lunedì 14 dicembre 2015

A BELGRADO, DI BUON GRADO!




Gli ultimi mesi sono stati, per il sottoscritto,  particolarmente ricchi di avvenimenti e di appuntamenti, al punto da non essere riuscito a render conto di tutti in questo spazio. Mi hanno infatti invitato per due volte all'estero (in Serbia e in Croazia), ho fatto anche il giro d'Italia (Rimini, Cosenza, Barga, Roma, Lucca, Senago, Piacenza), ho accompagnato varie volte visite guidate alla mostra sui miei 25 anni di attività allestita a Gavinana (in provincia di Pistoia - prorogata fino al 6 gennaio), così come ho presentato in più occasioni e in varie città i quattro libri con il mio nome in copertina da poco usciti. Di ogni evento ho dato conto sulla mia pagina Facebook, ma mancano qui sul blog le puntuali cronache fotografiche a cui in passato vi avevo abituato. 

Cercherò di porre rimedio cominciando con il resocontare il viaggio a Belgrado che si è svolto tra il 24 e il 27 settembre 2015, in occasione del tradizionale "Comic Stripa", il più importante Festival del Fumetto serbo. Erano con me Walter Venturi e Marcello Mangiantini, ma sul luogo si è unito al gruppo anche Bane Kerac, il disegnatore del Color "Il passato di Guitar Jim". In Serbia il nostro Zagor è popolarissimo e l'entusiasmo del pubblico è stato pari all'interesse di stampa e TV, che ci hanno dedicato grande attenzione. Le foto che seguono documentano i principali momenti della kermesse.
Qui di seguito, la notizia della manifestazione come è stata data dal sito Bonelli.

Un grazie agli amici di Belgrado che ci hanno invitati e ai nostri interpreti.


ZAGOR A BELGRADO!

Lo Spirito con la Scure e il Grande Belzoni sono tra i personaggi che animeranno la nuova edizione dell'International Comics Festival - Salon Stripa di Belgrado. Tra gli ospiti, Moreno Burattini, Marcello Mangiantini e Walter Venturi.

Dal 24 al 27 settembre, a Belgrado, si svolge la nuova edizione dell'International Comics Festival - Salon Stripa. Tanti gli ospiti internazionali, tra i quali i nostri Moreno Burattini e Marcello Mangiantini (in rappresentanza di Zagor) e Walter Venturi, che presenterà il suo "Il Grande Belzoni", nell'edizione pubblicata da Phoenix Press, e parteciperà ad alcuni workshop.
Diverse le occasioni d'incontro con i nostri autori. Vi segnaliamo, in particolare, sabato 26alle 19:00, l'incontro con Moreno Burattini, incentrato sull'uscita del seicentesimo albo di Zagor.
Per maggiorni informazioni e per il programma completo della manifestazione serba, visitate il sito ufficiale.



Il catalogo e il programma del Salon Stripa di Belgrado edizione 2015, con Zagor in copertina.


Il mio pass, la locandina e la targa che mi è stata assegnata per la partecipazione al Salon Stripa 2015.

Ci sono anche delle buste di carta zagoriane!

Lo Zagorone croato (in vendita in serbia) con la storia "Corsa disperata", variant cover di Joevito Nuccio.

La maglietta del Festival di Belgrado.


Zagor per le strade della capitale serba.

Zagor a Belgrado.

Marcello Mangiantini, Moreno Burattini e Walter Ventri ospiti a Belgrado

Aleksandar Petrović, leader degli Orthodox Celts, una band molto nota in Serbia

Standiste zagoriane

La sala degli incontri al Salon Stripa


I fan di Belgrado hanno Zagor nel cuore e, talvolta, sul braccio.

Il punto dove la Sava (che viene da Zagabria) si unisce al Danubio (che viene da Vienna e da Budapest) a Belgrado.

La Sava e il Danubio si uniscono sotto la fortezza di Belgrado.

Una trattoria tipica: ottima la cucina balcanica tradizionale.

Il celebre Hotel Moskva

L'albergo della Dolce Vita di Belgrado.

Dusan Mladenovic, il giovane editore di Zagor in Serbia, ci porta a cena.


A cena in ottima compagnia!

La sala piena per l'incontro zagoriano.


Io sul palco tra il conduttore e il mio interprete.

La firma degli autografi.

Le foto con i lettori.

L'opera di un artista locale.






Il mio interprete Goran Zevic.

La mostra su Zagor che ho curato scegliendo le tavole da esporre.


Vanità di vanità.


Il titolo dice: "Zagor ha un cuore serbo".


Sandra Knezevic, la nostra interprete. Traduce anche Tex in Serbia.
Alcuni espositori del Salon Stripa.


Fumetti in vendita a Belgrado.


La mostra su Zagor.


Walter Venturi firma copie del suo "Grande Belzoni".


