
Il lettore in questione, Roberto, scriveva testualmente: "penso che questa storia delle severe associazioni che vi censurano sia una sonora balla, altrimenti queste associazioni dovrebbero censurare tutto: pubblicità, film, videogiochi, manifesti, ecc. Penso che ci sia a monte l'autocensura volontaria dell'editore, il quale non vuole sigarette per Tex e allora niente sigarette altro che associazioni di consumatori! Le quali - al massimo - potrebbero esprimersi senza per questo obbligarvi a nulla! (...) Lasciamo perdere i genitori timorosi che c'entrano ben poco in questa linea editoriale". Evidentemente Roberto non sa nulla dell'esposto del Codacons e del vespaio che suscitò pochi anni fa, non sa nulla del processo agli autori dell' Intrepido quasi contemporaneo, non sa nulla dei sequestri dei capolavori di Miguel Angel Martin nella sede della Casa editrice Topolin che li pubblicava in Italia e soprattutto non sa nulla del signor Emilio. Cercherò di raccontargli quest'ultimo caso, avendo già trattato del primo e promettendo di riferire prima o poi anche del secondo e del terzo.

Subito dopo la storia si sposta nella giungla dello Yucatan, dove sorge una città misteriosa popolata dai discendenti degli antichi aztechi, i quali proseguono a praticare gli usi e i costumi dei loro avi. Assistiamo perciò a un sacrificio umano. Sottolineo: uno (mentre si sa che le usanze azteche prevedevano sacrifici di massa, con migliaia di vittime immolate). Quel che si vede è un disgraziato posto su un altare, un sacerdote che abbassa un coltello colpendo fuori campo, la mano del sacerdote che stringe qualcosa che non si distingue fra le sue dita (è un cuore umano, ma lo si intuisce senza vederlo), lo stesso sacerdote che getta quel qualcosa (che si continua a non vedere) dentro la bocca di un idolo. Quindi, il cadavere viene fatto rotolare giù per la gradinata di un tempio. Fine della scena.



Riporto quello che venne scritto in quella rubrica:"Cari amici, un affezionato lettore, che segue Zagor dal lontano 1970, e che, quindi, può essere considerato un profondo conoscitore della saga, mi ha scritto alcune settimane fa, manifestandomi una sua civile, ma decisissima protesta. Ovviamente, a stretto giro di posta, ho già avuto modo di giustificarmi con la persona di cui sto parlando, che qui chiamerò semplicemente Emilio per rispetto della privacy; l'argomento, però, mi sembra talmente interessante per tutti che ritengo opportuno affrontarlo anche in questa sede. Per dirla in poche parole, il nostro amico ha ritenuto che due sequenze apparse nelle ultime pagine dell'albo uscito a gennaio 2005 fossero tanto impressionanti da rappresentare una riprovevole e gravissima novità all'interno della serie. Le sequenze in questione mostrano prima un cruento interrogatorio degno dei più classici spaghetti-western, poi una di quelle famose cerimonie sacrificali durante le quali i sacerdoti aztechi squarciavano il petto della vittima prescelta. Antiche pitture, film, documentari ci propongono assai frequentemente la medesima scena che, proprio qui accant


Non solo: quel che io ho mostrato nella scena ambientata sul tempio della città nascosta non è qualcosa che io ho partorito perché ho la mente perversa e deviata, ma è la ricostruzione, peraltro molto edulcorata, di un rito che davvero veniva eseguito dagli aztechi. Nel mio racconto, insomma, non parlo di un serial killer che uccide strappando i cuori (e faccio notare che di serial killer che uccidono nei modi più truculenti sono pieni libri, film e fumetti) ma si mostra, semplicemente, e nel modo più documentario e aderente alla realtà possibile su Zagor, un sacrificio rituale azteco. Anzi, lo si mostra censurando gran parte della realtà che su Zagor non si può mostrare, perché, come ho già detto, i sacrifici aztechi non prevedevano l'immolazione di un singolo ma di decine o centinaia o migliaia di prigionieri (e noi abbiamo evitato di mostrare sia i sacrifici di massa, sia le successive mutilazioni dei cadaveri). Dunque, se a qualcuno può sembrare gratuita la violenza "inventata" che si potrebbe inventare diversamente, non altrettanto si può dire della violenza "didascalica" che si limita a raffigurare riti veramente praticati nell'antichità. Altrimenti sarebbe come dire che in un fumetto sull'Antica Roma non si dovrebbero vedere i leoni nel Colosseo per timore i turbare i bambini.


