Da mercoledì 20 maggio è in edicola la quarta raccolta della serie "I racconti di Darkwood". Se ben ricordate, la prima antologia, apparsa nel settembre 2017 con il Maxi Zagor n.31, vedeva le storie brevi incastonate in una "cornice" avventurosa, illustrata dal veterano Raffaele Della Monica, che era chiamata a presentarle. Con la seconda silloge, nel gennaio del 2019 ("Brividi da Altrove", Maxi n.35), invece, la "cornice" dedicata alla figura di Edgar Allan Poe, incaricato di presentare quell'albo, era piuttosto ridotta, per poter introdurre un episodio in più. Abbiamo, dunque, voluto sperimentare due diverse formule, che potremmo definire "a cornice lunga" e "a cornice breve". "I racconti di Darkwood" del settembre dello scorso anno, "I tamburi della foresta", sono stati di nuovo "a cornice lunga". Facile immaginare, dunque, che stavolta tocchi a quella "breve". Breve, ma non per questo poco interessante: anzi!

Come al solito, ai testi e ai disegni si alterneranno autori ospiti e firme abituali dell'universo zagoriano. Tra i primi, salutiamo l'esordio di Bruno Enna e di Stefano Fantelli alle sceneggiature: Enna è stato ideatore della serie Saguaro (e di molti incubi di Dylan Dog), Stefano è noto soprattutto per la splatterosa "Cannibal Family" delle Edizioni Inkiostro. Esordienti su Zagor sono anche i disegnatori Luigi Coppola (Martin Mystère) e Cristiano Spadavecchia (Morgan Lost). Possiamo invece considerare vecchie conoscenze Oskar ed Emanuele Barison fra gli illustratori, come Luca Barbieri e Antonio Zamberletti tra gli scrittori, mentre sicuramente veterani sono da ritenere Alessandro Chiarolla e Walter Venturi per la parte grafica. Stefano Voltolini è stato confermato nel ruolo di illustratore della "cornice", a tutti gli effetti una settima storia a sé stante all'interno dell'antologia.

Sono sempre molto soddisfatto quando una delle antologie de "I racconti di Darkwood" arriva in edicola, sia perché ricevo molti segni di apprezzamento dai lettori, ma anche perché riuscire a realizzare un volume di 286 tavole mettendo insieme una squadra di una quindicina di autori è davvero complicato - ma anche entusiasmante.