Non sono convinto che sia la mia foto migliore, ma tant'è.


Goran Zevic, il nostro interprete.


La bella Helena.


Carri armati in mostra nella fortezza di Belgrado. Walter Venturi voleva portarsene uno a Roma per viaggiare nel traffico della capitale.

Magliette in un chiosco nel centro di Belgrado.


Vetrina di una libreria del centro di Belgrado.



martedì 8 dicembre 2015

FINALE DI PARTITA



E' in edicola  “Finale di partita”, l’albo di Zagor n° 605 (Zenith 656). I testi (che proseguono una storia iniziata ad agosto) sono miei,  la copertina di Gallieno Ferri.  All'interno, i disegni di Gianni Sedioli (matite) e di Marco Verni (chine) concludono la lunga avventura del ritorno di Hellingen (in tutto, 426 tavole, contando le 150 illustrate da Ferri).  

A pagina 55 del volume inizia una nuova avventura, intitolata "Uno studio in nero", testi sempre del sottoscritto che riportano sulle scene Edgar Allan Poe, disegni del bravo Fabrizio Russo (alla sua prima esperienza zagoriana). Almeno otto tavole di questo nuovo racconto servono da appendice alla storia precedente, per cui è come se gli eventi hellingeniani occupino in tutto 434 pagine: una lunghezza più che rispettabile, se non proprio eccezionale (un aspetto di cui torneremo a parlare tra poco). Tutte le precedenti puntate della vicenda (da "L'eredità di Hellingen" a "Mad Doctor") sono state da me commentate in questo blog nei mesi precedenti e potete,  volendo, andare a vedere che cosa ho scritto. Proseguendo la lettura di questo articolo potreste trovarvi di fronte ad alcune rivelazioni sul contenuto del racconto che forse non volete conoscere prima di aver letto il fumetto: perciò, occhio allo spoiler. 



Ai tanti che, contattandomi su Twitter o su Facebook o scrivendomi in privato, mi hanno fatto giungere il loro apprezzamento, ho poco da dire se non grazie. Posso soltanto aggiungere che per tutta la durata della saga, nel corso di cinque mesi, mi sono giunti quasi soltanto echi positivi: per cui se un autore riesce a interessare i suoi lettori per quattro puntate mensili mi sembrerebbe strano vederlo crocifiggere soltanto per le ultime venti pagine di una storia che, mi sembra abbia tenuto abbastanza con il fiato sospeso. Perciò sono fiducioso sul fatto che questo nuovo ritorno di Hellingen possa aver ottenuto almeno la sufficienza facendo la media dei giudizi del pubblico. Tuttavia, poiché l'esperienza mi permette di prevedere perfettamente le obiezioni dei soliti, immancabili detrattori, ecco quel che mi pare di poter rispondere.

1) La storia si conclude troppo presto.

Strana opinione, considerando le 434 tavole di durata: facendo un sondaggio fra cento persone scelte a caso per strada a cui chiedere se oltre 400 pagine di un racconto a fumetti sono tante o sono poche, immagino che quasi tutti risponderebbero che sono tante, anzi forse troppe. Per di più, e qui viene il bello, la storia non si conclude affatto. Chiunque l'abbia letta comprendendo quel che si racconta, è chiaro che ci sarà un seguito. Seguito che è stato rimandato proprio perché non si poteva tirare per le lunghe una saga già fin troppo estesa.

2) Non ci doveva essere un finale di tipo magico.

Strana opinione, considerando che proprio Guido Nolitta intitolò "Magia senza tempo" in finale della sua ultima storia con Hellingen. Siamo alle solite: i fuori dello Zagor senza magia non si ricordano mai che fu Sergio Bonelli a scrivere decine e decine di storie "magiche". Gli stessi smemorati, però, chiedono che le avventure dello Spirito con la Scure debbano essere il più possibile nolittiane. In pratica: se io ricorro, come sono ricorso, alle armi magiche di Rakum per sconfiggere Hellingen, non va bene. Però Nolitta ricorse alle armi magiche di Rakum per sconfiggere Hellingen, e in quel caso andava bene. Mi rendo conto che combattere contro la nostalgia verso Nolitta è improbo e praticamente impossibile. Ho già scritto su questo argomento o stesso ho la stessa malinconia pensando alle vecchie storie. Però Sergio Bonelli abbandonò Zagor  nel 1980, per sua scelta: sono 35 anni che altri autori cercano, come sanno e come gli riesce, di portare avanti il personaggio seguendo la sua lezione e il suo esempio. Se siamo ancora qui (mentre altri eroi hanno chiuso i battenti da tempo), e se ancora c'è dell'entusiasmo attorno a noi, è perché ci impegniamo mettendocela tutta. Se poi c'è chi avrebbe voluto veder chiudere Zagor dopo "Magia senza tempo" e non vede niente di bello e di buono in quel che è stato fatto dopo, mi dispiace per lui. Uno di costoro, figuriamoci, dopo un post precedente in cui riportavo i dati di una sorta di referendum in rete teso a stabilire quale fosse la mia storia meglio riuscita (e o ho tenuto a dire: o la meno peggio) ha voluto subito commentare, con malcelato rancore, di non illudermi: il "torneo" era solo fra le avventure scritte da me e se ci fosse stato Nolitta in gara non avrei vinto niente. Per carità: chi ha mai detto il contrario? La gara non l'ho organizzata io e ho spiegato le intenzioni degli organizzatori (che hanno fatto le cose a mia insaputa). Dunque perché voler fare una puntualizzazione del genere? Mah.

