venerdì 27 aprile 2018

UNA ROTONDA SUL MONTE




Ho finalmente completato la mia collezione di regioni d'Italia: mi mancava soltanto la Basilicata e venerdì 13 aprile (evidentemente il venerdì 13 non è necessariamente iellato) sono giunto a Rotonda, in provincia di Potenza, proprio in Lucania, nel cuore del Parco del Pollino. 
L'occasione me l'ha offerta l'invito (che ho subito accettato con entusiasmo) dell'Associazione Culturale "Arti Visive", guidata da Silvestro Maradei, che è anche a capo di una compagnia teatrale di bravissimi attori amatoriali (con la fortuna di avere a disposizione un gran bel teatro), i quali hanno di recente messo in scena con successo la mia commedia "Il vedovo allegro". Ma non è in veste di commediografo che sono stato invitato, bensì in quelle di fumettista e di scrittore. 
Silvestro Maradei e i suoi amici e collaboratori hanno infatti organizzato "Una giornata con Moreno Burattini", svoltasi sabato 14 aprile con tre appuntamenti che mi hanno riguardato. Il primo in mattinata quando ho parlato a oltre cento ragazzi delle scuole di Rotonda e dintorni del linguaggio del fumetto, di come si realizza, della sua storia. Poi, nel pomeriggio, in un pub della cittadina (il Pub Capocaccia) attrezzato per le conferenze, ho presentato i miei libri mettendo in scena una sorta di piccolo spettacolo di cabaret basato sui miei "Utili sputi di riflessione" e sulle mie "Facezie" (le risate non sono mancate). Sia durante il primo che il secondo evento sono stato intervistato da giornalisti e inviati dei TG regionali. 
Infine, dopocena, ho assistito alla commedia "Uomini sull'orlo di una crisi di nervi" allestita, come ogni anno, dalla Compagnia del Piccolo Teatro di Terracina nell'ambito del Festival del Teatro Amatoriale di Rotonda. Strepitosi, anche in questo caso, gli attori.
Sono ripartito domenica 15, non prima di aver fatto un giro (accompagnato da una guida d'eccezione, uno dei forestali del Parco) tra i monti del Pollino; e aver visitato il museo di storia naturale in cui si conservano fossili straordinari ritrovati sul luogo. Durante il soggiorno, inoltre, sono stato costantemente coccolato dagli attori del "Vedovo Allegro" che mi hanno scarrozzato, fatto assaggiare le delizie della cucina locale, presentato al sindaco, lasciato riposare: tutto quel che un ospite può desiderare. Le foto che seguono documentano il mio soggiorno in Lucania, dove prometto di tornare al più presto. Grazie a tutti gli amici che ho lasciato laggiù.

Cliccando su questo link si dovrebbe accedere a un servizio del TG3 della Basilicata

Il teatro Selene di Rotonda affollato di ragazzi delle scuole



Rotonda (PZ), sabato 14 aprile 2018




Lezione di storia del fumetto



Moreno Burattini one man show



Un momento della lezione


Lo schermo della regia



L'intervista del TG3


Anche Ken Parker fra gli argomenti trattati




Subito dopo la lezione


Foto e interviste


Il Pub Capocaccia


Si presentano Sputi e Facezie





Mi hanno messo al muro

Un pubblico da intrattenere

Un fossile di un trilobite del museo di storia naturale di Rotonda

La ricostruzione (in scala 1:2)  di uno degli elefanti preistorici i cui resti sono stati ritrovati a Rotonda


I libri di Moreno Burattini

A cena nel Pub Capocaccia

I bravi attori che hanno messo in scena la mia commedia "Il vedovo allegro"

Un "aaayyhhaaaak" monti del Pollino






venerdì 20 aprile 2018

CHIEDO ASILO




Un articolo pubblicato su questo blog il 5 gennaio 2018 e intitolato "Un lettore in cattedra" raccontava l'esperienza di un appassionato zagoriano, Pietro Signorelli (uno che nella vita ha comunque una sua ben avviata professione e tanto altro da fare), invitato a parlare di Zagor, in qualità di fan del personaggio informato sui fatti e abile comunque nell'imbastirci dei discorsi sopra, in una scuola elementare di Roma. La scuola, beninteso, è quella dove insegna la "maestra a fumetti" Anna Teresa Fiori, da anni impegnata a impostare le sue attività didattiche sfruttando il potenziale comunicativo dei comics, e in particolare facendo produrre ai bambini a lei affidati dei sempre più approfonditi elaborati su Topolino e su Zagor. 

Leggere dell'esperimento del "lettore in cattedra" è piaciuto a un'altra insegnante, questa volta della scuola dell'infanzia, Stefania Malvaso, maestra d'asilo a Genova. Va detto che Stefania è a sua volta una lettrice di Zagor e con all'attivo l'organizzazione di un incontro dei bambini della sua classe con il sottoscritto. Così, Pietro Signiorelli è stato invitato, dopo Roma, anche a Genova. Ed è passato dalle elementari, all'asilo. Avendo fatto anch'io l'esperienza di una vivace interazione con i bimbi più piccoli non mi sono meravigliato quando il "lettore in cattedra" mi ha inviato il resoconto di quanto è avvenuto, corredato da alcune foto. A rendere possibile il viaggio di Pietro ha provveduto l'organizzazione garantita da un altro zagoriano DOC, il ligure Andrea Cipollone (a cui si deve l'intitolazione al nome di Gallieno Ferri della sala principale della biblioteca comunale di Varazze, in provincia di Savona). Potete vedere Pietro con Andrea, Stefania e la madre di quest'ultima (ottima cuoca, mi si dice) nella foto sottostante. 

Nel frattempo, però, sono tornato a mia volta a Roma in occasione della recente edizione di Cartoomics e ne ho approfittato per far visita ai bambini della maestra Fiori, nella scuola elementare della Giustiniana: oltre a conoscere i nuovi allievi (una seconda classe, di un ciclo scolastico successivo a quello delle mie precedenti due visite) è stato organizzata una mia "lezione" nel teatro della scuola, con tanto di immagini proiettate, in cui ho parlato della storia e del linguaggio del fumetto a cento allievi di varie età, tutti attentissimi e, a quanto mi è stato detto, rimasti molto impressionanti dall'incontro. Qui di seguito troverete dunque il resoconto di Pietro Signorelli sulla sua esperienza all'asilo genovese, e qualche foto della mia visita alla scuola di Roma.



