Non mi piace augurare Buon Natale. Non per mancanza di ossequio alla tradizione, per carità, del resto antichissima e precedente di molti secoli la nascita di Gesù (che non si sa neppure con precisione né quando né dove avvenne, ma insomma basta che sia avvenuta).
Prima si festeggiava il solstizio d'inverno, cioè il giorno in cui il sole, dopo essere sceso inesorabilmente sempre più basso sull'orizzonte, tornava a salire dando speranza nel ritorno della primavera, poi si è festeggiata la natività (del Figlio di Dio).
Come scrisse Isaac Asimov con intraducibile gioco di parole, dal far festa per la rinascita del Sun, si è passati a farla per la nascita del Son.

Dunque, augurare a qualcuno un giorno buono, e uno solo, è quasi una maledizione: che me ne faccio di un solo giorno buono? Chi mi augura un solo giorno buono, mi vuole male. O, come minimo, non si è sprecato. Allora, meglio dire: auguri di Buone Feste, almeno le Feste sono quindicigiorni e uno può passare un Natale un po' così così ma un buon Santo Stefano e un Buon Capodanno. Però, la cosa migliore in assoluto è augurare Felice Anno Nuovo. Così, si augurano 365 giorni di felicità, Natale compreso. Ecco, questo mi sembra l'augurio più logico.

Uno si sente sempre obbligato a essere buono e felice. Quando è in ritardo a un appuntamento, tutti attendono che arrivi Natale. Se gli comprano in regalo, anche se è ferragosto, devono fare un regalo per Natale. E se va in vacanza, sono le vacanze di Natale pure d'estate. Se invita qualcuno a pranzo a casa sua, tutti si aspettano sempre il pranzo di Natale. Se ha un figlio che lo chiama babbo, e si maschera con la barba bianca e il cappello rosso, il pargolo lo riconosce subito perché gli dicono che arriva Babbo Natale. Non parliamo poi sui doppi sensi erotici sulle palle di Natale (che qualcuno inevitabilmente gli romperà). Se si chiama Bianco di cognome, sarebbe come se una ragazza figlia dello storico Augusto Camera si chiamasse Daria. Se ha degli amici musulmani o ebrei, non andranno mai al suo compleanno perché quelli non festeggiano il Natale. Non conosco nessun Natale, ma in compenso almeno tre Pasquali. A proposito, dovevano essere davvero spiritosi i genitori del regista Pasquale Festa Campanile. Con un doppio cognome del genere, dovevano proprio chiamarlo in quel modo?