3) Non doveva tornare il Wendigo.

Strana opinione, visto che il Wendigo (che compare in una sola vignetta in "Finale di partita") fa parte integrante della saga di Hellingen dopo la precedente avventura scritta da Mauro Boselli.  Delle due l'una: o si finge che Boselli, e prima di lui Sclavi, non abbiamo scritto niente (e si censurano, non si sa perché, le storie di due fra i più grandi sceneggiatori del fumetto italiano fortunatamente facenti parte anche della storia zagoriana) o se ne tiene conto. Quale tra le due scelte sarebbe stata la più criticabile? La risposta è insita nella domanda, ed è di puro buonsenso. Peraltro, io ho trovato (o mi sono sforzato di trovare) una via di mezzo: ho condotto per oltre 400 tavole la mia storia senza Wendigo (personaggio boselliano) e senza Kiki Manito (personaggi sclaviano), riportando Hellingen a quello che era ai tempi di Nolitta (aspettandomi la gratitudine dei tradizionalisti per questo), e soltanto in un rapidissimo passaggio ho riallacciato la mia vicenda alle storie precedenti di Sclavi e Boselli. La presunta "brevità" del finale va a tutto vantaggio della "nolittianità" dell'avventura. Ma poi, perché non avrebbe dovuto tornare il Wendigo? Il mio Hellingen è un clone: il vero Hellingen è prigioniero del demone ultraterreno. Dunque ci sono due scienziati pazzi e non si poteva non tenerne conto: se il clone non si fosse domandato che fine avesse fatto l'originale, sarebbe stato un idiota. La reazione più logica del "mad dottor" una volta saputo del Wendigo è proprio quella di voler liberare l'Hellingen originale. In conclusione: il Wendigo doveva tornare per forza, i detrattori del demone dovrebbero essere contenti che la sua apparizione si limiti a una vignetta. Un lettore fra i soliti critici ha scritto che se l'Hellingen originale era stato mandato in esilio nell'iperuranio bisognava lasciarlo slì e non riesumarlo. Una obiezione davvero sconcertante, visto che l'Hellingen originale nella mia storia (quella di cui stiamo parlando) non si vede mai. Quando e dove è stato riesumato? Chi lo ha visto? Nella mia storia l'unico Hellingen che si vede è il clone tornato esattamente come lo aveva lasciato Nolitta. A volte i detrattori sembrano leggere cose diverse da quelle che io scrivo. Un fenomeno, questo, contro cui è difficile combattere, se ne converrà.


4) La base di Altrove non ci doveva essere.

Strana opinione, visto di c'era già si è vista molte volte nella serie e non si può immaginare che i macchinari degli Akkroniani possano esercitati portati in altri luoghi se non lì (se no, quante basi che studiano i reperti extraterrestri ci sono, negli Stati Uniti del 1830?).  Ho saputo di qualcuno che ha avuto da ridire su un particolare: va bene Altrove, ma Altrove non si occupa di far lavorare i suoi scienziati a progetti come quelli del Golem, il robot prototipo di Titan, costruito da Hellingen in un hangar della base. 

A parte il fatto che non spetta a un lettore stabilire che cosa potessero aver deciso di fare i dirigenti di Altrove di quegli anni (e men che mai riguardo alle iniziative di un genio folle come Hellingen), vorrei precisare che in una chiara didascalia viene detto come la tecnologia a cui lavorano gli scienziati della base dell'epoca riguarda i macchinari rinvenuti in siti atlantidei: dunque Hellingen non parte da zero nell'ideare apparecchi elettrici e onde radio ma sfrutta conoscenze giunte ad Altrove dalle antiche civiltà antidiluviane: esattamente il tipo di interesse stabilito da Alfredo Castelli fin dalle prime storie di Martin Mystère. Il quale, in un suo racconto, ha appunto a che fare con un robottone che risale ai tempi della guerra fra Atlantide e Mu: si veda l'avventura "Il mostro di acciaio".