UN LETTORE IN CATTEDRA 2
di Pietro Signorelli

Amici zagoriani (della serie “rubo” l’incipt della rubrica i tamburi di Darkwood gestita da Moreno) dopo l’incontro di Roma con i bambini della maestra a fumetti Anna Teresa Fiori della seconda elementare, si è pensato bene di organizzare un secondo incontro con una altra maestra, la valente zagoriana Stefania Malvaso, amica di raduni e brava disegnatrice, che accudisce con pazienza e amore i bambini della scuola dell’infanzia Voltri 2, una serie di fantastiche piccole pesti desiderose solo di scatenare il loro entusiasmo. Esiste un filo conduttore occulto e nascosto ma anche affascinante nelle cose della vita, Moreno si è già recato in questa scuola genovese a tenere una delle sue divertenti “lezioni” (meglio dire feste) zagoriane e di fumetto, e guarda caso il 6 aprile il noster semper noster ha tenuto un incontro presso la scuola romana di Anna Teresa Fiori suscitando gioia e ammirazione tra i bimbi. Ora il 9 e 10 aprile il sottoscritto (che non è assolutamente PR della Sergio Bonelli Editore ma solo un appassionato lettore di lungo corso e non ha nessun titolo ufficiale della SBE, è solo in contatto con Moreno e la redazione per informali di questi incontri) si reca presso l’amica Stefania in due uggiose giornate a tenere una nuova festa zagoriana supportato dalla stessa maestra e dalle colleghe. I dubbi e i timori di questo incontro, penserete con logica voi 25 lettori (no, siete molti di più, Manzoni era pessimista) oramai dopo Roma avrebbero dovuti essere fugati, si è pronti e preparati. Toglietevi dalla mente questa idea, il bello di organizzare incontri con i bambini è che nulla delle linee di organizzazione che tu decidi potranno essere rispettate. Sai che parti con qualcosa ma non sai dove vai a finire, è l’elogio dello stupore ed entusiasmo che hanno i piccoli verso qualcosa che li affascina, e il loro ringraziamento sta nel diventare un onda d’urto di entusiasmo contagioso, con abbracci di ringraziamento e mille domande che non ti aspetti e che potrebbero diventare un insidia anche per lo zagoriano più scafato. 
In queste cose c’è però sempre una certezza : il Going Going! Questo strano papero/canguro inventato da Nolitta per fare da contraltare alla fame di Cico rubando vivande e ogni cosa, strega i bambini per la sua semplicità, il suo essere totalitario nel suo placido esistere di onnivoro di ogni cosa anche al di fuori dell’alimentare. Su di lui si sono accavallate domande di ogni tipo, su cosa mangiasse e ne venivano impauriti se dovesse arrivare a casa loro a mangiare i loro giochi elettronici o meno (Marcello Mangiantini che ringraziamo vivamente ha realizzato per l’occasione un disegno del GG che ha fatto bella mostra all’ingresso). Ma mentre il Going Going sapevo fosse una tale “superstar” (anche perché veniva imitato con salti e rumori) non mi aspettavo che di superstar ce ne fosse un'altra, Mike Gordon ovvero Supermike, che dopo più di trent’anni dovrebbe tornare in scena entro la fine del decennio e che ha suscitato nei bambini clamore ed entusiasmo mentre ne veniva spiegata la natura e capacità totalitaria (pure che sapesse cucire a maglia). Probabilmente vedere un nemico di Zagor che praticamente ne è il contraltare cattivo (un villain ma non proprio fino in fondo, non sadico e crudele) e sentire il racconto delle famosissime 7 prove in una maniera “sportiva” di gara ha acceso in loro l’istinto di essere sempre qualcosa avanti mettendosi in gioco per dimostrarsi. Appena è stato fatto il racconto di Mike subito si sono messi a disegnare con impegno lasciando la classe dove si svolgeva l’incontro in un silenzio quasi irreale dopo che l’ambiente era stato riempito di rumori di gioia al limite del frastuono, hanno illustrato Mike e Patrick insieme in lotta o meno, a loro modo, e ne hanno immaginato situazioni che ci hanno decisamente lasciato di stucco (la prova del sollevamento massi ha fatto la parte del leone). Una progressione davvero incredibile che man mano coinvolgeva tutti e che faceva perdere la voce al sottoscritto, un minimum e un maximum che erano icona dello “zenith” dell’incontro. 

Era bello vederli cercare approvazione nel loro disegno, cercare conforto di avere dimostrato affetto e rispetto che ripagavo puntualmente con un faticoso salto del going going dei bimbi verso l’alto. Queste cose per me e per Stefania sono diventate un motivo di gioia e soddisfazione perché oltre che aumentare la nostra forza di zagoriani ci ha aiutati nell’essere vicini ai bambini con quello che ci piace e ci fa respirare nel Calindriano logorio della vita moderna, tra l’arrivo di uno scienziato pazzo e quello di un postino giocoso e furbacchione. Già, Drunky Duck, ogni volta che mi avvicinavo a un bimbo per raccontargli del portalettere amico scherzoso urlavo “Postaaaaa!” con quel poco di voce rimastami e i bimbi subito si sono immedesimati. Come vedete Zagor ha raggiunto i cuori non solo di chi ha più di 40 anni o dei rari figli che proseguono le letture dei padri, ma raggiunge se veicolato nel giusto modo anche i più giovani e teneri animi pronti ad accogliere con stupore le gesta di un eroe di 57 anni ma sempre agile e scattante contro il male e la malvagità, una chiave di lettura che diventa insegnamento per avvicinare i bimbi a dedicarsi alle nostre amate nuvole parlanti in generale. Poi mano a mano che le mamme o i papà venivano ala scuola a prendere i loro figli non mancavano ringraziamenti, segni di gioia per l’iniziativa e saluti dei bambini che chiedevano un arrivederci e non un addio, ai loro occhi con le mie magliette “scure style” non potevo non essere l’eroe tutto di un pezzo e dovevo chiudere il moto di commozione in un sorriso. Chiudo il racconto per non abusare dell’ospitalità di Moreno che da quel ormai non vicinissimo giorno di gennaio del 2017 mi ha portato con calore e entusiasmo verso un mondo nuovo fatto di non solo letture solitarie in una camera a difendersi dal mondo cattivo che giudica e addita, ma a proporsi senza problemi perché da allora non so contare quante belle persone in più ho conosciuto insieme al mondo meraviglioso delle maestre zagoriane e dei loro bambini.
Ringrazio la maestra Stefania piena di attenzioni, suo marito Nuccio, persona splendida e gentile a cui debbo più di un ringraziamento per la disponibilità, la madre di lei che ci ha preparato una cena superlativa, per come mi hanno accolto accudendomi in ogni modo, un ringraziamento anche alla parrocchia e Don Paolo Benevenuto per l’accoglienza notturna in canonica, e ultimo e non ultimo il gruppo facebook “Zagor lo spirito con la scure” che ha sempre tifato e aiutato in solido a formare al meglio queste occasioni, il mio compare Andrea Cipollone e l’altro admin Pietro Paolo Pollio in attesa di poter fare una trasferta zagoriana nel suo Sud. Come si può chiudere questo pezzo che spero non abbia perso per strada i suoi 25 lettori ? Ma in un umico solo modo : aahyakkk!



