, cerca di porsi domande critiche, non accetta passivamente nessuna versione dei fatti. Però, piano piano, il suo muro ideologico comincia a fessurarsi e addirittura si commuove ascoltando la storia dei primi Kibbutz ("quanto di più comunista esista al mondo") o visitando il tempio della Shoa. Alla fine del viaggio, ha capito il punto di vista israeliano dei fatti, e pur senza diventare antipalestinese si rende conto, soprattutto, che diversamente da ciò che credeva (in ossequio a una certa vulgata) esiste appunto una versione dei fatti, non meno vera, anche di parte ebraica. Il suo biglietto da lasciare nel Muro del Pianto dice: "Che venga la pace fra israeliani e palestinesi", ma gli si strappa mentre cerca di infilarlo tra le fessure, cosa che le fa bagnare di lacrime il volto. Tornando a Boston, a chi le chiede "Allora, com'è?", lei risponde confusa: "Beh, ecco...".





LO SCONOSCIUTO - EDIZIONE INTEGRALE
di Magnus
a cura di Fabio Gadducci
Rizzoli Lizard
2012, cartonato, 420 pagine

Le avventure di Unknow (il cui cognome - se davvero di cognome si tratta - è scritto senza la "n" finale), alias Lo Sconosciuto, realizzate da Magnus sia per i testi che per i disegni, rasentano la perfezione per tensione emotiva, carica morale, documentazione e realizzazione grafica. Dopo una prima edizione negli anni Settanta in sei episodi in formato tascabile (tra l'altro svilita da un assurdo battage pubblicitario teso a pescare lettori tra gli abituali fruitori del fumetto erotico), il personaggio è approdato sulle pagine della "rivista di prestigio" e del volume da libreria - collocazione a lui assai più consona. Roberto Raviola ha continuato a disegnarlo, pur fra un lavoro e l'altro, praticamente fino al giorno della sua morte, dato che l'ultima, breve avventura, "Nel frattempo", sei tavole apparse su Comix, è datata marzo 1996, ed è postuma (l'artista morì nel febbraio di quell'anno). Per fortuna, la storia conclusiva (che nei progetti avrebbe dovuto essere interlocutoria) ci restituisce un Unknow sorridente e rimesso a nuovo, dopo per anni l'autore si era accanito sul suo problematico e tormentato personaggio, un ex mercenario ed ex legionario passato attraverso esperienze devastanti che lo rendono schiavo degli incubi ("meno dormo, meglio sto", dice nella prima avventura), segnandogli il corpo e lo spirito con le ferite più gravi. Calato nella realtà, spietato, anticonformista, politicamente impegnato e politicamente scorretto, senza lieto fine, il fumetto di Magnus rompe anche il tabù della raffigurazione del pene maschile in erezione nel fumetto italiano. Il volume della Rizzoli Lizard, un tomo enciclopedico sicuramente ben curato, ripropone i primi pocket in formato alanfordiano (1975-1976) rimontati su tre strisce dallo stesso Magnus per successive edizioni in volume (purtroppo, senza completamenti e aggiustamenti a colmare i vuoti), più quasi tutte le altre tavole disegnate in formato "europeo", però in bianco e nero (mentre alcune uscirono a colori). A corredo del libro, gli interessanti articoli di Graziano Frediani e Fabio Gadducci, più schizzi e appunti inediti magnusiani. Per quanto capisca e apprezzi la grandezza delle storie uscite su rivista, il mio cuore di vecchio lettore resta comunque attratto dagli episodi apparsi negli albi tascabili, e fra questi il mio preferito è quello meno "engagée", ma più drammatico, "I cinque gioiellieri", le cui tavole mi hanno a lungo tormentato i sogni (e ne ho citato alcuni spunti nella mia storia "La palude dei forzati"). Invece, anche rileggendo la riedizione Lizard, non sono riuscito ad apprezzare fino in fondo "L'uomo che uccise Ernesto 'Che' Guevara", dove lo Sconosciuto quasi non compare e dove le pagine intere occupate dalle lettere e dai diari del 'Che' sono francamente indigeste. Ma ci si rende conto, ovviamente, che si tratta comunque di un lavoro magistrale. Ho scritto che il volume, che dovrebbe essere una "edizione integrale", in realtà pubblica "quasi tutte" le tavole di Magnus. Mancano, infatti, due brevi storie: l'assenza è giustificata con il fatto che Lo Sconosciuto non vi figura, essendo solo la voce narrante. Tuttavia, per completezza, secondo me avrebbero dovuto esserci (anche perché non è facile rintracciarle): sono state pubblicate, in seguito, su un volume a parte. Pubblico qui sotto la mia schedatura dei racconti mancanti, tratta da una cronologia magnusiana che ho pubblicato sulla rivista "Il fumetto". Nel 1981 “Strisce e Musica”, un supplemento a fumetti allegato settimanalmente ai quotidiani “La Nazione” e “Il resto del Carlino”, pubblicò due avventure de “Lo Sconosciuto”: la prima avventura, “Una partita impegnativa”, venne pubblicata (una tavola per volta) sui numeri dal 16 al 27 di S&M, dal primo luglio al 16 settembre 1981; e fu poi successivamente ristampata (con un nuovo montaggio in 12 tavole di formato diverso) su “Orient Express” numero otto del Febbraio 1983 sotto il titolo “Lo Sconosciuto racconta”. La seconda avventura, “Il volo del Lac Leman”, venne pubblicata tutta insieme (quattro tavole di sei strisce) sul numero 38 di S&M del 16 dicembre 1981; e fu poi ristampata (con un nuovo montaggio di nove tavole) su “Orient Express” numero sei del dicembre 1982.