E adesso?Adesso c'è il seguito della storia da raccontare. Sedioli e Verni si metteranno presto a lavorare sulla saga che racconterà il seguito del finale di partita: i tempi supplementari, o forse lo spareggio.




giovedì 3 dicembre 2015

RIVER CICO



E' in edicola da più di un mese, ormai,  il n° 15  della collana a colori bimestrale dedicata dalle Edizioni If alla riproposta degli albi di Cico in ordine cronologico (quelli originariamente usciti, in bianco e nero, sotto il marchio Bonelli tra la fine degli anni Settanta e il 2007). Si tratta di "River Cico", con testi mie e disegni di Francesco Gamba. A mio parere, ci sono alcune gag degne di nota: quello del ricco che cade in disgrazia, e quello della vedova inconsolabile del povero Pancrazio Parkinson, per esempio. A corredo del racconto a fumetti c'è, come di consueto, un mio commento. Eccolo qui di seguito.

River Cico” risponde a una delle domande lasciate senza risposta da Guido Nolitta all’epoca in cui scrisse la prima avventura di Zagor, “La foresta degli agguati” (1961). In quel racconto avviene il fatidico incontro fra lo Spirito con la Scure e il buffo messicano destinato a diventare suo inseparabile amico, ma al momento in cui comincia la narrazione, e le strade dei due non si sono ancora incrociate, il pancione è imbarcato come battelliere a bordo di una chiatta fluviale chiamata “Marybell”, su cui naviga in compagnia di un terzetto di colleghi. Come è finito là sopra? E chi sono quei tre che viaggiano con lui? Trentasei anni dopo, ecco il sottoscritto giungere a spiegare tutti i retroscena: ovviamente, dopo averli concordati con Sergio Bonelli (alias il Nolitta di cui si diceva). 

Anzi, a tal punto Sergio fu soddisfatto dalle gag che avevo imbastito, da convocarmi nel suo studio per consegnarmi un foglio su cui veniva raccontato, in poche parole, uno sketch che gli sarebbe piaciuto vedere inserito nell’albo che avevo cominciato a scrivere. Si tratta della scenetta in cui un certo Moses Moose giace ammalato e senza forze e viene rimesso in sesto proprio da Cico, il quale però ha poi motivo di dispiacersi dell’essersi prestato a fargli da infermiere. Inutile dire di quanto fui onorato di sceneggiare un pur breve spunto nolittiano. Oltre a questo intervento, un’altra annotazione che mi preme fare è quella riguardante Archimedes Zweinstein, lo stralunato ma geniale inventore che compare a più riprese in questo albo. Il nome Archimedes strizza l’occhio, com’è evidente, a Archimede Pitagorico, ovvero il Gyro Gearloose disneyano (fu Guido Martina a forgiare il nome italiano, con una fortunata invenzione). Altrettanto evidentemente, il cognome Zweinstein fa il verso a quello del grande fisico Albert Einstein (così come “ein” in tedesco vuol dire “uno”, “zwein” significa “due”). Mi divertii moltissimo a dar vita a questo personaggio, e mi è capitato di ricevere riscontri positivi anche da molti lettori: così, ho provveduto a farlo tornare, con ancora maggior rilievo, in un altro episodi della saga cichiana, “Cico & Company”, l’ultimo della serie. 


mercoledì 2 dicembre 2015

THE BEST OF





Qualche settimana fa si è concluso una sorta di torneo organizzato dal forum zagoriano ZTN per stabilire, attraverso un articolato percorso di votazioni a eliminatorie, quale sia la storia dello Spirito con la Scure più bella (o meno brutta) fra quelle scritte da me. In passato, una cosa del genere era stata fatta anche da altri, e ne avevo parlato in un apposito articolo su questo blog (sarebbe interessante confrontare i risultati). Restando però sui dati più freschi a disposizione, vi presento qui sotto l'esito di ogni singola votazione, anticipandovi che in ogni elenco di titoli sono evidenziati (in neretto, in colore diverso o tramite sottolineatura a seconda dei casi) le storie che hanno passato il turno rispetto a quelle che sono state eliminate lungo il percorso (e c'è l'indicazione dei voti ricevuti). Benché il campione dei votanti non sia altissimo, tuttavia si tratta di pareri espressi da lettori indubbiamente ferrati sull'argomento, esperti in materia, che hanno realmente letto le storie da loro valutate e sono dunque attendibili. 



Prima di passare al tabellone completo dei risultati, indico quali sono state le avventure finaliste giunte agli ottavi:

1) Il diabolico Mortimer
2) Mortimer: ultimo atto
3) L'abbazia del mistero
4) La palude dei forzati
5) Lo zoo di Kaufman
6) L'uomo che sconfisse la morte
7) La morte sospesa
8) Plenilunio
9) La vendetta di Mortimer
10) Il segreto di Cristoforo Colombo
11) L'uomo con il fucile
12) Hawak il crudele
13) Il tesoro di Jean Lafitte
14) Zagor contro Mortimer
15) Il varco tra i millenni
16) La storia di Betty Wilding

Si può notare la presenza fra le prime sedici storie di ben quattro titoli dedicati a Mortimer e la predominanza delle sceneggiature recenti su quelle più datate. Direi però che chi volesse cominciare a leggere qualcosa di mio, potrebbe attingendo da questo elenco.