Fumetti in classe (Scuola Elementare La Giiustiniana a Roma, aprile 2018)

Moreno Burattini nel teatro della Scuola Elementare romana davanti a cento allievi, aprile 2018.



Disegni per tutti!


I commenti dei bambini dopo l'incontro


Il giornalino scolastico dell'Allegra Combriccola della maestra Fiori



Ricevuto così in stazione a La Giustiniana (Roma)





martedì 10 aprile 2018

QUELLI CHE TUTTO SANNO




Una delle frasi più antipatiche da dire e da sentire dire, per quanto capisca che a volte possa sfuggire di bocca, è “Sergio Bonelli non l’avrebbe mai fatto”.
La si sente pronunciare talvolta da chi non approva questa o quella scelta della Casa editrice che porta il suo nome.
Ora, è nell'ordine naturale delle cose che si possa non essere d'accordo sulle scelte di qualcuno.  Però Sergio non è più tra noi dal settembre del 2011 e nessuno può pretendere di sapere che cosa farebbe o non farebbe se fosse vivo, e comunque arrogarsi il diritto di rappresentarlo.
I tempi in cui viviamo sono molto diversi da quelli di quando c’era lui.
Le decisioni e gli indirizzi presi da Sergio durante gli anni in cui era al timone si basavano sulla situazione esistente in quel periodo. Una situazione che, per esempio, poteva permettergli di comportarsi da "editore puro" (impegnato solo in campo editoriale), di non vendere pagine di pubblicità sui suoi albi, di occuparsi unicamente (o quasi) dell'edicola lasciando ad altri i volumi da libreria, e così via.
Oggi, come soltanto i ciechi o quelli in malafede possono non vedere, queste strade non sono più percorribili. Tempo diversi impongono scelte diverse.
Se poi non si capisce o non ci si rende conto di quanta differenza ci sia, a maggior ragione si farebbe meglio a non pronunciarsi.
Nella vita di tutti noi è capitato di dire, riguardo a qualcosa, "non lo farò mai" e poi ci siamo trovati a farlo; oppure di ammettere "una volta non l'avrei mai fatto, e invece oggi lo faccio". Ma anche: "non lo rifarei". 
Peraltro, non è neppure vero che Bonelli in vita sua abbia sempre tenuto un percorso in linea retta senza deviarne mai. Sergio era aperto alla sperimentazione (ha inventato “Un uomo e un’avventura” e le miniserie, per esempio). A volte diceva a lungo dei “no” categorici (“non faremo mai lo Zagorone”, “non faremo mai un team up”, “non tornerà mai Mefisto”) e poi il mutare dei tempi e dei pareri lo convinceva a trasformare quei “no” in “sì”.
E davvero "quelli che tutto sanno" (bravissimi a pontificare e a fare gli editori con le Case editrici degli altri) avrebbero saputo sempre prevedere le scelte di Bonelli? Di recente "lui non l'avrebbe mai fatto" l'ho sentito dire riguardo dell'albetto con Jovanotti. Poniamo il caso che nel 1996 agli interpreti del pensiero bonelliano fosse stato chiesto: "Sergio accetterebbe mai di realizzare una storia di Tex in cui Aquila della Notte incontra un personaggio umoristico disegnato come un uccello da cartone animato, con cui si mette a fare conversazione?". La risposta più probabile sarebbe stata: "no!". Eppure ecco che nel 1997 esce sulla rivista "Dodo" la tavola che vedete in apertura, non soltanto autorizzata ma addirittura sceneggiata da Nolitta.
Quindi: critichiamo pure quel che non ci piace, ma aggiungendo: "secondo me". Senza pretendere di sapere che cosa avrebbe fatto oggi qualcuno che non c'è più.



 

domenica 1 aprile 2018

FORTUNATAMENTE PLURALE


Melius abundare quam deficere, recita un motto latino (peraltro di origine incerta, segno che appartiene alla saggezza popolare: del resto è una sorta di sentenza di Lapalisse).  Per parlare come si mangia, meglio troppo che poco. Meglio l'abbondanza che la scarsità. Il fandom zagoriano è, fortunatamente, plurale. Gli appassionati, grazie a Kiki Manito, sono numerosi al punto da potersi dividere in più gruppi. Ci sono vari gruppi su Facebook, e diversi forum in Italia e all'estero. 

In particolare, per anzianità di servizio e ricchezza di iniziative, si distinguono i forum SCLS e ZTN. Personalmente sono ben contento che i forum siano più di uno: significa una offerta maggiore a disposizione degli appassionati, visto che i due gruppi hanno caratteristiche diverse. I lettori interessati a discutere o a ricevere informazioni e anticipazioni, così come a partecipare a raduni o a collaborare a iniziative, possono trovare quello che cercano con offerta di possibilità molto ricca. Del resto, se a Milano o a Roma ci sono due squadre di calcio che si dividono le tifoserie, perché non dovrebbe poter accadere lo stesso nel fandom zagoriano? Più squadre giocano, più spettacolo c'è. Ovviamente il paragone calcistico sottintende una certa rivalità. Anche in questo caso, ben venga finché la concorrenza si rivela un utile stimolo all'attività e alle iniziative. Dal mio punto di vista, il fervore dei forum è più che positivo. Da sempre cerco perciò di favorirlo. Collaboro con gli animatori dell'uno e dell'altro gruppo, di cui sono diventato sincero amico. Così, realizzo video per la Zagor TV (collegata con ZTN) e nello stesso tempo scrivo un articolo che mi viene chiesto da SCLS Magazine; segnalo ne "I tamburi di Darkwood" quel che si inventano gli uni e gli altri; partecipo volentieri ai raduni e le pizzate di chiunque mi inviti (se posso, beninteso), e via dicendo. Ci tengo molto a questa mia trasversalità bipartisan ed ecco perché a volte mi indispettisco se qualcuno la mette in dubbio. 