RITRATTI DI FAMIGLIA
a cura di Luca Salvadei e Luigi Casarotto 
collana "I libri di Amys" 
Edizioni Associazione Culturale Nipoti di Martin Mystère
2013, 200 copie numerate, brossurato, 140 pagine

Dopo "Castelli di Carta", volume dedicato al Buon Vecchio Zio Alfy a cui anch'io ho dato il mio contributo con un articolo e di cui vi ho già parlato, Luca "Jinx" Salvadei e Luigi Casarotto propongono un secondo volume che è una vera e propria enciclopedia dei personaggi notevoli della saga del Detective dell'Impossibile (da Orloff a Kut Humi, passando per Mara Marata e Aldous Morrigan). Ogni character ha il tributo di una scheda e, soprattutto, di una illustrazione inedita realizzata da un disegnatore diverso, scelti fra quelli che hanno collaborato con la serie (da Roi a Bruno Brindisi, solo per citare due nomi). Come se non bastasse, segue una accurata "Cronologia Mysteriana" che esamina anno per anno tutto ciò che è uscito, legato al BVZM, non solo nella serie regolare ma quanto a pubblicazioni extra di ogni tipo. Infine, c'è un dizionario degli autori. Il tutto, corredato da una copertina inedita di Giancarlo Alessandrini e una brillante (come al solito) introduzione di Alfredo Castelli. La grafica è professionale e accattivante. Che pretendere di più? Per avere maggiori informazioni si può visitare il sito postcardcult.com/martinmystere, o il blog fandommartinmystere.blogspot.it o scrivere a ass.cult.amys@gmail.com .



ACQUARELLI ROTONDI 
di Fabrizio Del Tessa
Petrart Edizioni
2002, 50 pagine, brossurato, a colori.

Più che averlo letto, questo libro l'ho ammirato, anche se poi c'è una interessante introduzione di Giovanni Bovecchi, intitolata "I Fantastici Mondi di Fabrizio del Tessa", e dunque oltre che da rifarsi gli occhi c'è anche da gustarsi qualche annotazione. Il pezzo di Bovecchi comincia così: "A Pietrasanta, città-laboratorio famosa nel mondo, vive uno dei disegnatori e acquarellisti più improbabili che la Toscana potesse concepire nel suo grembo già stracolmo di geni dell'arte". E questo serve almeno a dare l'idea: classe 1948, influenzato sicuramente da Mordillo ma in grado di avere una sua personale poetica e calligrafia, Del Tessa è un artista schivo ma che lascia il segno. La trentina di acquerelli a colori radunati in questo catalogo bilingue (tradotto anche in inglese) lo dimostrano: personaggi improbabili come lo Spostatore di Nuvole convivono con l'interpretazione "rotonda" di una figura storica come Castruccio Castracani, fondamentale per Pietrasanta, città sempre al centro dell'opera dell'illustratore. Disegni fantastici o riletture della Storia si alternano con uguale e sognante efficacia. Non vi sarà facile procurarvi questo libro, ma dovunque vi capiti di trovare qualcosa di Del Tessa, fermatevi a guardare: vi divertirete sempre.