Ma ecco i quarti di finale:

1) Mortimer: ultimo atto 
2) L'uomo che sconfisse la morte
3) La palude dei forzati
4) Plenilunio
5) L'abbazia del mistero 
6) Il diabolico Mortimer 
7) La morte sospesa
8) Lo zoo di Kaufman


Ci sono tutte e due le storie di Joevito Nuccio, e Mortimer continua a essere gettonatissino.



Passiamo alle semifinali:

1) Mortimer: ultimo atto
2) La palude dei forzati
3) L'uomo che sconfisse la morte
4) il diabolico Mortimer

Dunque, fra gli ultimi quattro titoli, due sono di Marco Verni. 

La finale è stata tra
Mortimer: ultimo atto  e La Palude dei forzati.
Risultato: 22 a 22.
Pareggio.
Si vai ai rigori: vince la prima che arriva a 8 voti.
Vince:

Ringrazio gli organizzatori e mi dico soddisfatto del risultato perché la storia vincitrice è del 2014: dunque, tra le ultime pubblicate. Non è vero, perciò, come sostengono alcuni, che ormai non sono più in grado di tenere la penna in mano. Il che, in attesa di appenderla effettivamente al chiudo, mi consola moltissimo.



TABELLONE COMPLETO COI RISULTATI

PRIMO TURNO PRELIMINARE

GIRONE A: L'abbazia del mistero 44 voti,l'uomo venuto dall'Oriente 15 voti, il castello del cielo 10 voti, la terra della libertà 8 voti, la corsa sul fiume 4 voti.

GIRONE B: Il segreto di Cristoforo Colombo 36 voti, Darkwood anno zero 27, Senza pietà/sangue mohawk 16 voti, zanne insanguinate 1 voto.

GIRONE C: L'uomo con il fucile 44 voti, Zagor contro Mortimer 26, Liberty Sam 11, Il maleficio di Anulka 1 voto. 

GIRONE D: I pirati del drago 42 voti, un capestro per Gambit 24, il libro del demonio 16, il villaggio del mistero 1 voto.

GIRONE E: La lunga marcia 42 voti, Il passato di Ramath 27, Ombre nella foresta 10, i padroni delle tempeste 3.

GIRONE F: Il mistero dell'Unicorno 47 voti, lo specchio nero 17, la banda aerea 12 , il forte abbandonato 9.

GIRONE G: Il diabolico Mortimer 49, La progenie del male 17, l'ira di Tonka 14 , il sangue dei Cheyenne 4.

Girone H: Hawak il crudele 37 voti, I cavalieri del Graal 20, Lo scrigno di Manito 11, La montagna di fuoco 6.

Girone I: La vendetta di Mortimer 32, La diabolica invenzione 22, La mummia delle Ande 17, Terra del fuoco 3.

Girone L: Il tesoro di Jean Lafitte 34 voti, Alla ricerca di Zagor 32, La profezia 6, Le donne guerriere 3.

Girone M: L'uomo nel mirino 33 voti, La trama nel ragno 23, L'indiana bianca 10, Il figlio perduto 8, Neve rossa 1.

Girone N: La palude dei forzati 42 voti, Risvegli 24, Giustizia sommaria 7, Agenti segreti 2.

Girone O: La storia di Betty Wilding 31 voti, Il ritorno del mutante 27, Gli invasati 10, Minaccia aliena 7.

Girone P: Uomini in guerra 41 voti, Magia indiana 16, Palude mortale 15, Lo sciamano bianco 1.

GIRONE Q: La morte sospesa 35 voti,Sangue apache 22 ,Insetti assassini 12, Il seme della violenza 5.

GIRONE R:Plenilunio 41 voti, La fuga della libertà 18, Il mistero dell'isola 12, La sorgente misteriosa 4.

GIRONE S: Mortimer ultimo atto 43 voti, La maledizione del Poseidon 27, L'orribile maledizione 5, L'ombra sul sole 1.

GIRONE T: Lo zoo di Kaufman 37 voti, L'orribile mutazione 21, La leggenda di Wandering Fitzy 15, Tragedia a Silver Town 2.

GIRONE U: L'uomo che sconfisse la morte 37 voti, Il varco tra i millenni 28, Soldati fantasma 9, Nodo scorsoio 1, La strega della sierra 1.