Mi auguro che l'entusiasmo dei forumisti non venga mai meno: è una delle felici caratteristiche della zagorianità che ci è invidiata da tutti. A proposito, "Zagorianità" è proprio il titolo di una bella rivista di area ZTN, cugina del già citato SCLS Magazine: in pratica noi dello Spirito con la Scure possiamo contare su due testate di argomento darkwoodiano. Melius abundare, appunto. Dato che ne stiamo parlando, ecco qui di seguito le copertine dei due ultimi numeri, con le indicazioni per riceverli.




Il nuovo numero 8 di Zagorianità, rivista di cronaca, approfondimento e studio del mondo di Zagor, a cura del forum ZTN (www.zagortenay.forumattivo.it) esce ad aprile 

La rivista si compone di 142 pagine in bianco e nero in formato 17 x 24. L'ottava uscita si intitola "Alla fiera del retcon", e dietro una copertina di Mauro Laurenti presenta degli approfondimenti sulla tematica dei ritorni dei nemici ricorrenti di Zagor, anticipazioni sulla serie, interviste ad alcuni autori, in particolare ad Alfredo Castelli. 

Per richiedere e acquistare la rivista, contattate la redazione della rivista al numero whatsapp 329-3041924 o all'email : zagorianit@libero.it.




Il sedicesimo, ponderoso numero di SCLS Magazine presenta invece una intervista a Massimo Pesce (autore anche della copertina), un dossier su "Cico a spasso nel tempo", un articolo su Shyer e uno su "I racconti di Darkwood".

Per poterlo acquistare potete scrivere a info@sclsmagazine.it o telefonare ai numeri 328-4920420 (Francesco) o 348-7681641 (Stefano).


sabato 31 marzo 2018

COME MAI





A volte mi chiedono perché mi picco di rispondere a certi commenti che leggo in Rete, invece di lasciar correre. Il consiglio che mi si dà è, di solito, quello di non mettersi a discutere con i  detrattori, gli haters, i leoni da tastiera e insomma chi si arroga il diritto di insultare o di commentare a vanvera. Fermo restando che cerco di leggere il meno possibile di quel che si scrive su forum e gruppi di discussione, appunto per non passare la giornata a puntualizzare o polemizzare, dando per scontato che in ogni caso, come sa bene chi mi conosce, sono una persona accomodante, poco o punto permalosa, solitamente sorridente, ci sono certe occasioni, certi interlocutori, certe accuse che costringono a una qualche reazione. Perché insomma chi la fa l'aspetti, e se scrivi una cattiveria, una falsità, un' ingiustizia o una stupidaggine è nell'ordine delle cose che una risposta possa pure giungerti e che una volta tanto non ti sia consentito passarla liscia. Non sta scritto da nessuna parte che un autore debba star lì a fare da pupazzo del tiro al bersaglio senza tirare pure lui qualche colpo ben assestato.
Ecco perciò l'ultimo caso.  Dopodiché valuterete voi.

I fatti sono questi. Esistono in Italia due attivissimi forum zagoriani, chiamati (in ordine di apparizione oltre che alfabetico) SCLS e ZTN. Per quanto mi riguarda sono lieto che esistano e che creino interesse in Rete e nella real life verso lo Spirito con la Scure. Sono gruppi dalle caratteristiche diverse che danno vita a una vasta gamma di iniziative, che vanno dalla Zagor TV alla pubblicazione di libri, passando ovviamente per incontri e raduni (a cui partecipo ogni volta che vengo invitato e che posso andare, indipendentemente dagli organizzatori  con cui ho ottimi rapporti in un caso e nell'altro). Esistono addirittura due belle riviste, una per forum, chiamate "SCLS Magazine" e "Zagorianità". Ogni volta che queste testate escono, ne do notizia su "I tamburi di Darkwood" e sulla mia pagina FB e faccio in modo che se ne parli negli spazi ufficiali in Rete della Sergio Bonelli Editore.  Se mi vengono chiesti un articolo, una introduzione, una intervista, accetto di buon grado sempre e comunque. Se mi si domanda assistenza per fornire immagini  o notizie o per contattare quello o quell'altro autore, io provvedo. Tutto ciò non è la mia versione dei fatti, è la realtà delle cose che chiunque sappia come stanno (e lo sanno senz'altro gli amici dei due forum) può confermare. Nè questo mio atteggiamento si ferma ai forum: collaboro anche con i gruppi su Facebook o i siti di notizie o i blog che mi chiedono una mano.

Arriviamo al dunque: durante l'ultima edizione di Lucca Collezionando (24 e 25 marzo 2018) sono usciti ben tre libri dedicati a Zagor. Uno targato ZTN ("Quando i social non esistevano") e due targati SCLS ("Darkwood Monitor" e "I compagni d'avventura di Zagor 2"). Ci sono testi a mia firma a fare da introduzione ai primi due, dunque sul libro di ZTN e sul primo di SCLS. Questo perché mi è stato chiesto di fare da prefattore, e l'ho fatto con la stessa disponibilità in entrambi i casi.
Prima di Lucca Collezionando ho dato più volte comunicazione sulla mia pagina FB, e con il medesimo risalto, a tutti e tre i libri, anticipando che sarebbero usciti. Ho fatto in modo che ne parlasse il sito Bonelli, ho trasmesso la notizia ad altri come "Lo Spazio Bianco" e "Sbam!" perché ne parlasse. A Lucca, ho partecipato a due presentazioni: il sabato a quella di SCLS e la domenica a quella di ZTN. Sono stato in compagnia di chi c'era agli stand sia dell'uno che dell'altro forum, dedicando lo stesso tempo a entrambi.
Subito dopo Lucca, avevo tre recensioni da scrivere: quelle dei tre libri.
Come sa chi mi segue, recensisco tutto o quasi ciò che leggo: prima pubblico la recensione sulla pagina FB, poi sul mio blog "Utili sputi di riflessione".
Ebbene, occhio alle date.
Martedì 27 marzo, pubblico su FB una positivissima recensione di "Quando i social non esistevano", il libro di ZTN (con la dicitura in copertina che c'è una mia prefazione).