Ma anche ne "L'ultimo dei Mohicani" di Michael Mann con Daniel Day Lewis. In una scena molto famosa, che non mi risulta sua stata vietata ai minori, Magua estirpa il cuore dal petto dell'ufficiale inglese Heyward, mentre questi è ancora vivo e lo mangia, compiendo così una sua vendetta. E che dire di "Apocalypto" di Mel Gibson? Non ha mai visto l' "Ultimo dei Mohicani", signor Emilio? O ha scritto anche a Michael Mann? E nel caso, che cosa gli ha risposto? Ha avuto lo stesso fair play e la stessa cortesia di Sergio Bonelli?
Non vedo come un sacrificio azteco descritto in modo quasi didascalico possa essere un esempio di condotta negativo. Il Sacerdote che ha compiuto quel rito è un personaggio negativo. I personaggi negativi fanno cose negative. Se i buoni non avessero dei personaggi negativi contro cui combattere non sarebbero buoni. Dunque l'esempio di condotta per un eventuale bambino che leggesse Zagor sarà quello dei buoni che combattono i cattivi. Ai bambini si racconta la favola di Biancaneve, dove c'è la regina cattiva che chiede a un cacciatore di portare Biancaneve nel bosco, ucciderla e strapparle il cuore per portarglielo a far vedere. Mi pare chiaro che la regina non è un esempio da seguire. Pur rispettando le idee del signor Emilio (e di quelli che la pensano come lui) credo che in un fumetto come Zagor (dove vengono descritte ambientazioni avventurose, con scene di lotta, guerre, duelli, e dove si rappresentano usi e costumi di civiltà e popoli primitivi) ci debba essere, per forza di cose, rappresentata qualche scena cruenta.Inoltre, Zagor non è comunque un fumetto per bambini, le scene cruente e impressionanti che contiene sono la minima parte di quelle contenute in altre testate e i bambini di oggi vedono sicuramente più violenza nei cartoni animati giapponesi e nei videogiochi.
A rappresentare i commenti della maggior parte dei lettori in seguito alla lettera del signor Emilio, ecco che cosa ha scritto Devilmax in un dibattuto sul forum SCLS: "Il signor Emilio, secondo me, ha espresso una critica eccessiva (ma che io, comunque, rispetto) alle due, ormai famose, sequenze dell'albo di Gennaio. Eccessiva perché. Nella sequenza in cui Velasquez e il suo scagnozzo interrogano il messicano, c'è un ordinario pestaggio (tra l'altro, con tre soli pugni), non ci viene nemmeno mostrata la testa del messicano colpita dal proiettile (vediamo solo Velasquez che spara), e il suo cadavere in fiamme che si vede alla fine, non è che uno degli innumerevoli cadaveri bruciati di cui la saga di Zagor è piena (basti solo pensare alla cover dell'albo 'Il genio del crimine', anno 1986). Insomma, a ben vedere, niente di nuovo!
Nella sequenza del sacrificio azteco, non ci viene mostrata l'immagine in cui il pugnale del sacerdote trafigge il petto della vittima (infatti, si vede solo il sacerdote che vibra il colpo), nè quella dell'estrazione vera e propria del cuore. E' vero che si vede il cuore nella mano del sacerdote e poi il cadavere del malcapitato buttato giù per la scalinata della piramide, ma, cavolo!, qualcosa Burattini doveva pur mostrarla, no? Altrimenti, che razza di sacrificio sarebbe stato!
In conclusione, spero anch'io, come voi, che le lamentele del lettore Emilio o di altri zagoriani, non spingano Bonelli a censurare in futuro le scene di violenza, perché ciò significherebbe falsare un fumetto, come quello avventuroso (di cui Zagor è uno splendido esempio), nel quale la violenza appunto (sia essa a fin di bene o a fini malvagi) è un ingrediente essenziale".


Nella sequenza del sacrificio azteco, non ci viene mostrata l'immagine in cui il pugnale del sacerdote trafigge il petto della vittima (infatti, si vede solo il sacerdote che vibra il colpo), nè quella dell'estrazione vera e propria del cuore. E' vero che si vede il cuore nella mano del sacerdote e poi il cadavere del malcapitato buttato giù per la scalinata della piramide, ma, cavolo!, qualcosa Burattini doveva pur mostrarla, no? Altrimenti, che razza di sacrificio sarebbe stato!
In conclusione, spero anch'io, come voi, che le lamentele del lettore Emilio o di altri zagoriani, non spingano Bonelli a censurare in futuro le scene di violenza, perché ciò significherebbe falsare un fumetto, come quello avventuroso (di cui Zagor è uno splendido esempio), nel quale la violenza appunto (sia essa a fin di bene o a fini malvagi) è un ingrediente essenziale".