GIRONE V: Nella giungla dello Yucatan 37, La pista della speranza 13, I mercenari 13, La terra dei Cherokee 13.(SPAREGGIO: I mercenari 6 voti, La terra dei cherokee 5, La pista della speranza 2.

SECONDO TURNO PRELIMINARE

Girone A: Mortimer ultimo atto 50 voti, Un capestro per Gambit 16, Il mistero dell'isola 12, Il passato di Ramath 7.

Girone B: L'abbazia del mistero 47 voti, Sangue Apache 18, Magia indiana 14, L'indiana bianca 6.

Girone C: Risvegli 38 voti, Il mistero dell'Unicorno 23, Liberty Sam 13, Sangue Mohawk 11.

Girone D: Uomini in guerra 30, Fuga per la libertà* e La maledizione del Poseidon* 25, La terra dei Cherokee 3. *Entrambe ripescate per essere tra le due migliori terze..

Girone E: La lunga marcia 42, La vendetta di Mortimer 31, L'orribile maledizione 7, Lo specchio nero 2.

GIRONE F: L'uomo che sconfisse la morte 36 voti, Il ritorno del mutante 21, Il libro del demonio 10, Soldati fantasma 6. 

GIRONE G: Lo zoo di Kaufman 35 voti, Il segreto di Cristoforo Colombo 29, Gli invasati 5, I mercenari 3.

GIRONE H: Darkwood anno zero 26 voti, La diabolica invenzione 25, Nella giungla dello Yucatan 17, Lo scrigno di Manito 3.

GIRONE I: L'uomo con il fucile 29 voti, Alla ricerca di Zagor 16, La leggenda di W.Fitzy 15, L'ira di Tonka 12.

GIRONE L: Hawak il crudele 34 voti, La trama del ragno 22, La progenie del male 13, La profezia 4. 

GIRONE M: La palude dei forzati 37 voti, Zagor contro Mortimer 25, Palude mortale 9, La banda aerea 1.

GIRONE N: Il tesoro di Jean Lafitte 33 voti, I pirati del drago 22, Giustizia sommaria 9, L'uomo venuto dall'Oriente 8

GIRONE O: Plenilunio e Il varco tra i millenni 30, I cavalieri del Graal 10, Ombre nella foresta 1.

GIRONE P: Il diabolico Mortimer 42 voti, L'uomo nel mirino 23, La mummia nelle Ande 5, Insetti assassini 1.

GIRONE Q: La storia di Betty Wilding 24 voti, L'orribile mutazione 22, La morte sospesa* 20, Il castello nel cielo 5. *Ripescata per essere tra le due migliori terze.

SEDICESIMI DI FINALE

Il diabolico Mortimer-Fuga per la libertà 34-5

Alla ricerca di Zagor-Hawak il crudele 8-31

Uomini in guerra-Il segreto di Cristoforo Colombo 15-24

Il mistero dell'Unicorno-Plenilunio 12-27

L'abbazia del mistero-La trama del ragno 29-9

Un capestro per Gambit-Il varco tra i millenni 14-25

La palude dei forzati-La maledizione del Poseidon 30-10

Il ritorno del mutante-L'uomo con il fucile 13-27

Darkwood anno zero-Zagor contro Mortimer 19-21

I pirati del drago-Mortimer ultimo atto 3-37

La vendetta di Mortimer-Risvegli 30-10.

Sangue apache-L'uomo che sconfisse la morte 5-35

Il tesoro di Lafitte-La diabolica invenzione 29-11

La storia di Betty Wilding-L'uomo nel mirino 23-18. 

La morte sospesa-La lunga marcia 21-20

Lo zoo di Kaufman-L'orribile mutazione 29-12

OTTAVI DI FINALE

Mortimer ultimo atto-Il varco tra i millenni 31-7

L'uomo che sconfisse la morte-Il segreto di C.Colombo 26-12

Il diabolico Mortimer-La storia di Betty Wilding 34-3

Hawak il crudele-La morte sospesa 12-26

L'abbazia del mistero-Zagor contro Mortimer 30-8

La vendetta di Mortimer-Plenilunio 18-19

La palude dei forzati-L'uomo con il fucile 26-11

Il tesoro di Lafitte-Lo zoo di Kaufman 16-22[/size][/font]

QUARTI DI FINALE

L'abbazia del mistero-L'uomo che sconfisse la morte 14-24

Mortimer ultimo atto-Lo zoo di Kaufman 33-4

Plenilunio-Il diabolico Mortimer 16-21

La morte sospesa-La palude dei forzati 13-24

SEMIFINALI

Mortimer ultimo atto-Il diabolico Mortimer 27-12

La palude dei forzati-L'uomo che sconfisse la morte 20-19


FINALISSIMA

Mortimer ultimo atto-La palude dei forzati 22-22 Spareggio 8-7(Chi arrivava prima a conquistare 8 voti avrebbe poi vinto).