Venerdì 30 marzo, pubblico la stessa recensione sul mio blog:


Subito dopo segnalo la pubblicazione sul blog con un post su FB, così che chi avesse voluto avrebbe potuto andarla a leggere (faccio sempre così).
Ecco la schermata della segnalazione, apparsa alle 11.41.


A questo punto abbiamo tre post su FB dedicati a ZTN, contro ZERO dedicati a SCLS. 
Giunge dunque il momento di parlare anche dei libri di SCSL.
Pubblico quindi le due recensioni di "Darkwood Monitor" e di "I compagni di viaggio di Zagor 2". Nel momento in cui scrivo, nessuna di queste due recensioni è passata sul blog, per cui se proprio si vuol usare il bilancino per adesso ZTN può godere di TRE spazi contro DUE (dunque l'unico libro disponibile di ZTN ha avuto comunque più spazio dei due di SCLS).
E' ovvio che non c'è nessuna gara: io parlo di tutto, sono contento dei libri di tutti, e sono convinto che qualunque zagoriano faccia bene a procurarsi tutti i libri che parlino di Zagor, chiunque li faccia.
Ma eccoci al commento che mi avvelena la giornata.
Si dice il peccato e non il peccatore (e dei nomi dei detrattori non mi occupo).
Sotto una delle recensioni dei libri di SCLS, leggo:

"Come mai ZTN ha meno considerazione nelle vostre valutazioni?"

Sono cose che fanno cascare le braccia.
Alla luce dei fatti è vero l'esatto contrario. Si potrebbe dire che ZTN e SCLS pari sono (tutti e tre i loro libri sono stati recensiti), ma a ben guardare il libro di ZTN è stato recensito prima e la recensione è approdata anche nel mio blog, cosa che non è accaduta per i libri di SCLS.
Ora, probabilmente il commentatore è intervenuto essendosi perso tutti i precedenti, nulla sapendo delle altre recensioni, di com'era andata a Lucca Collezionando e del resto dell'ambaradan. Forse non si è accorto neppure dei miei sforzi per essere equidistante, ecumenico e amico di tutti (cosa che mi viene facile perché sono davvero amico di tutti). Ma allora perché voler per forza intervenire e dire una cattiveria? Se le cose non le sai, informati. Prima di parlare cerca di essere in grado di documentare ciò che dici. Il commentatore dà per certo che ZTN abbia "meno considerazione". Da che cosa lo desume? 
Mistero.

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Un aggiornamento sugli sviluppi. L'autore del commento, persona peraltro di buon cuore e solitamente più che ben disposta, ha chiesto scusa e ha cancellato quel che aveva scritto sulla mia pagina FB. Ha spiegato di essersi espresso male dando l'impressione di attribuire a me comportamenti non miei. Però è a me che si era rivolto, ospitato in un mio spazio, commentando la mia recensione a un libro SCLS e dando l'idea di contestate la mancata recensione di quello ZTN, cosa che, come sappiamo, invece era stata fatta. Si è creato un equivoco, il lettore voleva piuttosto contestare doppiopesismi che nulla c'entrano con le mie recensioni e riferibili a qualcosa che non dipende in alcun modo da me. Scuse accettate, amico come prima, più di prima. Mi scuso a mia volta se mi sono indispettito. Tuttavia l'episodio resta paradigmatico: troppo spesso si scrivono commenti e considerazioni senza riflettere abbastanza e senza basarsi su argomenti solidi o senza valutare bene meriti e responsabilità. In questo caso mi pare assodata la buona fede, in altri (la casistica è lunga) è evidente il contrario.










martedì 27 marzo 2018

IL CLICK SUL CLIT



Pochi giorni fa ho presentato il progetto "Fra le labbra" a Padova (in occasione di Be Comics) e a Lucca Collezionando e se avessimo avuto lì le copie in vendita sarebbero state esaurite in cinque minuti (può confermare chi c'era): grande interesse da parte del pubblico per la storia vera di Matteo Realdo Colombo, l'uomo che scoprì il clitoride, a cui io e Davide Perconti abbiamo dedicato un graphic novel erotico in via di realizzazione. Il "Mattino" di Padova ha dedicato alla faccenda addirittura un lungo articolo (lo vedete qui sotto).



Ne hanno parlato vari siti e blog, come Sbam!, lo Spazio BiancoDime Web, la pagina FB della Scuola Internazionale di Comics.
Ovviamente tutto è stato spiegato per filo e per segno anche qui su Freddo Cane In Questa Palude.

Ma per avere il volume bisogna prenotarlo o non verrà pubblicato! Il crowdfunding funziona così.  La prenotazione può andare dalla semplice copia digitale a quella brossurata, fino alla copia autografata con tanto di tavola originale di Perconti. Ma se non raggiungeremo nel breve volgere di alcune settimane un numero di prenotazioni sufficienti, niente da fare: "Fra le labbra" non uscirà. Lo so che non siamo abitati (io meno di voi) a cliccare su un link per fare prenotazioni di questo tipo, secondo un meccanismo che all'estero funziona benissimo, ma bisogna farlo. Ho suggerito alla Ingoal, che cura la raccolta fondi, di pubblicare una riproduzione de "L'origine del mondo" di Coubert, il famoso quadro esposto al museo d'Orsay di Parigi, e piazzare un tasto da cliccare nel punto giusto: forse così la cosa sarebbe più chiara.




Invece mi si dice che è meglio dare istruzioni scritte, cosa che mi accingo a fare. Ordinare una copia è semplicissimo: è sufficiente iscriversi (come lo è oggi per Amazon, Facebook e tante altre realtà virtuali) andando su Kickstarter a questo link: https://www.kickstarter.com/signup
Una volta registrati si può andare quindi sulla pagina di "Fra le labbra" (linkata qui sotto) e scegliere il reward, cioè la versione del volume, che si preferisce. Le varie opzioni dei rewards tra cui scegliere si trovano a destra sullo schermo del PC (o alla voce 'rewards' accedendo dallo smartphone).
Di seguito il link del progetto:


GUIDA AL SOSTEGNO DEL GRAPHIC NOVEL “FRA LE LABBRA”

La campagna di questo graphic novel è partita da pochi giorni sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter e durerà fino al 14 maggio. A differenza di altre piattaforme, Kickstarter ha un’unica regola che vale sia per i creatori che per i sostenitori, ovvero l’All or Nothing (Tutto o Niente). Ma che cosa significa? In pratica nel momento in cui il creatore decide quale sarà il suo goal, ovvero la cifra che ritiene necessaria per poter realizzare l’opera, non riceverà nessun contributo se la cifra indicata non verrà raggiunta entro il limite di tempo deciso per la durata della campagna. Questo significa che il sostenitore (backer) che decide di supportare il progetto, vedrà l’addebito sulla sua carta di credito solo ed esclusivamente nel caso in cui la cifra stabilita venga raggiunta o superata. 