BESTIACCE
Le incredibili avventure di Sam Cola e del professor Pico Pane
UNIVERZOO
Le avventure spaziali di Sam Colam e del professor Pico Pane
di Pino Pace e Giorgio Sommacal
Edizioni Giralangolo - EDT
brossurati, a colori, 48 pagine ciascuno, 2010-2011

Si tratta di due straordinari libri illustrati per ragazzi, la cui parte iconografica si deve all'estro di un fumettista di grande talento umoristico prestato all'illustrazione, quel Sommacal con cui ho avuto la fortuna di realizzare decine di storie di Cattivik in un rimpianto passato (lo vedete qui sopra nella foto, accanto a me). L'idea alla base dei due libri (ottimamente stampati su carta di alta grammatura) è fornire ai giovani lettori (ma ovviamente non ci sono limiti di età) i taccuini di viaggio e la documentazione schizzata delle esplorazioni di due scienziati, derisi dall'establishment accademico, partiti alla ricerca di animali esotici ("che nessuno ha ai visto prima") nel primo caso, e di razze aliene nel secondo. Così, a corredo di buffe descrizioni delle abitudini di vita delle varie specie (tutte assolutamente immaginarie), ci sono gli esilaranti disegni di balostriche (ostriche grandi come balene), elefalchi (elefanti con le ali al posto delle orecchie), vermiscopi (alieni filiformi del pianeta Pruss) e via dicendo. Una delizia per gli occhi, per la mente e per lo spirito.



"L'ASSO DI PICCHE" DALL'ARGENTINA
di Alberto Ongaro e Hugo Pratt
a cura di Gianni Brunoro e Paolo Gallinari
Edizioni ANAFI
2013, brossurato, 220 pagine 

L'unica nota dolente riguardo questo libro è che è riservato ai soci dell'Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell'Illustrazione e che, dunque, per averlo bisogna iscriversi. Anche se poi, il prossimo anno, come consuetudine, le eventuali rimanenze saranno disponibili per tutti. Ciò detto, si tratta di un volume brossurato di grande formato (21x30 cm) stampato su carta patinata, in bianco e nero con copertina a colori opera di Stefano Babini, un illustratore e fumettista noto per essere stato allievo di Pratt. All'interno, una parte disegnata e una parte saggistica. La parte disegnata ripropone quattro storie di Asso di Picche, uno dei primissimi eroi del fumetto italiano del Dopoguerra (1945), confezionato a Venezia da un gruppo di giovanissimi autori praticamente autodidatti (Pratt, Ongaro, Faustinelli, Pavone) facenti parte però della produzione realizzata per venire pubblicata in Argentina. Dunque storie mai viste nel nostro Paese, ed anche estremamente difficili da reperire visto che gli originali sono andati perduti e le riviste su cui vennero stampate tra il 1948 e il 1950, peraltro su pessima carta, sono da anni considerate introvabili. Invece, per fortuna, la passione di un collezionista, Roberto Reali, è riuscita a compiere il miracolo e quattro delle cinque storie argentine sono state recuperate, restaurate, tradotte e messe a disposizione per la stampa appunto partendo dalle pubblicazioni. Asso di Picche è un giustiziere che vive a San Francisco. Sotto la sua calzamaglia da super-eroe si nasconde il mitre giornalista Gary Peters, che quando si "trasforma" finisce per assomigliare, nei metodi, a quel Batman di cui è un epigono. Chiaramente, lo stile grafico e letterario di questi racconti è figlio del suo tempo, ma rispetto ai fumetti italiani di quegli anni sia il tratto prattiano che la sceneggiatura di Ongaro hanno una marcia in più. I saggi di Gianni Brunoro, Paolo Gallinari, Claudio dell'Orso, Guillermo E. Parker, e l'intervista di Salvatore Oliva a Ivo Pavone permettono di ripercorrere tutta la storia della nascita di Asso di Picche, delle sue difficoltà in Italia, del suo successo in Argentina fino al trasferimento a Buenos Aires del gruppo di autori (Pratt ci sarebbe restato dieci anni). Molto interessante anche il saggio di Brunoro su Alberto Ongaro scrittore e romanziere (non si dimentichi che Ongaro, con lo pseudonimo di Nogara, è stato anche autore di numerosi Nick Raider).



IL GRANDE BLEK, IL PALADINO DELLA LIBERTA'
Volume 6
a cura di Stefano Mercuri
Editoriale Mercury
cartonato 220 pagine

E' un volumone cartonato tutto a colori dedicato all'esame dettagliato di tutto ciò che riguarda il trapper della EsseGEsse, impegnato nella lotta contro gli inglesi ai tempi della Guerra di Indipendenza americana. Alla fine del percorso (destinato a proseguire con altri volumi), l'opera darà vita a una vera e propria enciclopedia. In questo sesto tomo si prosegue l'esame di tutte le avventure di Blek (episodi 78-104) e vengono riprodotte tutte le copertine delle edizioni francesi e quelle italiane della "If". Inoltre, troviamo degli omaggi al personaggio da parte di altri disegnatori, tra cui quello di Alessandro Chiarolla che lo raffigura accanto a Zagor e Cico. Il libro è uscito, purtroppo, in tiratura limitata di soli 500 esemplari, per cui chi lo desidera dovrà cercare di procurarselo prima che si esaurisca. Per saperne di più:www.editorialemercury.it .