domenica 29 novembre 2015

MAD DOCTOR



Durante il mese di novembre 2015 è stato in edicola  “Mad Doctor”, l’albo di Zagor n° 604 (Zenith 655). I testi (che proseguono una storia iniziata ad agosto) sono miei,  la copertina di Gallieno Ferri.  All'interno, i disegni di Gianni Sedioli (matite) e di Marco Verni (chine). Mentre scrivo, sta per uscire il seguito: "Finale di partita", l'albo successivo, in cui si conclude la lunga avventura del ritorno di Hellingen (in tutto, 426 tavole). Tutte le puntate della vicenda sono state da me commentate in questo blog nei mesi precedenti e potete  volendo, andare a vedere che cosa ho scritto. Proseguendo la lettura di questo articolo potreste trovarvi di fronte ad alcune rivelazioni sul contenuto del racconto che forse non volete conoscere prima di aver letto il fumetto: perciò, occhio allo spoiler. Se invece siete già edotti, sappiate che, ovviamente, nulla dirò sulla parte conclusiva che deve ancora uscire, di torneremo a parlare in un prossimo post. 




"Mad Doctor" è un episodio particolarmente importante nell'ambito dell'intera saga zagoriano perché rivela alcuni episodi del passato dello scienziato pazzo, e permette anche di scoprire il suo nome di battesimo, Garth, e la nazione di provenienza della sua famiglia (è di origine olandese). In particolare, veniamo a sapere quel che è accaduto prima che Hellingen costruisse Titan (e vediamo un prototipo da lui chiamato Golem). Soprattutto, vengono mostrate al lettore quali sono le idee che animano il folle Garth: finora sapevamo che voleva conquistare e dominare il mondo, ma non era ben chiaro perché, a quale scopo. Adesso la sua follia ha un senso (sia pur delirante): precorre quella hitleriana ma, soprattutto, alla sua base c'è una sorta di teoria dell'eugenetica ante-litteram. Idee razziste e sulla purezza di sangue, tuttavia, non erano, storicamente, mai mancate neppure prima che all'eugenetica venisse dato questo nome, per cui non c'è nessuna particolare forzatura nel mettere in bocca a Hellingen discorsi come quelli che gli sentiamo pronunciare in una consesso di scienziati da cui viene cacciato in malo modo. Proprio Nolitta ci aveva detto che il suo villain aveva subito un violento ostracismo da parte delle comunità scientifica, di cui si voleva vendicare. Adesso sappiamo perché. Mi sembra degno di nota il fatto che il luminare che più di tutti si oppone a Hellingen, quando lo sente parlare di una rupe Tarpea da cui gettare gli storpi, sia uno zoppo di nome Hawking.

Sono stato bene attento a dimostrare ai lettori più diffidenti come le teorie propugnate dal "mad doctor" fossero già leggibili fra le righe delle storie nolittiane: la prima volta che Zagor viene catturato, infatti, il professore dalla tunica nera lo vorrebbe arruolare fra i suoi uomini perché riconosce in lui una "superiorità" nel fisico e nel carattere che è quello che ci vuole per dominare invece le razze inferiori. Ho scelto di mostrare in flashback le esatte vignette  e le precise parole di Nolitta proprio per rassicurare tutti sul fatto che non ci sia stata alcuna distorsione delle caratteristiche originarie del personaggio.


Allo stesso modo, ho voluto rievocare il sadismo di Hellingen già manifestato in passato, quando personalmente si incarica di frustare Zagor con crudeltà. Questo perché già immaginavo le critiche (puntualmente avveratesi) di chi avrebbe contestato il fatto che il folle Garth, fuggendo dalla base di Altrove, spari sui soldati storditi dal suo apparecchio. Hellingen che uccide a sangue freddo con la pistola in mano, insomma, secondo alcuni, non si poteva fare. La cosa fa ridere perché lo abbiamo visto (nelle storie di Nolitta) schiacciare indiani sotto i piedi di Titan e bombardare Washington con i missili teleguidati, e questo andava bene. Dunque, Hellingen che spara un missile sì, Hellingen che spara un proiettile no. La sequenza in flashback con la scena delle frustate serve a dimostrare che i comportamenti da psicopatico li aveva anche il personaggio nolittiano, il che pone fine alla discussione.