Nel caso specifico di “Fra le labbra”, quando entrerete su Kickstarter nella pagina dedicata al progetto (vedi link in basso), troverete un filmato di presentazione del progetto, la descrizione dello stesso nel dettaglio e tutte le informazioni necessarie che riguardano la graphic novel. Se a quel punto troverete il progetto di vostro interesse e vorrete sostenerlo, quello che dovete fare è molto semplice: andate sui “pacchetti” disponibili posizionati a destra sullo schermo del pc (mentre sullo smartphone li troverete sotto alla voce “rewards”) e scegliete il reward (ricompensa) che preferite. Il primo, denominato BASIC, è costituito dalla graphic novel in versione PDF o eBook e il pledge (cioè il contributo richiesto) è di 5 euro. Il secondo reward, il SIMPLE, mette in offerta per 18 euro il volume con copertina flessibile; il terzo reward in cambio di 27 euro quello con la copertina rigida, il quarto la graphic novel autografata a 37 euro e via via a salire di prezzo, con proposte sempre più ricche che spesso hanno il sapore di qualcosa di assolutamente esclusivo, come la possibilità, visto che la graphic novel è ancora in via di realizzazione, di diventare protagonisti della storia!

Provateci, è più facile a farsi che a dirsi!





GUIDA GENERALE AL CROWDFUNDING

1. CHE COS’È IL CROWFUNDING?

Il crowdfunding (dall'inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o, in italiano, finanziamento collettivo, è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro per sostenere i progetti di persone e/o organizzazioni. È una pratica di microfinanziamento che mobilita persone e risorse. Oggi grazie alla diffusione su Internet di piattaforme specifiche come Kickstarter, Indiegogo, Ulule, giusto per citare le più famose, l'incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowdfunding sta conoscendo una vastissima diffusione.

2. TERMINI PRINCIPALI USATI NEL CROWDFUNDING.

a) Goal (obbiettivo). Si tratta della cifra che il creatore del progetto chiede per poter sviluppare e portare a termine il progetto stesso.

b) Backer (sostenitore). È la persona che sostiene un progetto con un pledge.

c) Pledge (offerta). Il pledge è il sostegno economico (variabile) che viene dato dal backer in cambio di un reward. 

d) Reward (ricompensa). È la ricompensa (variabile) che riceverà il backer per il suo sostegno al progetto. 

3. PER QUALE MOTIVO SEGUIRE IL CROWDFUNDING?

Seguire i progetti sulle piattaforme di crowdfunding è un’esperienza senza dubbio divertente e stimolante. Su queste piattaforme si trovano campagne su progetti di qualsiasi natura: design, tecnologia, moda, musica, cinema, teatro, editoria, fumetto e così via. I progetti proposti hanno sempre un carattere innovativo e, a loro modo, unico. Un esempio per tutti: avete mai pensato che pulire la lettiera del vostro gatto sia una cosa parecchio fastidiosa? Beh, andate a vedere questa soluzione: 

https://www.kickstarter.com/projects/luuup/luuup-litter-box-the-best-cat-litter-box-ever-made?ref=nav_search&result=project&term=LITTER%20CAT

Va detto inoltre che ognuno di noi può avere una buona idea e quindi imparare a conoscere questo particolare metodo di sostegno potrebbe farvi diventare – perché no? –  dei creatori a vostra volta.

4. PERCHÈ E COME SOSTENERE UNA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING?

Sostenere una campagna significa diventare parte di un progetto che un giorno potrebbe rivelarsi di grande successo e poter dire: “Se si è arrivati a questo incredibile risultato è stato anche grazie a me!”. Ma questo è solo uno dei tanti motivi per cui partecipare può essere interessante. Facciamo un esempio sulla campagna di un fumetto. Dopo essere entrato in una piattaforma di crowdfunding e aver scelto la categoria (comics, in questo caso) cercherò il prodotto che più si avvicina ai miei gusti, alla mia sensibilità eccetera e solo quando avrò trovato qualcosa che davvero mi piace potrò prendere in considerazione il fatto di sostenerlo. Ma non sarebbe la stessa cosa entrare in una fumetteria e cercare qualcosa con queste caratteristiche? La risposta è no, e questo semplicemente perché non riusciremo a trovarla. Come ha dichiarato in un’intervista il noto autore Luca Enoch, infatti, se io voglio produrre un fumetto davvero fuori da qualsiasi regola, difficilmente troverò un editore disposto a pubblicarmi, mentre attraverso questo metodo avrò la massima libertà di espressione. In sintesi, quindi, il backer (sostenitore) è qualcuno che cerca cose estremamente originali e di qualità molto alta. Va detto inoltre che tra i rewards (ricompense) avrò più di una scelta, e queste possono andare dal semplice fumetto in versione digitale al volume autografato, la possibilità di ricevere tavole originali legate al progetto, una copia esclusiva della sceneggiatura e così via.