Un altro aspetto da sottolineare è l'arrivo sulle scene di alcuni cyborg dall'aspetto moderno e futiristico, la cui origine verrà spiegata nel prossimo numero. Questi robot sono diversi da Titan e dunque qualcuno potrebbe contestarne la foggia avveniristica (Titan aveva un aspetto più retrò). Lo scopo per cui sono stati inseriti nella storia è quello di fornire a Hellingen un'arma davvero micidiale con cui partire alla conquista del mondo: dopo le sue altre invenzioni, adesso la minaccia del Mad Doctor fa un salto di qualità. Ne parleremo commentando "Finale di partita".


sabato 21 novembre 2015

NEI SOTTERRANE DI ALTROVE



Durante il mese di ottobre 2015 è stato in edicola  “Nei sotterranei di Altrove”, l’albo di Zagor n° 603 (Zenith 654). I testi (che proseguono una storia iniziata ad agosto) sono miei,  la copertina di Gallieno Ferri.  All'interno, i disegni di Gianni Sedioli (matite) e di Marco Verni (chine), a cui vanno i miei complimenti perché sono davvero bravissimi e in coppia funzionano molto bene.

Mentre scrivo, è già uscito il seguito: "Mad Doctor", l'albo successivo, in cui si racconta parte del passato di Hellingen: di questo albo torneremo a parlare nel prossimo post. Anche "Nei sotterranei di Altrove", comunque,  è un numero particolarmente importante: lo Spirito con la Scure si ritrova faccia a faccia con lo scienziato pazzo contro cui ha combattuto più volte, e scopre come ha fatto a tornare in vita. Da qui in poi, scatta l'avvertenza per lo spoiler in agguato: leggendo avrete delle rivelazioni sulla trama di una albo he potreste non avere ancora letto. Se proseguite siete consapevoli e consenzienti, insomma. Le macchina degli Akkroniani lo hanno, sostanzialmente, clonato: la parola "clonazione" nella prima metà dell'Ottocento non esisteva ancora, ma la possiamo usare perché è lo stesso Hellingen a rivelare di averla inventata partendo da un etimo greco. Dunque, fra le tante invenzioni del creatore di Titan ce n'è anche qualcuna lessicale. 

La vasca in cui il professore è stato rigenerato ha potuto funzionare grazie alla cabina in cui il folle è entrato nel finale di "Magia senza tempo", e che è stata da lui stesso programmata perché eseguisse una scansione di tutti i suoi atomi, facendo una sorta di "back up" destinato a rimanere nella "memoria" di una banca dati. Perciò, l'Hellingen che viene ricreato è esattamente quello di Guido Nolitta, e nulla sa di quanto è accaduto nelle storie di Tiziano Sclavi e di Mauro Boselli. La mia, in altre parole, è stata una operazione di ritorno alle origini. Per quanto ne so, la cosa è stata apprezzata dai più. Tuttavia, ci sarà da aspettare il finale (previsto per il mese di dicembre) prima di tirare le somme. Una sola questione mi preme affrontare qui: c'è chi non ha gradito la parola "Altrove" nel titolo. Pare che la "contaminazione" con la saga di Martin Mystère non sia stata gradita da qualcuno.  Siamo alle solite: Zagor è il fumetto della contaminazione, della trasversalità, degli incroci fra i generi e gli universi (per volere di Nolitta), ma per una parte dei lettori non dovrebbe avere contatti con niente che non siano i trapper, gli indiani e i fortini dei soldati. 

Immagino sia inutile, per convincere costoro, ricordare la storia di Tex in cui Nolitta fa entrare il Ranger, complice El Morisco, in una sorta di sotterraneo che sembra appunto la dependance di Altrove (quella degli Uomini Giaguaro, per intenderci), con tanto di armi a raggi impegnate da Aquila della Notte. Ugualmente inutile sarà rammentare "Fuga da Skynet", che Bonelli scrisse con Alfredo Castelli immaginando, anche in questo caso, laboratori fantascientifici sotterranei visitati da Martin Mystère e Mister No in un team up che mescolò senza problemi l'universo narrativo noleggiano con quello mysterioso. 

Tuttavia, per amor di discussione, vorrei far rilevare come la base che su Zagor si chiama "Altrove" conserva le caratteristiche di un laboratorio non diverso da quelli in cui Nolitta ha fatto muovere Hellingen in tutte le sue storie. Se la base nella montagna da cui partono i missili verso Washington fosse stata chiamata da Bonelli "Altroquando", sarebbe andata bene: questo perché il tipo di struttura (che è poi quella classica di mille film in cui si vedono all'opera gli scienziati pazzi) è adatto alle avventure dello Spirito con la Scure, un nome vale l'altro. Se il nome è "Altrove", invece, si storce il naso, pur di fronte allo stesso tipo di set. E' solo il collegamento ideale con il Detective dell'Impossibile che disturba qualcuno: nei fatti, non c'è niente che unisca le due serie. D'altra parte, Altrove nella serie di Zagor non l'ho fatta entrare io, ma Mauro Boselli, e proprio in occasione della storia del suo ritorno di Hellingen. Dopo quell'avventura, difficile non collegare il Mad Doctor con la base ideata da Castelli. Credo, forse peccando di presunzione, di averlo fatto in modo nolittiano.