domenica 18 marzo 2018

FRA LE LABBRA

L'erotismo suscita emozioni. Per questo ho sempre desiderato realizzare un fumetto erotico (senza pregiudizi verso la declinazione in chiave porno che di ogni storia del genere si può dare). L'occasione me l'ha offerta l'entusiasmo di Davide Perconti (apprezzato disegnatore di Legs e Nathan Never) verso un soggetto che gli ho fatto leggere, quella di una storia intitolata "Fra le labbra" che anni fa avevo pensato per la rivista Blue ma che poi non era mai arrivata in porto. Secondo Davide l'idea andava invece assolutamente trasformata in fumetto, nonostante la difficoltà di trovare editori disposti a scommetterci. Si tratta di raccontare, a modo nostro, la storia vera di Matteo Realdo Colombo, l'anatomista che, nel Cinquecento, per primo  descrisse la fisiologia del clitoride. Per questi suoi studi venne perseguitato, incarcerato e processato dall'Inquisizione. Anche se la vicenda ha aspetti drammatici (fortunatamente a parziale lieto fine), mi ha sempre incuriosito immaginare che tipo di esperimenti abbia fatto il dotto medico per giungere alle sue conclusioni, e chi fossero le sue cavie. La storia a fumetti mia e di Perconti gioca su questo aspetto (pur non trascurando gli altri). Per leggerla, però, bisogna sperare che il crowfunding da poco partito raggiunga il risultato sperato: io e Davide abbiamo deciso infatti di sperimentare questa forma di autopubblicazione, forti del supporto della Ingoal, una società nata appunto per offrire anche ai fumettisti italiani l'accesso a una forma di finanziamento che all'estero funziona in modo molto efficace.
Qui di seguito trovare tutti i link utili per capire meglio di che cosa si tratta e, se volete, prenotare la vostra copia. C'è anche un video che presenta l'opera, e vengono messe a vostra disposizione varie possibilità di scelta (edizioni in brossura, cartonata, digitale, firmata, eccetera). 
Della proposta si sono già interessati in tanti (fra cui alcuni docenti dell’Università di Padova, dove Matteo Realdo Colombo insegnò), segnalo a titolo di esempio questo articolo:
Non so se l'esperimento andrà a buon  fine, ma sono lieto di essere fra i primi italiani a provarci.
Matteo Realdo Colombo fu un anatomista e fisiologo cremonese, ma operante a Padova. Vissuto nel XVI secolo fu autore di un fondamentale manuale medico chiamato “De Re Anatomica”, uscito postumo nel 1559, l’anno della sua morte. Scoprì il funzionamento della circolazione del sangue, smentendo teorie aristoteliche e descrivendo per la prima volta in modo corretto il meccanismo dell'ossigenazione. Egli fu il primo medico a studiare il clitoride e a descriverlo come "L'organo che governa l'amore delle donne". Fu il primo a descriverlo in un trattato di anatomia, ma non il primo a individuarlo, visto che era già noto agli antichi egizi che praticavano l'infibulazione proprio per quel motivo. Matteo Realdo Colombo lo studiò in modo scientifico e stabilì che è l’unico organo sessuale, nei due sessi, a essere finalizzato esclusivamente al piacere. Le autorità ecclesiastiche non potevano permettere che si divulgasse la notizia che le donne fossero in possesso di un organo che ha la sola funzione del piacere: la regola vuole che l’attività sessuale serva solo alla procreazione. L’Inquisizione arrestò lo scienziato, lo rinchiuse in cella per anni, lo sottopose a torture e processi e lo condannò al rogo. Ma fu così che la sua vita ebbe fine? Scopritelo attraverso le pagine di questa stupenda e sensuale graphic novel!




La graphic novel verrà realizzata da autori professionisti che vantano un’esperienza pluriennale nel campo del fumetto con la cura e la supervisione di Ingoal Ltd, società che farà anche da garante per il progetto in questione. Nel caso in cui gli autori siano impossibilitati a portare a termine il progetto per cause indipendenti dalla loro volontà (come infortuni etc.) Ingoal si occuperà, dopo aver contattato i sostenitori (backers), di commissionare la realizzazione dell’opera ad altri autori professionisti o, in caso i sostenitori lo preferiscano, di rifondere le somme in base all’offerta versata nella misura minima del 50%.

martedì 6 marzo 2018

IL NEGROMANTE E ALTRI INCUBI


Si intitola "Il negromante e altri incubi". L'editore è Cut-Up. Gli autori sono Stefano Andreucci e il sottoscritto. Verrà presentato a Cartoomics sabato prossimo, 10 marzo 2018 alle ore 12.15 Cartonato, 56 pagine, in bianco e nero, formato 21x30 cm, 14.00 euro. Si tratta del mio terzo libro con Cut-Up dopo "Dall'altra parte" e "Facezie", ma è il primo a fumetti. Raccoglie cinque storie di horror medievale pubblicate tra il 1990 e il 1991 sulla rivista "Mostri", che rappresentano i primi passi della mia carriera di sceneggiatore. Insieme a me compiva i suoi anche Stefano Andreucci, destinato a diventare uno dei migliori disegnatori del mondo (lo dico senza timore di venire smentito). Se siete curiosi di scoprire com'eravamo ai blocchi di partenza, non avete che da procurarvi il volume. Sono abbastanza certo che anche i cinque racconti siano divertenti, perché questo è il parere che continua a venirmi riferito, a distanza di quasi trent'anni, da tanti che li hanno letti. Il volume è preceduto da una (breve) prefazione di Paolo Di Orazio, protagonista della stagione di "Splatter" e delle pubblicazioni di quella gioiosa macchina da guerra che fu l'Acme di Francesco Coniglio e Silver, e da una (lunga) introduzione mia.  Da quattro delle cinque storie illustrate da Andreucci ho tratto altrettanti racconti in prosa contenuti nell’antologia horror “Dall’altra parte”, una quinta è stata pubblicata negli Stati Uniti dalla rivista Brian Yuzna's Horrorama.


Nel 1990, mentre cercavo di entrare nel mondo del fumetto come sceneggiatore dopo aver coltivato fin dall'infanzia una grande passione verso gli eroi di carta nel ruolo di lettore, attendevo speranzoso gli esiti di un tentativo in corso con lo Spirito con la Scure.  Ero però tutt’altro che certo di riuscire a portare a termine l’impresa con un risultato soddisfacente e niente garantiva che dopo il primo Zagor che Ferri stava disegnando avrei potuto scriverne altri. Incoraggiato dal riscontro positivo in casa Bonelli, decisi di tentare qualche altro colpo. A uno come me, abituato a recarsi tutti i giorni in edicola e non uscire prima di aver passato ai raggi X tutti gli scaffali, non era certo sfuggita la nascita di una nuova casa editrice chiamata ACME che aveva cominciato a mandare in edicola due testate horror in formato comic book, “Splatter” e “Mostri”, che non si limitavano a cavalcare l’onda del successo di Dylan Dog ma proponevano giovani autori di ottimo livello quali Stefano Andreucci, Bruno Brindisi, Roberto De Angelis, Luigi Siniscalchi e tanti altri. Perciò inviai all’indirizzo romano della redazione alcuni miei soggetti, incrociando le dita. 

Non passò una settimana che ricevetti una telefonata. “Sono Francesco Coniglio”, disse il mio interlocutore. Non avevo mai visto Francesco di persona, ma il suo nome era una sorta di mito presso i fanzinari, dato che era stato, con Luca Raffaelli, uno degli artefici di una fanzine storica del comicdom italiano, “L’Urlo”, passata alla storia per certe contestazioni durante l’edizione di Lucca Comics del 1978. Che io conoscessi Coniglio di fama, dunque, era nell’ordine naturale delle cose. Che lui conoscesse me, invece, no. Eppure era così: Francesco disse di essere un fedele lettore di “Collezionare”, la rivista amatoriale che io dirigevo, e di essere sobbalzato nel leggere il mio nome quale autore delle proposte che gli avevo inviato, dato che apprezzava il mio lavoro ed era proprio in cerca di gente come me.  Mi  spiegò che l'ACME era sua e di Silver (il celebre autore di Lupo Alberto), che mi conosceva di fama per Collezionare, che sapeva tutto di me perché anche all'epoca era un personaggio attentissimo, con le mani in pasta dappertutto. Mi invitò a raggiungerlo a Roma nel più breve tempo possibile. Nel giro di pochi giorni, saltai sul treno e feci la sua conoscenza nella redazione dell’Acme. Mi trovai di fronte una persona straordinaria, sulla mia stessa lunghezza d’onda: grande appassionato di Zagor, pieno d’entusiasmo e di idee, rapidissimo nel prendere decisioni e nel mettere in campo progetti. Scoprii che non si era improvvisato editore con “Mostri” e “Splatter” ma che da tempo si occupava di fumetti erotici con la sigla EPP , curando comunque numerosissime altre iniziative editoriali. Mi disse che i soggetti che avevo inviato gli erano piaciuti e mi rimandò al responsabile delle sceneggiature che le avrebbe valutate nel concreto e che era Roberto Dal Prà: per me anche lui era un mito, lo sceneggiatore de "L'uomo di Mosca", di Jan Karta e di Anastasia Brown, di cui leggevo le storie sulla rivista Comic Art. Andammo a pranzo insieme io, lui e Roberto Dal Prà. Roberto mi approvò un soggetto, che io sceneggiai. Si trattava del primo di cinque racconti che poi furono disegnati da Stefano Andreucci e che uscirono sulla rivista Mostri. Racconti apparsi su numeri molto ravvicinati tra di loro: nel giro di sette-otto mesi uscirono tutti, come fosse una miniserie. Di Stefano all’epoca non sapevo nulla, scoprii solo a cose fatte chi aveva illustrato le mie storie. Anche lui, come me, era alle prime esperienze: si tratta dei nostri primi lavori. Si vedeva già però qualcosa in controluce.


Tornai molte altre volte a Roma, incontrando personaggi incredibili come Greg (della coppia Greg & Lillo) che all’epoca lavorava come redattore della Acme e disegnava un esilarante fumetto dal titolo “I sottotitolati”. Ogni volta che vedevo Coniglio, tornavo a casa carico di cose su cui lavorare, avendo respirato l’aria effervescente di una redazione in cui si inventavano testate che erano proprio come quelle che io avrei voluto trovare in edicola: Torpedo, Cattivik, Lupo Alberto, Hard Comic Album, Animal Comic, Hey Rock, Ciacci, Zio Tibia. Alcuni progetti non arrivarono mai in porto, ma ci lavorammo. Qualche mese dopo, quando il nostro rapporto di collaborazione si fu consolidato, Francesco mi propose di trasferirmi a Roma a lavorare da lui. Lo ascoltai incredulo: si trattava di una vera e propria offerta di assunzione per fare il redattore della Acme. Fu in pratica il primo a convincersi che avevo la stoffa per essere utile in una Casa editrice. Era il lavoro che avevo sempre sognato. Chiesi quanto fosse lo stipendio. Era il normale stipendio per quel lavoro, né più né meno. Io però, a Firenze, avevo già un impiego e guadagnavo un po' meglio. Inoltre, trasferendomi a Roma avrei dovuto trovare un appartamento in affitto. Facendo due calcoli, capii che togliendo le spese per l’alloggio non mi sarebbe avanzato molto. Così rifiutai. Però sono sempre stato grato a Coniglio per quella dimostrazione di stima. Quando poi anni dopo mi proposero l'assunzione in Bonelli dissi di sì, e lasciai la Società Autostrade, ma questa è un'altra storia (che vi ho già raccontato). Però evidentemente era ormai nell'aria il fatto che io dovessi lavorare nel fumetto sul serio e Francesco aveva già intuito che sarei diventato un animale da redazione. Purtroppo, troppo presto, l'ACME chiuse, come varie altre Case editrici fatte e disfatte dal loro inventore, in un incredibile ottovolante di successi e fallimenti. C'erano trionfi, come quello  mensili di Lupo Alberto o dei Simpson, poi tracolli come quelli di Torpedo. Sergio Bonelli divenne socio di Coniglio e Silver dado vita al marchio Macchia Nera, che sostituì quello dell'Acme e che aveva sede a Milano in Via Ferruccio 15, la vecchia sede dell’Audace. Coniglio mi chiedeva prefazioni per certe sue pubblicazioni, oppure di curarne alcune (come il volume della collana Acme Comics dedicato alle Sturmtruppen o la raccolta delle comiche di Cico & Trampy di Nolitta & Ferri). Fu lui a chiedermi di curare la Posta e le rubriche umoristiche di Cattivik, cosa che feci per lungo tempo con lo pseudonimo di Gustavo La Fogna.  Poi io Francesco abbiamo preso strade diverse, ma siamo sempre rimasti in contatto. 

Mentre presentavo i racconti per Mostri, provai anche a presentare dei soggetti per Splatter, che furono tutti bocciati. L’ACME però pubblicava anche Cattivik e chiesi se potevo proporre qualcosa anche per quel personaggio. Risposero subito “Eccome!”. Erano ben contenti, perché gli serviva gente spiritosa in grado di scrivere storie per il Genio del Male. Presentai primi soggetti, e in quel caso fu Vincenzo Perrone l’editor che mi guidò inizialmente. In breve cominciai a scrivere storie di Cattivik a tambur battente. A un certo punto Silver in persona mi chiese perché non cominciassi a scrivere anche qualche storia di Lupo Alberto. Non avevo osato chiederlo. Alla fine ho fatto 40 storie di Cattivik e poi ne ho fatte 40 di Lupo Alberto. Poi a un certo punto io stesso smisi, perché, dovevo occuparmi di Zagor. Io avevo da fare, loro avevano anche altri collaboratori e a un certo punto, in modo naturale, la cosa si è esaurita. Dopo tanti anni, il volume con Cut-Up mi ha permesso di recuperare le emozioni di quei giorni. Spero che capiti anche a voi.